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Perché decidere di togliersi la vita a soli 10 anni?

novembre 2, 2012 11:20 am

Questi giorni non c’è stato talk show che non abbia parlato del ragazzino di San Giovanni, il ragazzino entrato nel bagno di casa dei nonni subito dopo il pranzo per farne uscire un corpo senza anima. E, non c’è stata persona che non abbia avanzato le ipotesi fantasiose, tutto perché nulla faceva presagire un possibile…

Questi giorni non c’è stato talk show che non abbia parlato del ragazzino di San Giovanni, il ragazzino entrato nel bagno di casa dei nonni subito dopo il pranzo per farne uscire un corpo senza anima. E, non c’è stata persona che non abbia avanzato le ipotesi fantasiose, tutto perché nulla faceva presagire un possibile stato di disagio del ragazzo.

Troppo spesso il dito viene puntato sulla separazione dei genitori, senza rendersi conto che così facendo si vanno a colpevolizzare i genitori del bambino, loro in questo momento di tutto hanno bisogno tranne il sentirsi in colpa per la loro separazione. E’ vero, vivere i genitori distanti tra di loro o addirittura litigiosi, non fa bene alla salute mentale dei bambini ma, in questo caso i genitori erano riusciti a mantenere un rapporto di stima reciproca ed il bambino aveva la possibilità di vivere entrambi i genitori serenamente.

Si è parlato del bambino come di una possibile vittima del bullismo e non riuscendo forse a venirne fuori da solo, ha cercato il modo meno doloroso per lui, chiudere i conti con la vita. Altri ancora hanno indicato la sua voglia di essere il primo della classe come un desiderio di riscatto senza però indicarne la motivazione finale o addirittura, la prima grande delusione per non essere notato dalla compagna di classe a lui forse tanto cara.

Insomma le ipotesi sono state avanzate da tutti e sono le più disparate.

Personalmente non credo il gesto sia stato dettato solo ed unicamente dal suo dolore per la separazione dei genitori, sono passati oltre quattro anni da quel momento ed inoltre, oggi i figli delle coppie separate sono in aumento esponenziale e la condizione non è più vissuta come uno stigma.

Ciò che nessuno ha avanzato come ipotesi alla base del gesto estremo è una forma di depressione maggiore. Quando si parla di questo disagio il più delle volte viene vissuto, dalle persone comuni, come uno stato dell’umore triste e pronto al pianto, nella realtà può essere tutt’altro. La parola depressione è come la parola febbre, entrambe sono soltanto il sintomo di un processo. Possiamo avere una depressione reattiva complicata da ansia, una depressione reattiva senza ansia, una depressione maggiore o una delle fasi del disturbo bipolare. Il ragazzo era entrato forse da qualche mese nello stadio preadolescenziale e come tale in una delle fasi più critiche dell’intero processo evolutivo. Già questa condizione può essere una fase a rischio di destabilizzazione: è sufficiente pensare alla rivoluzione ormonale che si sta compiendo nei ragazzi in questo periodo. E, non possiamo neanche escludere che sia stato soltanto la prima fase iniziale di un disturbo bipolare ad inizio veloce e drammatico.

Le ragioni di un suicidio senza apparente causa possono essere davvero tante, pensiamo soltanto al senso di colpa che potrebbe aver avuto per essersi toccato i genitali oppure per aver pensato o sognato qualcosa di riprovevole per lui. A proposito dei sogni, oggi sappiamo quasi con certezza che le aree cerebrali interessate all’elaborazione dei sogni sono le stesse identiche dei pensieri da svegli e quindi per un tipo di personalità che tende all’introversione un sogno vissuto con una forte carica emotiva può configurarsi come un evento reale.

Sono sempre più convinta che ai ragazzi preadolescenti debba essere somministrato un test di personalità a scopo preventivo, questo dovrebbe essere somministrato a scuola al termine del primo ciclo primario. La prevenzione alla salute deve essere l’obiettivo principale di una società che si definisce moderna, costa poco ed è a tutto vantaggio del benessere futuro che va ben oltre la vita.

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7 commenti

    piptrippi ha detto 2 novembre 2012

    come è triste pensare che un bimbo di 10 anni abbia avuto il coraggio di togliersi la vita…mi fa stare malissimo.

    anastasia ha detto 2 novembre 2012

    grazie ros per averci spiegato che spesso la depressione può passare inosservata…..

    carmencita ha detto 2 novembre 2012

    Se penso che anche io ho due figli adolescenti e che può capitare anche a me mi vengono i brividi

    gioandi ha detto 5 novembre 2012

    Secondo me hai ragione, questo bambino era depresso. E ce ne sono tanti con questo problema, ma non se ne parla perchè è come avere paura di questa parola. Per esempio, c’è un compagno di mio figlio che ha perso tutti i capelli. Il dermatologo ha detto che non ha micosi o altre malattie. Inoltre questo bambino ha attacchi di asma.

    gioandi ha detto 5 novembre 2012

    Continuo: a scuola continua a prendere note, dice sempre “non sono capace”. Quando va a nuoto non vuole che i genitori o il fratello stiano lì a vederlo. Adesso ha cambiato scuola e va dalla psicologa… Io ho suggerito alla mamma di portarlo da un neuripsichiatra perchè secondo me questo bambino è molto infelice

      la redazione ha detto 5 novembre 2012

      e non solo, questo bimbo è un potenziale adulto con problemi psicosomatici e depressione reattiva. Quando cadono i capelli senza una reale causa il più delle volte è un problema psicosomatico, l’ansia viene riversata sul corpo.

    Simona ha detto 6 novembre 2012

    Non riesco neanche immaginare a quanto dolore possa provare un ragazzo in depressione…

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