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Cucina: strofinacci e spugnette per piatti sono un ricettacolo per batteri

maggio 7, 2015 9:23 am

In cucina i microbi si annidano nei posti che meno ci immaginiamo: sugli strofinacci per i piatti, sulle spugnette per pulire, nelle maniglie dei cassetti e del frigo. È bene dedicare un paio di minuti al giorno alla loro pulizia.

Quando si pensa allo sporco in cucina e a come far tornare l’igiene, il pensiero corre soprattutto lì, a stoviglie, bicchieri, posate… a tutti quegli oggetti, insomma, che entrano in contatto con il cibo e con la nostra bocca. In realtà, questi oggetti sono i più puliti, perché vengono quotidianamente lavati con detergente e ad alte temperature, sia che si lavi a mano, sia che si usi la lavastoviglie. Poca attenzione si riserva invece a strofinacci, salviette, ripiani e a tutto quello che fa da accessorio in cucina: alcuni esperti americani hanno scoperto che sono questi i veri ricettacoli dei germi.

Strofinacci, il luogo più sporco
In particolare sono gli strofinacci, di cui spesso si trascura la pulizia ma che sono onnipresenti, al punto che li utilizziamo anche mentre cuciniamo. Sono questi infatti i principali veicoli di contaminazione, sono loro ad ospitare i microrganismi pericolosi che possono causare anche intossicazioni alimentari. E’ quanto emerge da uno studio della Kansas State University pubblicato su Food Protection Trends. I ricercatori hanno analizzato 123 persone in videochat mentre cucinavano. In primo luogo, e’ emerso che i partecipanti utilizzavano frequentemente gli strofinacci e questo ha permesso di stabilire che erano la più contaminata di tutte le superfici di contatto testate, come spiega la dottoressa Jeannie Sneed, autrice dello studio. Dall’osservazione poi e’ emerso che molti li toccavano prima di lavarsi le mani o li utilizzavano dopo averle lavate male. Se poi lavavano le mani correttamente, riutilizzavano ancora lo strofinaccio infetto e si contaminavano da capo. Questi risultati sono significativi secondo Jeannie Sneed perché indicano che gli strofinacci possono rapidamente e facilmente essere contaminati con microrganismi che possono portare anche intossicazioni o malattie di origine alimentare. Gli strofinacci vanno quindi toccati solo dopo essersi lavate le mani e vanno sostituiti almeno a giorni alterni e lavati alle alte temperature: se sono in cotone possono andare nel bucato a sessanta gradi, mentre se sono del tipo spugnetta possono essere infilati in lavastoviglie, dove la temperatura supera i 65 gradi e tutti i germi vengono soppressi.

Attenzione a spugnette e ripiani
Non sono solo questi i posti dove si annidano germi e batteri. Ce ne sono tantissimi anche nella spugnetta con cui si strofinano i piatti, che per la loro struttura ruvida imprigionano residui di cibo, soprattutto quello sporco di grasso come resti di sugo e di formaggio, che penetrano a fondo e diventano un habitat ideale per i germi trasferendoli poi sui piatti lavati successivamente. Sono un ricettacolo di sporco anche i taglieri in legno, perché la loro struttura porosa assorbe soprattutto i liquidi degli alimenti ed è difficile che vengano lavati bene: spesso ci si limita a una passata di spugna con sola acqua. E che dire della griglia di plastica che si trova sul fondo del lavello? La sua struttura bucherellata impedisce che sia lavata adeguatamente con il detergente in spray normalmente usata sulla superficie liscia. Per non parlare delle manopole dei cassetti: spesso vengono toccate con le mani sporche, sia di cibo sia di residui provenienti da fuori casa e non si pensa a pulirle. È quindi il caso di rivedere l’igiene di queste zone: spugnette per piatti, griglia in gomma possono andare in lavastoviglie, almeno a giorni alterni. I taglieri vanno strofinati accuratamente con una spugnetta pulita imbevuta di detergente e sciacquati con acqua caldissima, a lungo. Le manopole vanno toccate sempre con le mani ben pulite e, se ci si rende conto di avervi appoggiato le mani sporche, è bene passarle con una spugnetta umida intrisa di detergente per superficie oppure con aceto. L’aceto va benissimo per disinfettare in modo del tutto atossico anche l’interno del frigorifero, altra zona che spesso non riceve cure a sufficienza.

Giorgia Andretti

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