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I segreti del pollice verde

agosto 29, 2000 12:00 pm

Basta qualche semplice accortezza per allungare la vita delle nostre piante di casa Quanti di noi si ritengono in grado di “accudire” in modo appropriato le piante che costringiamo, a volte, a condividere con noi gli spazi angusti di un appartamento di città? Le regole del bravo “pollice verde” possono apparire scontate, ma le accortezze…

Basta qualche semplice accortezza per allungare la vita delle nostre piante di casa

Quanti di noi si ritengono in grado di “accudire” in modo appropriato le piante che costringiamo, a volte, a condividere con noi gli spazi angusti di un appartamento di città? Le regole del bravo “pollice verde” possono apparire scontate, ma le accortezze per nutrire correttamente una pianta non sono poche, a partire da quella secondo la quale le necessità d’irrigazione variano da pianta a pianta: alcune preferiscono un terriccio alquanto secco, altre costantemente umido, mentre altre ancora possono restare “ a secco” anche per settimane. Sono molti i fattori che intervengono in questa scelta e che non riguardano soltanto il tipo specifico di arbusto: sarà necessario prendere in considerazione le condizioni atmosferiche esterne, la temperatura dell’aria, la ventilazione e il tipo di vaso in cui la pianta è coltivata. In generale, comunque, è buona regola lasciare che la terra si asciughi un po’ prima di annaffiare nuovamente; le particelle di terriccio, essiccando, si contraggono, consentendo così l’accesso dell’ossigeno che può in tal modo areare il terriccio e, soprattutto, le radici e i peli radicali, ovvero gli organi preposti all’assorbimento del nutrimento necessario alla sopravvivenza della pianta. Per verificare il grado di umidità della terra e poter così decidere se una pianta va innaffiata o meno basterà infilare un dito per almeno 15 millimetri nel terreno: si testerà così il grado di umidità della terra. Sarà inoltre opportuno osservare il colore della terra che, se già troppo asciutta, si mostrerà più chiara. Una pianta può tuttavia dar segni di sofferenza per un eccesso d’acqua, senza per questo essere così gravemente malata. Il sistema di drenaggio potrebbe essere bloccato da particelle di terriccio infiltratesi negli spazi fra i sassolini o intorno allo stesso foro, ostruendo la fuoriuscita dell’acqua in eccesso. Per controllare il buon funzionamento del drenaggio, infilate un bastoncino nel foro: se non incontrate resistenza, significa che il sistema di drenaggio è bloccato; in questo caso non resta altro da fare che rinvasare la pianta.
Ma, vista la stagione estiva che volge al termine, il problema più frequente sarà quello di ritrovare, al rientro dalle nostre vacanze, le nostre amate piante un po’ troppo secche. Allora, se una pianta ha subito un periodo di carenza d’acqua ed è indebolita e appassita, il modo migliore per farla riprendere è immergere il vaso per un’ora in una pentola di acqua a temperatura ambiente, piuttosto che bagnarla dall’alto; in questo modo potrà assorbire una nuova riserva d’acqua che passerà direttamente alle radici. Se invece siete prossimi alla partenza per un periodo di meritato riposo, ricordate che due giorni prima di partire le piante vanno annaffiate abbondantemente e collocate in un luogo poco illuminato. Il giorno successivo coprite ogni pianta con un sacchetto di plastica, con dei bastoncini o dei pezzi di ferro e fissate la plastica in modo che non tocchi le foglie. Per le piante che necessitano di molta umidità fissate saldamente il sacchetto sotto il vaso. L’ideale sarebbe che la temperatura ambientale si mantenesse intorno ai 18 gradi per tutto il periodo della vostra assenza.

 

Giancarlo Strocchia

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