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Scelta dei giochi – una decisione spontanea dei bambini

luglio 28, 2016 9:32 am

Non è vero che i bambini vengono influenzati nella scelta del gioco dai genitori o dall’ambiente. A soli nove mesi i piccoli hanno gusti già ben precisi.

Anche i giocattoli dei bambini, come tanti altri aspetti della vita dei nostri figli, sono stati oggetto dell’attenzione da parte degli esperti, per capire se sono adatti ai piccoli oppure no. I giochi di guerra, come le armi o i soldatini, sono stati accusati di favorire la violenza dei piccoli, ma in seguito questa convinzione è stata smentita: giocare a combattere aiuta a sfogare la normale aggressività insita nell’essere umano, fa capire che deve essere e restare un gioco e aiuta a distinguere tra finzione e realtà, favorendo addirittura una crescita equilibrata. Anche bambole che non rappresentavano bebè ma ragazze adulte sono state oggetti di critica feroce, accusate di convincere le bambine ad attribuire troppa importanza all’aspetto esteriore. In realtà, i giocattoli, se sani e sicuri, sono sempre uno strumento di crescita dei bambini, sono il tramite che permette loro di dare libero sfogo a gusti e preferenze. E fin dalla più tenera età i bimbi dimostrano di averli ben chiari.

Preferenze nei giochi già a nove mesi
È stato scoperto che ad appena nove mesi i bambini sanno già scegliere i giochi che vogliono, senza aver mai ricevuto alcuni stimolo in un senso o nell’altro: sono così piccoli che discorsi o esempi sulle differenze di genere non possono essere ancora percepiti. Da una ricerca della City University London e dell’Ucl – University College London, uscita su Infant and Child Development è stato verificato che a questa età i maschietti mostrano già un maggiore interesse verso la palla, mentre le bimbe sono attratte dagli oggetti della cucina. Gli esperti hanno preso in esame 101 bambini di quattro asili multiculturali di Londra e li hanno divisi in tre gruppi: da 9 a 17 mesi, da 18 a 24 mesi e da 24 a 32 mesi. Ai bimbi è stato chiesto di scegliere quale gioco preferissero tra alcuni messi in cerchio in maniera casuale a un metro di distanza tra loro. Si è notato che in tutti i gruppi di età, quindi anche nei bimbi molto piccoli, vi era una preferenza per i giochi normalmente associati al genere di appartenenza. Crescendo, le bimbe mostravano una graduale preferenza per i giochi dei maschietti, mentre questi ultimi continuavano a gradire di più oggetti legati al loro genere di appartenenza.

Permettere di scegliere tra molti giocattoli
Secondo gli studiosi, alla base di queste differenze nella scelta dei giochi preferiti vi sarebbero componenti sia di natura biologica che legate all’ambiente e quindi al contesto in cui avviene lo sviluppo. Poi crescendo le cose cambiano, soprattutto per le bambine, iniziano a mostrare interesse anche per oggetti considerati generalmente come preferiti dai maschi.
È importante in ogni caso che chi si occupa della crescita dei bambini li influenzi il meno possibile in fatto di scelta di giocattoli. Questi sono infatti strumenti non solo di divertimento, ma anche di crescita, perché aiutano un piccolo a definire il proprio ruolo sociale, l’identità sessuale, aiuta a sviluppare gusti e interessi che vanno ben oltre il gioco in sé. Come sostengono gli esperti, il gioco per un bambino va ben oltre il piacere o il passare il tempo: il piccolo imita la realtà, esorcizza aspetti della vita che gli fanno paura, sperimenta situazioni nuove, cresce attraverso esse. Quindi il ruolo dei genitori non è indicare cosa i piccoli devono scegliere, o dire se è giusto o sbagliato se gioca con un pupazzo o una macchinina. Tutto lo aiuta a diventare grande, a sviluppare gusti e, in definitiva, a misurarsi con se stesso alla ricerca della propria personalità.

Sahalima Giovannini

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