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Monopoli, tombola e tutti gli altri giochi di società stimolano la mente

dicembre 26, 2014 9:30 am

I giochi di società sono un classico delle feste di Natale. Non fanno solo divertire, ma tengono attiva la mente degli anziani, stimolano la maturazione di quella dei bambini e vivacizzano i processo cognitivi.

Tombola, Risiko, Monopoli, Cluedo e altri giochi da tavolo: un classico delle festività invernali, quando dopo un lauto pasto e una bella passeggiata ci si ritrova tutti intorno al tavolo, mentre fuori scende la sera. Queste attività non solo allietano le giornate natalizie ma producono effetti positivi sul cervello dei partecipanti perché stimolano e migliorano le aree cerebrali addette alle abilità cognitive, come la concentrazione.

Giochi di società, palestra per la mente
Secondo il professor Giuseppe Alfredo Iannoccari, presidente di Assomensana, che ha svolto studi in proposito, avviene un meccanismo simile a quello dei bambini, il cui cervello viene stimolato proprio con il gioco: e Natale, un’occasione in cui si torna tutti bambini, costituisce unʼoccasione unica per mantenere sano e attivo il cervello senza accorgersene, anzi divertendosi, tramite i giochi di società. Questi si differenziano dai giochi in solitario, come i cruciverba, per un valore in più: la presenza di altre persone. Lʼimpegno giocoso che pone a confronto con gli altri consente di apprendere nuove regole, nuove informazioni e nuove forme mentali. Infatti, in compagnia aumentano le possibilità cerebrali, si arricchiscono le reti neuronali, ovvero i legami tra le cellule e si stimolano i neuroni a prendere contatti tra loro, perché obbligati a sviluppare una strategia creativa che porti in vantaggio rispetto agli avversari. Un recente studio, condotto al Max Planck Institute di Berlino, ha inoltre messo in evidenza come il gioco aumenta le capacità di pianificare, memorizzare, prestare attenzione e ragionare.

Attività per grandi e bambini
La classica tombola, tipica delle riunioni con parenti o amici, capace di coinvolgere grandi e piccini, è particolarmente benefica perché apporta vantaggi cognitivi: i risultati mentali ottenuti con le cartelle sono dovuti alla necessità di mantenere la concentrazione per non perdere i numeri, come sostiene una ricerca effettuata in Inghilterra da Julie Winston, dellʼUniversità di Southampton. Anche la memoria, soprattutto quella a breve termine, chiamata memoria di lavoro, richiede un buon allenamento, per poter ricordare i numeri mancanti e coglierli rapidamente quando vengono estratti: questo, secondo gli esperti, favorisce la coordinazione tra lʼascolto e la vista. Qualsiasi gioco tradizionale, però, contiene elementi che stimolano il cervello poiché richiedono di mantenere per un periodo prolungato la concentrazione, uno dei pilastri fondamentali per il buon funzionamento cognitivo. Per avere dei benefici, è opportuno che sia in grado di restare attiva il più a lungo possibile, per circa 50 minuti, con una naturale inflessione dopo i primi 20-30 minuti: proprio quello che viene richiesto dai giochi di società. Sono comunque coinvolte anche altre funzioni mentali che vengono rafforzate durante il tempo dedicato alla partita sul tavolo: nel giocatore vengono coinvolti la memoria verbale e quella visiva, per mantenere attivi gli schemi di gioco e prevedere le mosse successive. Inoltre sono attivate la pianificazione e il ragionamento, per trovare la strategia migliore per avanzare nel gioco verso il miglior risultato. Questo fenomeno succede soprattutto nei giochi come Risiko, Monopoli e simili, dove conta molto la strategia adottata per procedere e la capacità di prevedere i movimenti degli avversari.

Socializzazione e rispetto delle regole
Non da ultimo, i giochi di società promuovono un aspetto fondamentale per la salute mentale: la socializzazione tra le persone. Questo è importante per i nonni, che spesso trascorrono troppo tempo da soli e hanno meno occasioni di trascorrere del tempo con altre persone. A questo proposito, numerosi studi scientifici confermano quanto le persone con una ricca rete sociale mantengono attive più a lungo funzioni cognitive, come il linguaggio, la memoria e il ragionamento e rischiano meno di incorrere in malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer. Per quanto riguarda i bambini, i giochi di società svolti assieme ad adulti, nonni e genitori, hanno una funzione educativa. Infatti, i più piccoli imparano a non essere più il centro esclusivo dell’attenzione, ma diventano un membro tra i giocatori, con il proprio ruolo e il proprio turno. Devono capire che, se vogliono raggiungere un obiettivo, devono sottostare alle regole, sviluppare strategie di azione e, se perdono, devono fare i conti con la frustrazione della sconfitta. Tutto questo si rivela essenziale ai fini della maturazione cognitiva, psicologica e sociale.

Lina Rossi

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