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Da Hiroshima a Fukushima

luglio 13, 2011 12:35 pm

Due libri per raccontare un tragico evento, 66 anni fa veniva sganciata la prima bomba atomica sul cielo di Hiroshima. Parliamone con i nostri figli perché non succeda mai più. Quest’anno, in Giappone, il tragico anniversario del bombardamento atomico su Hiroshima, avvenuto il 6 agosto del 1945, avrà un significato ancora più profondo. Si chiamava…

Da Hiroshima a Fukushima

Due libri per raccontare un tragico evento, 66 anni fa veniva sganciata la prima bomba atomica sul cielo di Hiroshima. Parliamone con i nostri figli perché non succeda mai più.

Quest’anno, in Giappone, il tragico anniversario del bombardamento atomico su Hiroshima, avvenuto il 6 agosto del 1945, avrà un significato ancora più profondo. Si chiamava Little Boy, esplose a 576 metri di altitudine sul cielo di quella che allora era la settima città nipponica, provocò circa 130 mila morti, 180 mila sfollati e migliaia di morti negli anni successive per le conseguenze delle radiazioni. Si calcola che nel 2002 gli hibakusha (così chiamano in Giappone le persone colpite dalla radiazioni del fallout nucleare) erano ancora circa 300 mila. Fu il tragico epilogo che pose fine alla Seconda Guerra Mondiale. 66 anni dopo il Giappone torna a fare i conti con la radioattività, ma questa volta la guerra non c’entra. Conseguente all’unione di due terribili eventi, come un terremoto e un maremoto, la centrale nucleare per la produzione di energia, situata nella città di Fukushima, si è rotta. Non ha retto l’urto e il suo cuore, il nocciolo, che produce tanta energia, ha cominciato ad emanare radiazioni distruttive per l’uomo, gli animali, le piante; ad inquinare le falde acquifere e il mare. La radioattività penetra ovunque, è invisibile e si lascia trasportare dal vento. E’ vero che la radioattività esiste anche in natura, ma con livelli compatibili con la vita sulla terra. Ugual cosa non è in caso di incidente in una centrale elettronucleare. E’ per questo che molti le temono e sono contrari alla loro costruzione, auspicando un futuro fatto di energie rinnovabili (dal sole, dal vento). Comunque il tragico incidente a Fukushima, anche se questa volta causato da eventi naturali, ha fatto ripiombare il popolo giapponese nell’incubo radioattività con tutte le sue conseguenze sulla vita umana, animale e vegetale.

Un classico, per ricordare
Il prossimo 6 agosto sarà quindi il 66° anniversario del lancio della prima bomba atomica su Hiroshima (la seconda, qualche giorno dopo, colpirà la città di Nagasaki). I bambini ne sentiranno parlare in tv, ma per aiutarli a capire meglio l’importanza storica e la tragicità di quell’avvenimento, in libreria si possono trovare due libri che lo raccontano come una favola verso il cammino della saggezza per arrivare a dire sempre e solo due parole “mai più”.
Il primo titolo dovrebbe essere noto ai più grandi (genitori e nonni), Il gran sole di Hiroshima(Ed. Giunti Junior per la collana Capolavori contemporanei, pp.250, € 9.40, dai 10 anni) che Karl Bruckner pubblicò per la prima volta nel 1961. Racconta la storia di Sadako, una bambina giapponese sopravvissuta all’esplosione nucleare di Hiroshima. Nel 1945 Sadako aveva 4 anni, quella mattina del 6 agosto,insieme a suo fratello Shigheo (voce narrante del racconto), stavano andando a prendere un po’ di cibo e, essendosi stancati, andarono a fare una passeggiata in un parco. In quel momento Sadako vide nel cielo di Hiroshima un bagliore così grande da sembrare un nuovo sole. Per la prima volta in un conflitto era stata sganciata una bomba atomica sopra una città. Sadako e suo fratello Schigheo sopravvissero all’esplosione, portando però addosso i dannosissimi effetti delle radiazioni.

Racconti da una tragedia
Il secondo libro, proposto dalla casa editrice Sperling&Kupfer, è Il quaderno di Hiroshima (pp. 184, illustrato, € 13,76, dai 12 anni) di Ikeda Daisaku (insignito nel 1983 del Premio per la pace delle Nazioni Unite per la cultura e l’istruzione). Racconta la storia del giovane Kazushiro che, per ritrovare la serenità perduta, si reca a Hiroshima. A renderlo inquieto è la crisi interiore che sta attraversando il suo migliore amico, Nakamura, asso del ping pong che però, dopo il fallimento dell’azienda di famiglia, ha perso ogni interesse per la vita. A Hiroshima il giovane Kazushiro conduce, sotto la guida della zia Yaeko, miracolosamente sopravvissuta alla bomba atomica, una visita nei luoghi della memoria. Oggetti, documenti, fotografie, ma soprattutto la forte testimonianza della zia, permetteranno la ricostruzione della tragedia di quel terribile 6 agosto 1945, quando un lampo abbagliante squarciò il cielo e una nube di morte oscurò quella che un tempo era stata una grande città. Migliaia di uomini, donne e bambini perirono nell’ecatombe, ma probabilmente un destino peggiore attendeva i sopravvissuti che si trovarono a lottare contro un nemico invisibile: la radioattività. Con una parabola, pensata per i ragazzi di tutte le età, Ikeda Daisaku trasmette i valori più profondi dell’insegnamento del buddismo: l’amicizia, il perdono, il senso della vita, la responsabilità di ogni uomo nei confronti della comunità umana che lo ospita.

Su Ibs

Il gran sole di Hiroshima
Il quaderno di Hiroshima

 

Marina Zenobio

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