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Viaggi e vacanze, no all’uso scorretto degli antibiotici

giugno 27, 2018 10:00 am

In viaggio, soprattutto nelle zone tropicali, spesso si assumono antibiotici per timore della diarrea. Queste auto-prescrizioni possono essere pericolose e creare resistenze ai batteri

Un viaggio nelle zone tropicali è il sogno di molte famiglie, anche di quelle con bambini piccoli al seguito. E si sa che dove il clima è caldo e umido si rischia di incorrere in infezioni gastro-intestinali, a causa di microrganismi dannosi presenti non solo nelle acque contaminate, ma anche nella frutta e negli ortaggi crudi e nei cibi preparati con ingredienti crudi. Per contrastare questo problema, molte persone ricorrono agli antibiotici con effetto antimicrobico. Sicuramente gli antibiotici sono fondamentali ma solo se vengono impiegati quando sono davvero necessari, ossia in presenza di un’infezione batterica e, soprattutto, non tutte le forme di diarrea sono dovute ai batteri. In questo caso, si rischiano solo danni come la resistenza agli antibiotici.

 

Antibiotici presi in modo scorretto

Secondo una ricerca condotta dall’Università di Helsinki, dell’ospedale universitario di Helsinki e della Aava Travel Clinic, troppe persone prendono antibiotici quando non è necessario, anche solo per forme di diarrea lieve o moderata. Insomma, l’uso corretto di questi farmaci si traduce in un consumo semplicistico. Lo studio ha riguardato 316 persone che avevano contratto la diarrea del viaggiatore durante una vacanza ai tropici. Tra questi, in 53 avevano portato antibiotici dalla Finlandia. La ragione più comune per l’uso di questi farmaci è stata la diarrea, la malattia più diffusa tra i viaggiatori ai tropici, seguita dalle infezioni respiratorie. Da qui le raccomandazioni degli esperti: gli antibiotici dovrebbero essere usati solo nei casi di diarrea con febbre alta o con una situazione di serio malessere generale con deciso decadimento delle condizioni generali. Per la trattare la diarrea lieve e moderata sono sufficienti altri tipi di farmaci. Tutto questo non succede nella pratica comune dei viaggiatori: invece di valutare la gravità della diarrea, il fattore che determinava il ricorso agli antibiotici era l’esperienza soggettiva dei viaggiatori sul disturbo delle attività quotidiane.

La prevenzione è fondamentale per limitare gli antibiotici

Quando si viaggia, un po’ ovunque ma soprattutto nelle zone tropicali, è essenziale effettuare un trattamento di prevenzione. Purtroppo non esiste un vaccino contro la diarrea del viaggiatore, dal momento che questa può essere provocata da virus, batteri, protozoi ma anche da fattori concomitanti come stanchezza, sbalzi di temperatura tra ambienti con aria condizionata e caldo esterno, cambiamenti nello stile alimentare. È quindi importante agire su questi fronti. In primo luogo, prima della partenza e per tutto il corso della vacanza è utile assumere fermenti lattici e probiotici  che rafforzano la flora intestinale nei confronti dei germi. Inoltre, ci si deve ricordare di consumare solo cibi ancora ben caldi a fine cottura, evitando frutta e verdura cruda, anche quella sbucciata è a rischio e bevendo solo acqua sigillata in bottiglia anche per lavarsi i denti e, nei bambini piccoli, per il lavaggio delle mani. L’igiene delle mani, a tal proposito, è essenziale per evitare di portarsi alla bocca microrganismi raccolti toccando un po’ ovunque. Inoltre, è utile adottare un abbigliamento a strati, per coprirsi rapidamente lo stomaco quando si entra in un luogo con aria condizionata. Se si contrae una forma lieve di dissenteria, è possibile ricorrere a soluzioni compensative dal bere con sali minerali a sostanze lievemente astringenti. Se è presente febbre, sono concessi gli antipiretici come il paracetamolo va sempre bene, anche per i bambini. Gli antibiotici vanno presi  solo in caso di infezione seria, con febbre alta oltre il 39, vomito, rischio di disidratazione e comunque dopo aver consultato un medico.

 

Lina Rossi

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