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Playstation, ma con giudizio

novembre 24, 2000 12:00 pm

Poche e semplici regole per un uso intelligente della consolle giapponese che spopola in tutto il mondo Della prima versione ne sono state vendute 76 milioni in tutto il mondo, ma ora sale la febbre per l’atteso sbarco sul mercato italiano dell’innovativa Playstation2. In realtà, la potente console della Sony ha già fatto la sua…

Poche e semplici regole per un uso intelligente della consolle giapponese che spopola in tutto il mondo

Della prima versione ne sono state vendute 76 milioni in tutto il mondo, ma ora sale la febbre per l’atteso sbarco sul mercato italiano dell’innovativa Playstation2. In realtà, la potente console della Sony ha già fatto la sua apparizione nei megastore di casa nostra, ma solo in un limitatissimo numero di esemplari; infatti le 100mila Playstation che hanno raggiunto il 24 novembre, data ufficiale di inizio commercializzazione, il nostro paese erano già tutte prenotate. La Sony, scusandosi per il ritardo motivato, ufficialmente, con la mancata consegna dei sofisticati microprocessori a 128 bit, ha promesso che, da gennaio, arriveranno in Italia 50mila consolle al mese, calcolando una vendita, nel primo anno, di 800mila pezzi. Oltre ad un rivoluzionario “cuore” elettronico che permette una resa video da ripresa digitale, la nuova consolle offre nuove prestazioni; può fungere da Dvd e da lettore Cd audio e, con l’arrivo della banda larga, può essere connessa ad Internet. Il prezzo consigliato è di 899mila lire, costo destinato comunque a scendere nel medio periodo. Ovviamente, sono già pronti nuovi giochi che catalizzeranno l’interesse dei ragazzi e, come è già successo per la prima versione, anche degli adulti. Ma se si affina la tecnologia non diminuiscono i rischi da “sovraesposizione” a videogioco.

Sono sempre più frequenti le raccomandazioni che giungono dagli esperti per un uso contenuto e regolato di questi passatempi che attraggono, affermano le statistiche, 6 ragazzi su 10 nella fascia d’età compresa tra gli 11 e i 13 anni. Recenti studi, portati a termine dall’equipe del prof. Vittorio Porciatti del Cnr di Pisa, hanno dimostrato che le luci lampeggianti fortemente colorate, che caratterizzano alcuni tipi di videogioco, inducono un’anomala reazione cerebrale che, nello 0,5 per cento dei casi, per bambini d’età compresa tra i 4 e i 14 anni, può manifestarsi con svenimenti e vere crisi epilettiche.
Quali sono allora le principali misure da adottare perché gli effetti di un semplice e divertente gioco non risultino pericolosi?
Prima di tutto i bambini, secondo il giudizio degli esperti, non dovrebbero stare davanti ad un videogioco per più di un’ora al giorno e ogni venti minuti dovrebbero sospendere e prendersi una pausa.
Occorrerebbe poter disporre di un monitor, nel caso del computer, a cristalli liquidi. Nel caso dell’apparecchio televisivo, il supporto ideale sarebbe uno schermo a 100 Hz di frequenza, quindi con minori vibrazioni.
La distanza minima dall’apparecchio televisivo deve essere di tre metri, facendo uso, in questo caso, di prolunghe per l’uso dei comandi o del joy-stick.

Compito primario dei genitori è comunque quello di offrire alternative valide al continuo uso del videogioco. E’ importante che ad un’attività di tipo sedentario, come potrebbe essere sostare davanti allo schermo televisivo o del computer, possano essere alternate attività di gioco all’aperto, in modo che il bambino possa muoversi e, soprattutto, incrementare il proprio contatto con i coetanei. I videogiochi, in alcuni casi, potrebbero infatti alterare la percezione che il bambino ha della realtà mentre il gioco collettivo contribuisce ad alimentare in lui una maggiore consapevolezza della vita reale e non virtuale.

In Rete:
Playstation2
Il sito ufficiale Playstation – In inglese
Fan della Playstation

 

Giancarlo Strocchia

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