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Italiani si scoprono spioni on-line, la conferma arriva da una ricerca

luglio 3, 2013 9:30 am

Nei giorni scorsi è stata presentata la ricerca su come gli italiani vivono la propria reputazione su Google ed i Social Media. Il lavoro è stato realizzato per capire il livello di attenzione e cura della propria reputazione in rete.

Italiani: popolo di spioni e di amanti del gossip. Anche se non riguardano persone famose, ma gente comune, amici e vicini di casa. Non è un luogo comune: lo sostiene una ricerca condotta su un campione della popolazione italiana on-line di età compresa tra i 18 e i 54 anni, quindi un campione rappresentativo della realtà. È emerso in modo chiaro che circa il 90% degli italiani è molto interessato a saperne di più delle persone appena conosciute o comunque delle persone frequentate abitualmente. Infatti circa la metà del campione, con una proiezione su circa 10milioni e 200mila utenti, ricerca abitualmente informazioni sulle persone. E sono circa 2 milioni e mezzo gli italiani che abitualmente vanno alla ricerca di informazioni on-line, attraverso la visione dei profili di parenti, amici, colleghi e soprattutto dei propri figli e coniugi.

I parenti sono i più spiati
Tra i numeri della ricerca ritroviamo il 47% di persone va alla ricerca di informazioni su colleghi ed il 52% utilizza il web per avere informazioni sui nuovi amici. Ma i più spiati sono i parenti e tra questi cugini, zii, partner ed i figli. Strano ma sembra essere così: si ricercano più informazioni sui parenti prossimi che sui propri figli, quando avrebbe più senso ricercare su loro, su ragazzi adolescenti per capire cosa fanno e chi frequentano Tra gli intervistati quasi tutti giurano di andare alla ricerca di informazioni solo per curiosità. Insomma, dalla ricerca gli utenti del web sembrano essere dei veri e propri spioni on-line, che si affidano a Google e ai Social Media, cercando informazioni ed immagini sempre più personali ed in barba alla privacy. In fondo sono le singole persone a mettere se stessi in vetrina per essere taggati e mostrare così in diretta la loro vita personale.

Come difendersi
“Gestire la Reputazione on-line non è in effetti cosa semplice: oltre ad averne la consapevolezza gli utenti Internet devono sapere quali strumenti utilizzare per costruirla e poi monitorarla per evitare sorprese. Oggi, le tecniche applicate alle aziende stanno sempre più diffondendosi anche presso le persone, comuni o VIP, come il libro di Antonio de Nardis e Ale Agostini testimonia”. Così si esprime Paolo Mistrorigo ed in effetti solo un 25% delle persone interviste va a verificare cosa di se stesso circola in rete, sia di bene che di male. Sembrerebbe che siamo infastiditi dalle informazioni on-line legate alla nostra immagine, siamo però curiosi di capire la vita privata degli altri. Quanti di voi che stanno leggendo queste righe siete andati alla ricerca del vostro nome su Google? Provate a farlo e sarà tutto molto più chiaro. Forse vale la pena dare più spazio alla privacy e questo deve valere non solo per noi adulti: dobbiamo farlo capire anche ai nostri ragazzi adolescenti. Tra l’altro insegnare ai ragazzi a non esporsi troppo on-line mette anche al sicuro dal bullismo.

Lina Rossi

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