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I pericoli della casa

marzo 24, 2004 12:00 pm

Una ricerca sul valore della sicurezza riporta in primo piano il problema degli incidenti domestici E’ la casa il luogo più pericoloso per gli italiani. Tra cucina, bagno e soggiorno si verificano infatti ogni anno 4 milioni di incidenti. Contro il milione che si registra sui luoghi di lavoro ed i 220 mila che si…

Una ricerca sul valore della sicurezza riporta in primo piano il problema degli incidenti domestici

E’ la casa il luogo più pericoloso per gli italiani. Tra cucina, bagno e soggiorno si verificano infatti ogni anno 4 milioni di incidenti. Contro il milione che si registra sui luoghi di lavoro ed i 220 mila che si verificano lungo strade ed autostrade. In casa ci si fa quindi più male che altrove: e sempre di più. Tra 1998 e 2000, infatti gli incidenti domestici sono cresciuti di oltre 230 mila unità (+5,6%), a fronte di un aumento, pure consistente, degli infortuni sul lavoro e su strada rispettivamente del 2,5% e dell’11,9%. A fotografare gli interni domestici dal punto di vista della sicurezza è stato il Censis che per conto del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati ha realizzato il primo rapporto annuale sul “valore della sicurezza in Italia”

A rischio soprattutto bambini ed anziani
La ricerca del Censis ha messo in evidenza il rischio di una divergenza consistente tra la conoscenza statistica e la reale portata del problema. I dati ufficiali parlano di una percentuale di italiani coinvolti in incidenti domestici pari al 7,6, ma rispondendo all’indagine del Censis, il 27,8% degli italiani ha dichiarato di avere avuto un incidente in casa nell’ultimo anno. Chi sono allora i soggetti più a rischio dentro casa? Naturalmente quelli che ci passano più tempo: bambini ed anziani innanzitutto; e se sono di sesso femminile, i pericoli sono ancora maggiori. Conoscere la propria casa non significa infatti riuscire ad evitarne le insidie, che si nascono un po’ ovunque, ed anzi il tempo che vi si passa, finisce irrimediabilmente per trasformarsi in un fattore di rischio.
Stando ai dati ufficiali, nel 2000, ogni 100 bambini di età inferiore ai 5 anni, si sono verificati 9,2 incidenti, mentre ogni 100 anziani, il tasso di incidentalità è stato quasi 12, a fronte di una media di 7,6 infortuni ogni 100 abitanti. E se la variabile generazionale risulta decisiva nel determinare il livello di
esposizione al rischio dentro casa, è indubbio che è quella di genere a giocare il ruolo più importante.
Nel 2000 ogni 100 donne italiane, si sono verificati 10,9 infortuni; tra gli uomini la stessa percentuale si attestava al 4,1% mentre la quota di donne sul totale degli infortunati era del 72%.

La geografia dei luoghi domestici più pericolosi
Secondo il rapporto del Censis il luogo in cui gli italiani si sentono meno sicuri è la cucina, in cui, a ragione, gli italiani pensano che avvengano maggiori incidenti. Il soggiorno e le altre camere, denunciate dai dati strutturali come luoghi molto a rischio, non sono invece riconosciuti come tali dagli italiani, mentre sono decisamente sopravalutati i rischi che si producono in bagno. Ma da che cosa dipendono gli infortuni domestici? Almeno da tre dimensioni: dalla qualità del sistema abitativo; dalle caratteristiche dei prodotti che entrano in casa; dai comportamenti individuali. La qualità del sistema abitativo è ancora molto bassa: i problemi più evidenti riguardano le infiltrazioni e le perdite d’acqua, soprattutto nelle regioni del Sud, dove un quarto delle case ha questo tipo di problemi.

Il comportamento rischioso degli italiani disattenti
Sono, però, soprattutto i comportamenti a produrre insicurezza. Secondo il rapporto del Censis il 46,1% degli italiani negli ultimi tre mesi (con punte del 50,3% tra i giovani con meno di 30 anni, e del 56,6% tra studenti e disoccupati) ha avuto almeno un comportamento a rischio per se stessi, per i familiari e persino per i coinquilini. Ma cosa fanno gli italiani di così rischioso? Scordano pentole sul fuoco acceso (12,2%); lasciano rubinetti aperti (11,9%); utilizzano, quando sono bagnati, apparecchi elettrici (11,2%); spengono gli elettrodomestici tirando il filo della presa (10,9%); lasciano il gas aperto (9,1%).

 

Matteo De Matteis

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