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Il videogioco umanitario

ottobre 30, 2006 12:00 pm

Si intitola “Food Force”, è gratuito e insegna ai più piccoli come si combatte la fame nel mondo Nell’aprile del 2005 il Pam, Programma mondiale per l’alimentazione dell’Onu, presentò a Bologna, in occasione della Fiera nazionale del libro per ragazzi, il primo videogioco umanitario pensato e creato per bambini dagli 8 ai 13 anni. Obiettivo…

Si intitola “Food Force”, è gratuito e insegna ai più piccoli come si combatte la fame nel mondo

Nell’aprile del 2005 il Pam, Programma mondiale per l’alimentazione dell’Onu, presentò a Bologna, in occasione della Fiera nazionale del libro per ragazzi, il primo videogioco umanitario pensato e creato per bambini dagli 8 ai 13 anni. Obiettivo di Food Force – questo il titolo del videogioco che in italiano suonerebbe “Forza alimentare”, è di spiegare ai più giovani attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie mediatiche, il gravissimo problema della fame nel mondo e cosa fanno gli organismi umanitari internazionali per aiutare le popolazioni che hanno bisogno di aiuto. Inizialmente il videogioco fu presentato solo in inglese e si poteva scaricare gratuitamente dal sito www.food-force.com, ma il grande successo ottenuto dall’iniziativa, al di là di ogni aspettativa si calcola che oltre 3 milioni di utenti in 40 paesi si siano collegati al sito ha incentivato il Pam a tradurlo anche in altre lingue, compreso l’italiano. Riconosciamo, nella versione italiana di Food Force, le voci di Maria Grazia Cucinotta, di Fabrizio Frizzi, del giocatore Kakà e della giornalista Rai Livia Azzariti. Dedicato alla memoria di Paola Biocca, operatrice del Pam morta in un incidente aereo in Kosovo nel 1999, la versione italiana di Food Force, ottimo risultato di una collaborazione tra RaiNet e Pam, ora si può scaricare gratuitamente dal sito www.food-force.rai.it.

Anche se la fame nel mondo non è un gioco, giocando si può imparare la solidarietà e i giocatori dovranno superare diverse prove, con un crescente grado di difficoltà, per portare a termine con successo sei missioni umanitarie in un paese che ha bisogno del loro aiuto. Guerre, carestie, siccità, il cibo che non è sufficiente per tutti, i ribelli che attaccano: scene che fanno parte della vita degli operatori del Pam ma che attraverso il gioco Food Force coinvolgeranno i più piccoli (e non solo) a partecipare in prima persona alle attività dell’agenzia umanitaria dell’Onu, facendo diventare più reali situazioni viste solo in televisione e che a volta sembrano lontane ed irreali. Lo scenario del gioco è l’isola di Sheylan, un luogo inventato ma dove si ritrovano tutti gli elementi tipici delle zone reali in cui si possono verificare crisi alimentari: la popolazione, per lo più rappresentata da contadini, è allo stremo; la guerra e la siccità hanno già costretto migliaia di abitanti ad abbandonare le proprie case e a trasformarsi in sfollati. Il giocatore dovrà organizzare i primi aiuti, la logistica, assicurarsi che il cibo arrivi alle persone che ne hanno bisogno e progettare la ricostruzione affinché Sheylan, una volta passata l’emergenza, possa riprendere una vita normale. Un gioco, sei mini-partite chiamate “missioni”, per insegnare cos’è la fame, perché ci sono persone affamate e malnutrite e, soprattutto, come possiamo contribuire a mettere fine alla fame. Sul sito del gioco c’è anche una sezione dedicata agli insegnanti, con consigli e notizie utili su come organizzare lezioni in classe sul tema, e un’altra ancora che mostra come si può promuovere una raccolta fondi su vasta scala. In epoca di videogames gratuitamente violenti, che servono solo a stimolare gli aspetti peggiori dei ragazzi, ben venga questo progetto Pam, con l’auspicio che Food Force contribuisca a diffondere la cultura della solidarietà.

In Rete
www.food-force.rai.it

 

Marina Zenobio

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