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In ludoteca i bambini giocano

settembre 27, 2011 12:23 pm

La ludoteca è lo spazio dove i bambini imparano a socializzare, a condividere i giochi e collaudare le regole con la guida di esperti. E anche il sistema immunitario migliora.

Le giornate si accorciano, spesso piove e fa fresco. Le possibilità di stare all’aperto, al parco o ai giardinetti, si riducono purtroppo sempre di più. Giocare in casa va bene, ma i bimbi più piccoli, che non hanno ancora l’età della materna e che non frequentano il nido, corrono il rischio di trascorrere davvero troppo tempo al chiuso, giocando da soli o, tutt’al più, interagendo con persone adulte. Per non parlare dei casi in cui, già a due anni, i piccoli vengono sistemati davanti alla televisione anche per un’ora o due. Certo, c’è sempre la possibilità di invitare a casa uno o due amichetti dell’età del proprio bambino. Gli esperti, però, consigliano di avviare il piccolo a una socializzazione più completa nei confronti dei coetanei, uscendo di casa, frequentando nuovi ambienti e conoscendo altri bambini. In tutte le città, anche nei piccoli centri, a poca distanza da casa esiste un luogo destinato proprio a questo: al gioco libero, ai primi tentativi di socializzazione, all’apprendimento delle regole basilari dello stare con gli altri. Stiamo parlando delle ludoteche.

Che cosa si fa nelle ludoteche
La ludoteca è un luogo riconosciuto dallo Stato italiano e regolamentato da una vera e propria Carta dei principi delle Ludoteche, che mirano a definirne le finalità e le funzioni. Viene definita come un servizio centrato sul gioco, inteso come attività libera, regolata, impegnativa, autogratificante, di immaginazione fantastica, di arricchimento continuo. Vuole costituire un centro ricreativo, educativo, sociale e culturale che opera per realizzare una migliore qualità della vita infantile. Di norma la ludoteca è rivolta a bambini e ragazzi tra i 3 e i 14 anni, ma nella realtà sono molto diffuse quelle rivolte a una fascia inferiore di età: bimbi di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni, che possono ritrovarsi qui tutte le mattine oppure nel pomeriggio, con continuità o solo di tanto in tanto, per giocare e incontrare altri bambini. Ogni zona o cittadina ha la “sua” ludoteca, che prevede per la frequenza il versamento di una somma, relativamente modesta, che può variare anche in base alla quantità di ore di frequenza. La ludoteca è una via di mezzo tra il nido e il gioco libero in casa propria: non ha fini didattici e le sue attività ludiche non seguono un programma preciso. I bambini sono però tenuti ad avere cura dei giocattoli, a interagire con essi con rispetto e ad averne cura, riponendolo dopo aver finito di utilizzarli.

I vantaggi di frequentare una ludoteca
Un bambino ha bisogno di frequentare i coetanei, anche se a noi genitori sembra così piccolo e indifeso da non richiedere altro che l’attenzione di mamma e papà. Eppure, dagli otto-dieci mesi in poi un bimbo è più aperto verso il mondo esterno, inizia a formare la propria personalità e può andare incontro a una sorta di “crisi” per la separazione forzata dalla mamma. La possibilità di frequentare una ludoteca rende più soft questo passaggio, perché uno dei genitori o un nonno ha la possibilità di stare vicino al bambino, anche giocando con lui. Sostenuto e “protetto” dall’adulto, il piccolo scivola più serenamente nel contatto con gli altri bambini della sua età: un’esigenza che inizia a manifestarsi soprattutto dopo i 20-24 mesi, quando un bimbo, pur mostrandosi sostanzialmente diffidente nei confronti degli estranei adulti, sono attratti dai coetanei e da quello che fanno. E, anche se il gioco continua ad essere di tipo autonomo, iniziano i primi, semplici tentativi di interazione con l’altro, anche se limitati a uno scambio di oggetti e non a un progetto ludico portato avanti insieme, anche se per poco. Per i bambini, frequentare la ludoteca significa superare la fase dell’egocentrismo, perché non è più “lui solo” all’interno di una stanza, con tanti giochi a disposizione, ma fa parte di un gruppo e deve quindi imparare a seguire semplici regole del vivere in comunità (riporre i giocattoli, restituire gli oggetti, aspettare il proprio turno, imparare a chiedere) che, insegnati nella teoria in casa, trovano adesso applicazione pratica. E si riveleranno utilissimi quando inizierà a frequentare la scuola materna.

Niente paura delle infezioni
Un piccolo che ha frequentato la ludoteca ha maggiori probabilità quindi di trovarsi a suo agio alla scuola materna, anche perché rivedrà piccoli già conosciuti nello spazio gioco, con i quali ha magari avviato un abbozzo di amicizia. A dispetto di tutti i vantaggi, però, molti genitori e nonni sono restii a far portare i propri bambini in ludoteca, pensando che possano contrarre infezioni e malattie. In effetti, la permanenza in ambienti chiusi, lo scambio di giocattoli e di oggetti manipolati da mani diverse e la vicinanza tra i bambini favorisce il passaggio di raffreddore, influenza e altri disturbi tipici dei mesi freddi e diffusissimi tra i piccoli. È però bene ricordare che si tratta di un passaggio normale nella fase della crescita: i piccoli che frequentano il nido si ammalano e, chi arriva alla materna senza essere mai entrato in contatto con altri bambini, è destinato a stare spesso a casa con febbre e tosse. Niente paura, quindi: sono problemi destinati a risolversi e le piccole infezioni favoriscono il rafforzamento del sistema immunitario.

Sahalima Giovannini

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