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Riscopriamo i vecchi giochi manuali che fanno tanto bene ai bambini

febbraio 21, 2013 9:30 am

Tra computer e videogiochi, i bambini moderni hanno appreso ad utilizzare soltanto la testa e, oltretutto, la parte meno creativa. Proviamo a regalargli una scatola di costruzioni di legno o i classici mattoncini danesi.

Un tempo facevano la parte del leone nella cameretta dei ragazzi. Oggi sono diventati un po’ le Cenerentole dei giochi, sostituiti con prepotenza dal computer, dai videogiochi, da console fisse e portatili. Stiamo parlando dei vecchi e cari giochi che richiedono la manualità: i puzzle, gli incastri, le costruzioni, i mattoncini, i chiodini … giocattoli antichi, che esistono da sempre e all’epoca di nonni e bisnonni facevano la gioia dei bambini se regalati in qualche occasione speciale. Adesso, quando proponiamo ai nostri ragazzi di dedicarsi a un bel puzzle, oppure di passare un’oretta a giocare alle costruzioni, a meno che non abbiano quattro anni ci guardano con aria di commiserazione, come a chiederci che cosa ci venga in mente per proporre loro un passatempo così antiquato.

Giochi sempreverdi, un motivo ci sarà
Eppure, ci sarà un motivo se i giochi in cui la manualità è fondamentale esistono da sempre. Sembra che questa tipologia di giochi fosse già in voga tra i bambini all’epoca degli Egizi e degli antichi Romani. Se esistono e sono tramandati da migliaia di anni, significa che hanno non solo la capacità di affascinare i bambini ed i ragazzi con la sola attività ludica ma possono favorire lo sviluppo cognitivo. Non solo: se continuano a essere approvati da pediatri, pedagogisti ed esperti, se continuano a essere prodotti, significa che ne viene riconosciuto il valore educativo, la capacità di divertire e di stimolare il sistema mnemonico, migliorando le capacità di apprendimento. Del resto, rispetto ai giochi elettronici, che pur hanno delle qualità, limitano di molto il coinvolgimento di un bambino, i giochi manuali, infatti, riescono a favorire uno sviluppo armonioso e completo. E’ questo il passatempo in grado di rispondere ad un bisogno innato del bambino di qualsiasi epoca: utilizzare la manualità.

Giochi che coinvolgono a ogni età
Giocare, per un bambino, non significa solo passare del tempo in modo divertente. Per un bambino, giocare è un vero e proprio lavoro, è un’attività che coinvolge totalmente. Giocare è un modo per mettere in moto tutti e cinque i sensi: per questo motivo i giochi manuali sono lo strumento ideale. I singoli componenti, che siano legnetti, mattoncini, chiodini, parti si possono prima di tutto vedere, ammirare nei loro colori e nelle forme, che si confrontano con gli oggetti conosciuti nella realtà e si possono reinventare in mille modi dettati dalla fantasia. Non solo: si possono anche toccare, scegliere, manipolare, sviluppando la conoscenza che passa attraverso il tatto. Soprattutto attorno ai tre anni, il poter afferrare questi oggetti e trasformarli aiuta a migliorare la gestione del movimento fine e a sviluppare il senso della precisione. Si possono ascoltare, mentre le varie parti frusciano e rimbombano nella confezione, che, come una grande nacchera, li racchiude e li svela, carichi di sorprese e di aspettative. E si possono perfino annusare: sì. Soprattutto se sono fatti di legno, cartone, di plastica atossica, di metallo: ciascuno ha un suo odore inconfondibile, che sa di casa, di relax, di piacere da godere da soli o da condividere con gli amici.

Sono utili per sviluppare la creatività
I mattoncini, i giochi in legno, le costruzioni e gli altri giochi manuali si rivelano utili anche nelle successive fasi della crescita, quando il bambino approfondisce la conoscenza del mondo che lo circonda. Questi intrattenimenti infatti forniscono gli strumenti per impadronirsi della realtà circostante, riprodurla in piccolo sul supporto di gioco, sul tavolo o sul pavimento della propria cameretta, imitandola così com’è oppure rielaborandola con fantasia. I giochi manuali stimolano la creazione di progetti, di strategie e piccole difficoltà da affrontare che pongono quindi i bambini davanti alla capacità di risolvere problemi. Inoltre, sono unisex: permettono a maschi e femmine di giocare insieme, iniziando a formare le basi del lavoro di squadra che li aiuterà poi tanto nello studio e nel lavoro. Fanno divertire se si è soli e si è in gruppo. Giocando con altri amici, anzi, è possibile collaborare alla creazione di progetti più ampi stimolando il lavoro in team. Insomma, i giochi di una volta sono tutt’altro che superati… proviamo a farne dono ai nostri figli o nipoti per il compleanno o per un’occasione speciale. Saranno stupiti nel vedere che non è il solito gioco elettronico e saranno ancora più felici di aprire la confezione se ogni tanto anche noi adulti ci sediamo a creare insieme a loro cstelli incantati popolati dai personaggi più intriganti.

Sahalima Giovannini

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