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Fa freddo, ma si può giocare all’aperto

gennaio 2, 2018 10:00 am

I bambini hanno bisogno di fare attività fisica, quindi anche se le temperature sono rigide è importante che stiano un po’ all’aperto, tutti i giorni, vestiti in modo adeguato

Ci sono popolazioni che non conoscono le vie di mezzo. In Scandinavia, per esempio, alcuni decenni fa un celebre pediatra suggeriva alle mamme di far dormire i bambini (ovviamente ben coperti) a temperature vicine allo zero, per rafforzare il sistema immunitario. In Cina, i ragazzini della scuola primaria fanno lezione con la finestra aperta anche in pieno inverno: e sembra che i casi di raffreddore siano notevolmente diminuiti. Certo, forse questi sono casi estremi e non bisogna dimenticare che il gelo può causare malanni, predisponendo a infezioni delle vie respiratorie. Non si devono però nemmeno chiudere i bambini in casa, fino a primavera. Adeguatamente coperti, i piccoli possono e devono avere ogni giorno la loro dose di gioco all’aperto. È a tutto beneficio della salute, fisica e psicologica.

 

Perché fa bene stare all’aria aperta

Stare all’aria aperta in qualunque stagione prima di tutto combatte il sovrappeso, un rischio al quale i nostri bambini sono sempre più esposti. È sufficiente un’oretta tutti i giorni a correre e giocare liberamente in un parco o in un giardino, oppure a fare una bella passeggiata con gli amici o anche un giretto in bicicletta. Infatti le nuove generazioni trascorrono troppo tempo in modo sedentario: i momenti liberi sono passati davanti a tv, computer o smartphone e questo predispone all’accumulo di chili in più. L’immobilità favorisce anche cattive posture, mal di schiena e perfino la miopia: è dimostrato da vari studi che i bambini che stanno di più all’aperto vedono meglio rispetto ai coetanei sempre davanti al pc. Inoltre, l’esposizione alla luce naturale, anche quella scarsa dei mesi invernali, favorisce la sintesi della vitamina D, necessaria per il metabolismo del calcio che rafforza le ossa. E non dimentichiamo che il movimento libero migliora la circolazione, stimolando la produzione di endorfine e serotonina, gli ormoni del benessere che danno il buon umore e migliorano la concentrazione e le capacità cognitive. Insomma, dopo un’oretta di gioco all’aperto i nostri ragazzi saranno assai meglio disposti a finire i compiti, piuttosto che dopo un’ora di televisione.

 

Come vestirsi e gli orari giusti

Anche i bambini più piccoli traggono beneficio dallo stare all’aperto: gli stimoli visivi, sonori e sensoriali li aiutano a maturare e il movimento scarica le energie, aiutandoli a rilassarsi e anche a dormire meglio durante la notte. Si deve ovviamente scegliere il luogo giusto e l’ora appropriata, soprattutto in inverno. È meglio uscire in tarda mattinata dopo le 11 o nel primo pomeriggio non oltre le 15, se si è ancora in vacanza o non si va a scuola. Se, invece, la scuola è già ricominciata, si può approfittare del fine settimana o della luce che resta nel pomeriggio, dopo il suono della campanella. Si può giocare nel parchetto vicino alla scuola, in un giardino con qualche gioco per arrampicarsi e scivoli, anche nel cortile condominiale, si può fare una passeggiata accompagnando la mamma o la tata a fare la spesa. L’importante è evitare le vie trafficate dalle auto: bastano poche decine di metri a far respirare aria decisamente più pulita. E l’abbigliamento deve essere a strati: una canotta in cotone a pelle, una polo a manica lunga o camicia, un maglione in lana o un pile e il giubbotto. Ovviamente ci vogliono guanti a cappello per evitare la dispersione di calore dalle estremità. Se un bambino corre o si dedica a un gioco molto animato, è meglio togliere per qualche momento il giubbotto, per poi indossarlo alla fine. Se suda e ha caldo, togliendosi la giacca si espone a un brusco raffreddamento che è meglio evitare.

 

Lina Rossi

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