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Pulizie di casa, è ancora roba da donne

settembre 14, 2016 3:05 pm

Una ricerca internazionale dimostra che le donne italiane ogni settimana trascorrono tre ore in più rispetto agli uomini nei lavori domestici a differenza delle altre nazioni.

Ci voleva una ricerca internazionale per raccontare quello che molte donne italiane sanno già, per esperienza quotidiana diretta. Il tempo trascorso dalle donne a cucinare, stirare e pulire casa è di gran lunga superiore a quello degli uomini. Proprio di questo argomento, mestieri domestici, si è occupata un’indagine condotta in 19 paesi, pubblicata su Demographic Research.

I meno casalinghi sono gli italiani e gli spagnoli
Nelle famiglie italiane, in media le donne trascorrono più di tre ore alla settimana a pulire e cucinare rispetto ai partner: una differenza che si riduce soprattutto nei paesi a cultura anglosassone, come per esempio il Canada, dove la differenza è di appena un’ora. Lo studio, condotto dall’università di Oxford, ha analizzato le ricerche svolte sul tema negli ultimi 50 anni. Sono, manco a dirlo, l’Italia e la Spagna i paesi con la maggiore differenza, anche se questa per fortuna si sta riducendo. Infatti nel 1980 nel nostro paese il gap era di quattro ore, in quarant’anni c’è stata una riduzione del 25%, come nelle case spagnole. In Italia, nel 1980 l’uomo dedicava appena 17 minuti nelle faccende domestiche. Nel 2008, ultimo anno preso in considerazione, erano cresciuti a 38: per la donna erano ancora ben 221, pari a circa tre ore in più. In nord Europa e del America, da sempre più virtuosi, il trend della diminuzione è più lento, perché già negli anni passati gli uomini si occupavano più spesso di faccende domestiche. Canada, Usa e Finlandia sono poco sopra i 60 minuti a settimana di differenza che negli ultimi anni sono rimasti costanti. Un canadese nel 2010 dedicava 55 minuti alle faccende, contro i 119 della compagna.

Impegniamoci per cambiare le differenze
La buona notizia è che con il tempo anche in paesi per cultura maschilisti, come il nostro, dove la fatica dei lavori domestici viene rifiutata come poco virile quando invece è soltanto pigrizia e scarso rispetto per la compagna, la differenza si sta progressivamente assottigliando. Segno che le madri del 1980 hanno abituato i figli maschi e femmine gli uni a collaborare di più, le altre a pretendere di più dai partner. Anche perché oggi le donne che lavorano sono più numerose rispetto a una volta e l’onere dei lavori di casa deve essere diviso con il compagno. Ed è bene che le mamme di oggi collaborino a questo continuo progresso, insegnando anche ai figli maschi a sparecchiare, spazzare per terra e a compiere qualche piccolo lavoro che al momento aiuta in casa e nel futuro sarà sicuramente un valore aggiunto in una soddisfacente vita di coppia. Questo però può non bastare: occorre cambiare anche le politiche sociali, l’atteggiamento dei datori di lavoro e le basi culturali, per le quali i mestieri domestici sono ancora ad appannaggio della donna. Non è così e lo dimostrano proprio i paesi anglosassoni, dove c’è una maggiore parità dei sessi e, proprio per questo, anche famiglie più numerose.

Sahalima Giovannini

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