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Libri che aiutano i genitori

marzo 15, 2011 12:41 pm

I ragazzi hanno bisogno di regole per crescere bene nel loro futuro ed i genitori hanno bisogno di qualche buon libro per essere aiutati in questo difficile percorso educativo. In questi tempi moderni, i genitori sembrano non avere più il potere di una volta. Anzi, sembra che il potere sia ribaltato nelle mani dei figli,…

Libri che aiutano i genitori

I ragazzi hanno bisogno di regole per crescere bene nel loro futuro ed i genitori hanno bisogno di qualche buon libro per essere aiutati in questo difficile percorso educativo.

In questi tempi moderni, i genitori sembrano non avere più il potere di una volta. Anzi, sembra che il potere sia ribaltato nelle mani dei figli, che decidono quando, come e cosa. Ormai la famiglia viene definita soprattutto “affettiva” e per niente “normativa”. Questo aspetto potrebbe essere anche in parte positivo, perché significa che sono stati abbandonati una volta per tutte vecchi e anacronistici modelli educativi, forse un po’ troppo rigidi. Oggi, però, riemerge il bisogno di stabilire come nascono e si condividono le regole, perché senza di esse non c’è convivenza. Dalla famiglia alla scuola, a tutti gli ambiti sociali sino alle istituzioni pubbliche, la condivisione delle regole costituisce un mezzo necessario per organizzare efficacemente la convivenza. E se è vero che buone regole non possono essere imposte, altrettanto vero è che non si può ridurre tutto all’ascolto dei figli. L’ascolto è una delle competenze comunicative e relazionali che un genitore deve mettere in atto nel rapporto con i propri figli, ma non è l’unica in questo territorio di regole e disciplina. Ma come possono i genitori trovare risposte o semplici consigli in un contesto sociale che ha subito profondi cambiamenti nel giro di pochi decenni? Anche in questo caso e per quel che le compete, l’editoria prova a venire in soccorso dei genitori che desiderano riscoprire l’importanza educativa delle regole per la crescita dei loro figli.

Regole, poche ma efficaci

Due i titoli proposti per la collana Partenze della casa editrice La Meridiana. Il primo, Genitori in regola. Regole,disciplina e responsabilità (pp. 169, € 15,68) firmato da Roberto Gilardi – già docente universitario presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste e attuale Direttore della Formazione I.M.R. (Italian Medical Research) -, prova a prendere per mano i genitori e a guidarli nel vasto territorio delle regole condivise, descrivendo atteggiamenti, stili e scelte che possono aiutare o al contrario ostacolare la condivisione efficace della regolazione della vita in una famiglia. La condivisione attiva delle regole è il miglior contributo, infatti, per educare a una democrazia responsabile, consapevole ed effettiva.

Le parole giuste da usare con i figli

Il secondo libro sul tema proposto da La Meridiana è un vero e proprio Manuale di sopravvivenza per genitori troppo buoni, sottotitolo del volume Sulle tracce dei figli (pp. 96, € 12,82) di Saverio Abbruzzese, psicologo psicoterapeuta già noto per alcune analisi sul fenomeno del bullismo tra i giovanissimi, attualmente docente di Psicopedagogia delle differenze individuali presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bari. L’autore, nel libro, ha raccolto le “parole dei genitori”, dando vita ad una rassegna delle modalità comunicative più frequenti utilizzate in famiglia, con l’obiettivo di far riflettere su quello che diciamo, su come lo diciamo e sui livelli di consapevolezza di quello che diciamo. Sono descritti gli errori in cui cadiamo, spesso involontariamente e gli effetti di queste modalità comunicative sui nostri figli. A partire da quella semplice domanda ripetuta quasi quotidianamente tutta d’un fiato: “Che cosa è successo oggi a scuola, lo racconti alla mamma?” Non c’è nulla di male nel chiederlo, perché, in fondo, ogni genitore ha il dovere di interessarsi di quanto succede al figlio. “Ma – pungola l’autore – provate a mettervi nei panni di quel bambino o bambina che torna da scuola e, appena varca la porta di casa, si sente investito da questa domanda, posta con tono ansioso, ogni giorno. Come se ogni giorno a scuola avvenissero eventi memorabili”. Il libro di Abbruzzese mette in guardia anche da quella forma stucchevole di bontà genitoriale che si trasforma in ricatto affettivo, che produce tanti sensi di colpa nei figli. È giunta l’ora che i genitori si rivestano di autorevolezza e diventino più assertivi. Che imparino a utilizzare più punti esclamativi e meno punti interrogativi. “Ai miei tempi – come spesso dicono i genitori più anziani – c’era un’altra musica”. Ebbene, questo libro cerca di capire e analizzare cos’è cambiato fra “quei” tempi e i giovani d’oggi.

Vicino ai ragazzi, lasciandoli liberi

Altro bel testo da segnalare ci arriva dalla casa editrice bolognese Minerva, Vola figlio mio. Raccontarsi e fare il genitore oggi (pp. 96, € 9,50) di Daniele Damele, laureato in Scienze politiche, dottore di ricerca in Politiche di Sviluppo e Gestione del Territorio all’Università di Trieste, ideatore di trasmissioni radiofoniche e televisive che da anni si muove a favore dei giovani non solo mirando a tutelarli da possibili contenuti pericolosi presenti in vari strumenti di comunicazione (tv, internet, videogiochi, telefonini, specie di nuova generazione), ma anche battendosi per garantire loro spazi di confronto, analisi e incontro valorizzando le loro idee. Questo è il settimo libro di Damele che prosegue, così, l’esplorazione sul difficile e sempre delicato rapporto genitori-figli. Il volume ha il pregio d’essere di estrema facilità d’approccio, in quanto lo stile giornalistico utilizzato riesce a garantire che temi legati al mondo della sociologia e della psicologia siano ricondotti alla portata di tutti. L’autore compie un’analisi autobiografica nel tentativo di mantenere un legame tra sé e i suoi figli, pur essendo consapevole della necessità di permettere a quest’ultimi di vivere la propria vita. E qui sta il significato, sincero, della volontà di lasciar volare i propri figli volendo ritagliarsi un ruolo di sostegno, stimolo e soprattutto di amore rimanendo lì ad applaudire e vedere svilupparsi il loro futuro. Nel libro vi è la possibilità di ritrovarsi sia come genitori, sia come figli, ma anche come educatori e operatori della comunicazione. Forte è, infatti, il richiamo a un uso consapevole degli strumenti di comunicazione che sempre più propongono, nei loro contenuti, modelli comportamentali talvolta difficili da contrastare, specie se sono diseducativi.

Come imparare a dire di no

Per finire, una proposta editoriale dedicata alle mamme e ai papà che, davanti al dolce faccino del pargolo, non riescono mai a dire di no. Ci pensa la Pan Libri con Saper dire di no (pp. 254, € 6,75, traduzione di F. Ossola) di Michele Borba. L’autrice californiana, mamma e insegnante, nel corso di un ventennio di ricerche ha lavorato con più di mezzo milione di genitori e insegnanti arrivando ad isolare 38 comportamenti negativi dei bambini dai 3 ai 12 anni e individuando altrettante «proposte educative» che permetteranno ai genitori di stabilire con amorevole fermezza una sana disciplina. Non sempre è facile dire di no e rimanere fermi sulle proprie posizioni nei confronti di un figlio che inscena capricci o insiste affinché i genitori cedano alla sua volontà. Tuttavia è proprio la capacità di stabilire delle chiare regole, e quindi di intervenire con un convinto divieto, la carta vincente per educare al meglio i figli. Tra i comportamenti negativi segnalati rientrano: l’aggressività, l’ostinazione, l’impulsività, la prepotenza, l’incostanza, l’egoismo, la maleducazione, l’insicurezza. Ma non disperiamo, a tutti è possibile trovare un rimedio positivo per aiutare i figli a crescere serenamente e a diventare indipendenti.

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Genitori in regola
Sulle tracce dei figli. Manuale di sopravvivenza per genitori troppo buoni
Vola figlio mio. Raccontarsi e fare il genitore oggi
Saper dire di no

Marina Zenobio

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