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Alimentazione a rischio

novembre 20, 2006 12:00 pm

Oltre la metà delle infezioni da cibo si verificano in casa: ecco una guida per evitare errori in cucina Il tema della sicurezza alimentare in Italia, in questo senso intesa come l’importanza di consumare cibi che non compromettano la nostra salute, è di grande attualità. Sentiamo spesso parlare del controllo della filiera dal produttore al…

Oltre la metà delle infezioni da cibo si verificano in casa: ecco una guida per evitare errori in cucina

Il tema della sicurezza alimentare in Italia, in questo senso intesa come l’importanza di consumare cibi che non compromettano la nostra salute, è di grande attualità. Sentiamo spesso parlare del controllo della filiera dal produttore al consumatore, nuovi regolamenti anche a livello europeo impongono ai produttori di alimenti etichette che mettano ben evidenza ingredienti, provenienza, data di confezionamento e scadenza del prodotto stesso. Ed è giusto che sia così, perché il consumatore ha il diritto di sapere cosa finirà nel suo piatto. Ma questo sembra non bastare ad evitare il rischio di contrarre malattie trasmesse dagli alimenti perché, da una ricerca del Centro Nazionale per la Qualità degli Alimenti e i Rischi Alimentari (CNRA) che fa capo all’Istituto Superiore di Sanità (ISS), è emerso che tra il 55 e il 75% dei casi di tossinfezione alimentare avvengono in realtà in ambiente domestico, in cucina; che i casi di malattia vanno dal 25 al 40% e che i più a rischio sono i malati cronici, i bambini al di sotto dei cinque anni, gli anziani e le persone con una protezione immunologia compromessa.

Casi in aumento negli ultimi anni
Il numero dei potenziali soggetti esposti al rischio di malattie alimentari in ambito domestico è cresciuto negli ultimi decenni soprattutto per i cambiamenti di stile di vita. Vi è, per esempio, un maggior numero di ragazzi che preparano da soli i propri pasti in casa perché entrambi i genitori lavorano; nuove abitudini alimentari che insieme alla diffusione di nuovi tipi di prodotti hanno portato all’insorgere di rischi diversi da quelli tradizionalmente conosciuti. La vita frenetica troppo spesso non ci fa pensare al rischio che corriamo quando consumiamo prodotti crudi, come insaccati freschi, dolci con uova crude o verdure lavate frettolosamente; oppure quando prepariamo i pasti con troppo anticipato rispetto al momento in cui verranno degustati. Senza parlare di alimenti mal conservati o contaminati da taglieri, posate e stoviglie non ben pulite. Errori che sembrano banali, come non lavarsi accuratamente le mani, ma che nascondono pericolose insidie, tanto da portare l’ISS-CNRA ad elaborare il Rapporto Istisan 06/27, un opuscolo di 30 pagine dal titolo “Alimentazione sicura in ambito domestico: obiettivi e raccomandazioni per la prevenzione e sorveglianza delle tossinfezioni alimentari”, scaricabile gratuitamente in formato pdf dal sito web dell’Istituto Superiore di Sanità.

Più informazioni, più prevenzioneL’obiettivo dell’opuscolo non è quello di terrorizzare i consumatori con parole come Campylobacter microrganismo che attacca gli alimenti e che, come la Salmonella è responsabile di enteriti acute -, ma piuttosto di dare una corretta informazione dei rischi in ambito domestico-alimentare e di come prevenirli, oltre a suggerire alle Autorità sanitarie centrali e regionali ipotesi di strategie per promuovere mirati programmi di sorveglianza delle tossinfezioni alimentari. Tra queste, pur non essendo disponibile nel nostro paese un sistema completo ed esaustivo delle malattie infettive di origine alimentare, sappiamo che l’epatite A costituisce il 64% delle epatiti virali acute, di cui la gran parte (70%) dovuta al consumo di frutti di mare consumati crudi o poco cotti. Per quanto riguarda i casi botulismo, l’ISS dichiara che negli ultimi venti anni, in Italia, se ne sono verificati 252, il 28,6% delle volte dovuti al consumo di conserve industriali e nel 71,4% dei casi per il consumo di vegetali sott’olio o di conserve (marmellate, salse di pomodoro) fatte in casa.
A pagina 18 il Rapporto Istisan 06/27 mette a disposizione una serie di utilissimi consigli sul come alimentarsi in modo sicuro ed invita i consumatori a consolidare, in cucina, abitudini igieniche corrette. Anche le più banali, che pur conoscendo spesso sottovalutiamo. Prendere la sana abitudine di lavarsi spesso le mani mentre si cucina, lavare e disinfettare i piani di lavoro e i materiali che entrano in contatto con i cibi, tenere sempre separati i cibi cotti da quelli crudi, far cuocere bene gli alimenti, lavare bene frutta e verdure soprattutto se si consumano crude, fare molta attenzione alla modalità di conservazione degli alimenti non lasciandoli, una volta cotti, più di due ore a temperatura ambiente e non conservarli troppo a lungo in frigorifero e neanche nei congelatori. Insomma, discernimento e rigore in cucina, per evitare che le nostre gustose pietanze si trasformino in piccoli focolai di coltura per microrganismi patogeni, nocivi alla nostra salute.

In Rete
Rapporto Istisan 06/27

 

Marina Zenobio

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