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In viaggio con Giotto

luglio 30, 2003 12:00 pm

Ora la Cappella degli Scrovegni conquista anche i bambini: il segreto è in una nuova sala multimediale Figlie, vacanze e città d’arte: l’accordo delle tre cose non è sempre facile. Ma per riuscire nell’impresa è importante, prima di ogni altra cosa, riuscire ad individuare mete e percorsi che possano in qualche modo conquistare l’attenzione e…

Ora la Cappella degli Scrovegni conquista anche i bambini: il segreto è in una nuova sala multimediale

Figlie, vacanze e città d’arte: l’accordo delle tre cose non è sempre facile. Ma per riuscire nell’impresa è importante, prima di ogni altra cosa, riuscire ad individuare mete e percorsi che possano in qualche modo conquistare l’attenzione e la curiosità dei bambini. A quanti fossero interessati segnaliamo allora la Cappella degli Scrovegni, dipinta da Giotto a Padova nel Trecento e restaurata recentemente.

Una visita multimediale
Prima di visitare la cappella e di lasciarsi coinvolgere dall’innegabile fascino dei dipinti dell’intero ciclo, dedicato alla vita di Anna e di Gioacchino, di Maria e di Gesù, è infatti possibile visitare anche una nuova sala multimediale, propedeutica alla visita che, per ragioni di conservazione e a causa del notevole afflusso di persone, durerà solo un quarto d’ora. Il Wiegand Multimedia Centre, promosso dal Comune di Padova, prende il nome dalla fondazione americana che ne ha finanziato i lavori ed è stato realizzato con il contributo del CNR e di numerosi esperti di discipline differenti, come la didattica dei beni culturali, la comunicazione, la psicologia, l’informatica, la storia della musica, la botanica e la teologia, ed è situata in un’area sotterranea presso la biglietteria del museo degli Eremitani.
Questo spazio multimediale consente anche ai più giovani di scoprire, in maniera facile e coinvolgente, attraverso sistemi di fruizione differenti, attivi e passivi, la genesi di questo capolavoro che è stato definito “il più bel racconto della vita cristiana”.

Il padrone di casa si presenta
All’ingresso, ad esempio, uno spazio è dedicato alla proiezione di un film di cui è protagonista Enrico Scrovegni, il committente della cappella, che spiega in prima persona al pubblico attraverso la voce recitante di un attore la sua storia personale, la scelta di far erigere una cappella, il contatto con gli artisti, i suoi rapporti con la città e con i vicini frati, gli Eremitani, coinvolgendo direttamente gli spettatori cui si rivolge attraverso immagini tratte da stampe d’epoca che mostrano quale fosse l’aspetto originale di quell’area, fotografie e brani dei dipinti di Giotto, tra cui quello famosissimo che illustra il padre di Enrico, accusato di essere uno strozzino, posto da Dante nell’Inferno con una borsa di denari al collo.

Le ricostruzioni d’ambiente
Procedendo nella sala si incontrano le postazioni interattive, nelle quali si potranno interrogare i dipinti e così scoprire, leggendo ed ascoltando una voce narrante, non solo ogni angolo della cappella, attraverso una definizione perfetta delle immagini ed una dettagliata descrizione dei protagonisti e delle scene. Si potrà scegliere anche di avventurarsi alla scoperta della tecnica che usava l’artista, dei restauri, oppure alla ricerca dei significati teologici. Una postazione, inoltre, è dedicata all’approfondimento della vita quotidiana a Padova nel Trecento, che aiuta a ricontestualizzare gli affreschi che potranno essere così letti non solo dal punto di vista artistico o religioso ma come un prezioso documento storico che illustra abbigliamento, abitazioni e tanti altri particolari cui il pittore era estremamente attento.
Per completare una fruizione che ha l’obiettivo di essere il più coinvolgente possibile due spazi della sala offrono la possibilità di vedere la ricostruzione della stanza da letto di Anna e della Bottega di un artista del Trecento, tornando almeno per pochi istanti in quell’epoca remota.

In Rete:
La Cappella degli Scrovegni

 

Elena Paloscia

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