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Immagini del terrore viste dai bambini

luglio 15, 2016 1:39 pm

Le immagini simbolo della tragedia di Nizza dalla scorsa notte passano e continuano a passare su ogni mezzo audiovisivo. Purtroppo, sempre più spesso dietro ogni tipo di device a vedere ed ascoltare immagini dolorose ci sono bambini il più delle volte soli.

E’ corretto far vedere ai bambini ed adolescenti  il dolore in diretta? E’ corretto mostrare le urla della paura e le immagini dei passeggini vuoti abbandonati in strada? E’ dalla scorsa notte, da quando è arrivata la prima notizia straordinaria su i vari telegiornali  che queste domande mi girano in testa. Cosa fare, come dire e soprattutto come insegnare  ai nostri figli, in questo momento di sgomento totale,  l’integrazione razziale quando il terrore arriva, seppur da un’unica fazione,  in questo modo?

Io sono stata uno dei medici a bordo  delle motovedette della Capitaneria di Porto nell’isola di Samos,  tutte le notti si usciva a pattugliare e raccogliere i profughi in quel tratto di mare tra la Turchia e la Grecia. Quando sono partita, come volontaria l’ho fatto perché credo che le persone di ogni razza e religione vadano aiutate,  perché la vita è sacra e va rispettata, sempre. Oggi, dopo aver salvato bambini  musulmani e arabi  dai marosi del mare dobbiamo vedere immagini  di passeggini lasciati vuoti dai nostri bambini, quei bambini  cui è stata strappata la vita dopo aver visto lo spettacolo pirotecnico della festa nazionale francese.  No, questo è davvero difficile da sopportare per noi adulti ma, se è difficile per noi, come facciamo a far passare il concetto dell’integrazione ai bambini?   Come facciamo a dire di non aver paura dell’andare a passeggiare in strada, andare in un ristorante o ancora in un teatro quando le immagini di morte arrivano da luoghi del divertimento?

Quello che assolutamente dobbiamo fare  come genitori è sicuramente parlare del terrorismo ai bambini, spiegando che le piccole o grandi guerre ci sono sempre state fin dalla comparsa dell’uomo sulla terra. Sarà utile ad esempio  vedere insieme un vecchio  film del  1981  ambientato nel paleolitico  – La guerra del fuoco –  curato da uno  dei più grandi  zoologi e divulgatori della sociobiologia umana Desmond Morris. Attraverso la visione delle immagini si potrà spiegare il perché delle guerre e come queste possono terminare con una mediazione naturale dedicata alla sopravvivenza di tutto il genere umano.

Quello che invece deve essere fatto a livello istituzionale, e mi riferiscono al Garante dell’infanzia:  dott. Vincenzo Spatafora, è quello di dare istruzioni, a chi di competenza, affinché venga limita la diffusione su i vari device delle immagini di dolore e delle urla di disperazione che provengano da un contesto  reale come quelli di Dacca, Bruxelles, Parigi o Nizza . Purtroppo le  varie emittenti radiotelevisive e internet, con video amatoriali postati,  offrono uno spaccato intriso di violenza e, come non vanno bene per le immagini della finzione, come quelle appartenenti ad alcuni film, regolarmente vietate ai minori, dovrebbe essere eseguita la stessa procedura anche per le immagini della realtà, anche se fanno parte dei notiziari.  Infatti, non mi spiego perché  immagini finte possono essere vietate  ai minori e quelle reali vadano lasciate libere, dovrebbero quantomeno seguire  lo stresso trattamento.

terrorismo

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1 commento

    gioandi ha detto 18 luglio 2016

    E’ meglio, a mio avviso, che le immagini drammatiche arrivino attraverso canali ufficiali, mediate dai genitori o da persone con certe competenze per spiegare ai bambini. Oggi infatti ne hanno comunque accesso attraverso i social e internet e c’è il rischio che si spaventino, che capiscano male o, peggio, che si lascino andare a razzismo ed emulazione

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