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Sport, musica, lingue, i bambini hanno bisogno della noia

settembre 7, 2017 7:30 am
Sport, musica, lingue, i bambini hanno bisogno della noia

È il momento di iscrivere il bambino ai corsi pomeridiani di sport, musica e lingue. È importante che sia lui a scegliere e che non si esageri con gli impegni extra-scolastici

Più svegli rispetto a quelli delle generazioni precedenti, capaci di gestire la tecnologia già a quattro o cinque anni, conoscono le lingue straniere e praticano due o tre sport. Bambini, insomma, super impegnati, in pratica non sono capaci di stare senza fare nulla. Il punto è proprio questo: oggi, sembra inammissibile che un bambino stia senza fare qualcosa. Vietato, quindi, permettere che si annoi: per questo all’inizio dell’anno scolastico è una corsa a inscrivere i ragazzi a corsi sportivi, di lingue, di musica o all’oratorio per il catechismo. È giusto offrire il meglio ai figli, per permettere alle qualità nascoste a emergere ma è bene non esagerare, un bambino ha bisogno anche di tempo libero per non fare assolutamente nulla così da lasciar viaggiare libera la fantasia.

 

La noia stimola la creatività

La noia, secondo gli esperti, non è qualcosa di completamente negativo, anzi: i bambini hanno bisogno di avere il tempo per annoiarsi, perché serve loro per immaginare, seguire i propri pensieri, assimilare le esperienze vissute o semplicemente osservare il mondo che li circonda. Oggi, però, sembra che i bambini abbiano davvero poco tempo di annoiarsi e di fantasticare: le loro giornate sono ricche di impegni. Innanzitutto, restano a scuola fino a metà pomeriggio e il resto delle ore è impegnato nelle attività prescelte. È vero che tutte queste informazioni vanno ad aggiungersi a quelle apprese a scuola ma cosa al solito è necessario equilibrio: sì alle attività extra-scolastica ma anche spazio alla noia.

 

Consigli per scegliere bene

Per essere certi di non sovraccaricare il bambino ma di permettergli di dare al meglio sfogo alla sua creatività, è bene indagare su quali siano i desideri dei ragazzini e insieme valutarne la fattibilità concreta. Vanno rispettate le preferenze del proprio figlio, anche se non coincidono con le proprie. È giusto permettere che si confrontino anche con attività come pittura, arti marziali o scacchi, anche se noi avremmo preferito qualcosa di più tradizionale. L’anno successivo si potrà cambiare ma solo dopo aver portato a termine l’anno in corso. È bene anche evitare di fare confronti con altri genitori, i cui figli hanno impegni ogni pomeriggio della settimana. Ancora, le attività pomeridiane vanno considerate come un momento di socializzazione più che di impegno e di prestazione. Se si hanno più figli, il consiglio è cercare nel limite del possibile di assecondare le preferenze di tutti, senza standardizzarli. È vero che è più pratico iscriverli allo stesso corso, ma ogni bambino ha diritto a sviluppare le proprie attitudini, anche a costo di dedicarvi meno ore durante la settimana. È importante porre un freno alle attività se il bambino si mostra stanco e non riesce a recuperare tra un’attività e l’altra e inizia a mostrare segni di iperattività e di scarsa attenzione:   secondo gli esperti questi problemi possono derivare anche dall’avere troppo da fare.

 

Giorgia Andretti

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