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Il castello dei burattini

gennaio 15, 2003 12:00 pm

Parma – Lo animano cinquecento “attori di legno”, collezionati in cento anni dalla famiglia Ferrari Oltre tremila pezzi, tra burattini, marionette, teste, oggetti di scena, fotografie e manifesti. E’ la straordinaria collezione raccolta da una delle più antiche famiglie di burattinai italiani, quella dei Ferrari di Parma. Da circa un anno questa collezione ha trovato…

Parma – Lo animano cinquecento “attori di legno”, collezionati in cento anni dalla famiglia Ferrari

Oltre tremila pezzi, tra burattini, marionette, teste, oggetti di scena, fotografie e manifesti. E’ la straordinaria collezione raccolta da una delle più antiche famiglie di burattinai italiani, quella dei Ferrari di Parma. Da circa un anno questa collezione ha trovato una sede a Parma, chiamata appunto il Castello dei Burattini. Nelle cinque sale di questo originale museo vengono esposti a rotazione almeno 500 pezzi di questa raccolta unica, che permette di ripercorrere la storia delle rappresentazioni popolari che da molti secoli divertono grandi e piccoli. Animati da mani che danno loro vita, coperte dalle vesti al di sotto delle pesanti teste di legno, o da fili, burattini e marionette sono un popolo numerosissimo di personaggi.

Personaggi, storie e curiosità
Nelle sale del Castello li troviamo tutti, italiani e stranieri. Incontriamo re, principesse, soldati, il Diavolo, la Vecchia, il Turco o il Negro, ma anche animali come il Gatto, e maschere notissime, come Pantalone e Colombina. Sono soprattutto personaggi generici adatti ad essere utilizzati in più storie, ma alcuni sono stati creati apposta per favole e spettacoli nuovi, come il Satiro o il Brigante Sparafucile, il burattino Sandrone, o ancora il personaggio di Bargnòcla, “la popolare maschera parmigiana, l’acchiappabotte che alla fine si ribella, il simbolo della gente dell’Oltretorrente”.
I più curiosi potranno scoprire, inoltre, i burattini contemporanei o quelli prodotti industrialmente e, su appuntamento, consultare i copioni originali delle spettacoli conservati al Museo o approfondire la storia di questa particolare forma di spettacolo scoprendo magari che in scena, a Parma, si usava cibo reale come prosciutto e tortellini.
Si riscoprirà con piacere un’arte che non richiede necessariamente una ricca dotazione, è sufficiente infatti, un piccolo teatrino magari di quelli montati in un parco, perché vengano messi in scena spettacoli fantastici e, soprattutto, tanta fantasia. Ciò che importa è che la storia sia avvincente e che il burattinaio sia abile ed il divertimento sarà assicurato.

Una visita per scoprire i segreti
Domenica 19 gennaio alle ore 10.30 e alle 15.30, Gimmy Ferrari, il padrone di casa, discendente della famiglia parmense, accoglierà grandi e bambini, per condurli attraverso una conferenza-animazione alla scoperta delle sale del Museo e dei loro colorati abitanti. Insieme all’ospite, “abile suonatore di ben dodici strumenti ed intagliatore di burattini”, si entrerà nel favoloso mondo dei burattini e delle marionette, scoprendo personaggi di fantasia o storici o ancora maschere famose nella commedia dell’arte italiana. I visitatori ascolteranno proprio dalle loro voci tutte le vicende che li riguardano, e scopriranno le storie, gli spettacoli nei quali hanno recitato, ed i loro caratteri. Potranno inoltre osservare da vicino il prezioso lavoro artigianale con il quale questi fantocci sono stati realizzati, ammirare occhi in vetro soffiato, labbra mobili, incarnati sfumati o dai colori accesi e violenti, vesti povere o preziose e scoprire i segreti per animarli.
Il Museo dei Burattini di Parma è aperto da martedì a domenica, dalle ore 9,00 alle 17,00.
Il biglietto intero costa 2,5 Euro, quello ridotto 1,5.
Per informazioni: 0521/93.98.10

In Rete:
Il Museo dei Burattini di Parma

 

Elena Paloscia

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