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Educazione conoscitiva o correttiva?

marzo 18, 2014 10:03 am

A chi spetta l’onere e l’onore di educare i nostri ragazzi? Siamo noi genitori oppure è la scuola a dover fornire la giusta educazione ai ragazzi di domani, il futuro delle future generazioni.

Forse la prima domanda da porsi è capire cosa significa il termine educazione. Nel dizionario della lingua italiana della Treccani al lemma educazione si legge: – l’attività, l’opera, e anche il risultato di educare, o di educarsi, come sviluppo di facoltà e attitudini, come affinamento della sensibilità, come correzione del comportamento, come trasmissione e acquisizione di elementi culturali, estetici, morali….. Più in partic., il processo di trasmissione culturale, diverso per ogni situazione storicamente e culturalmente determinata, mediante il quale, all’interno di determinate istituzioni sociali, famiglia e scuola, viene strutturata la personalità umana e integrata nella società. …. Buona creanza, abitudine a comportarsi in ogni occasione con modi gentili e cortesi.

Se alla definizione di educazione associamo le conoscenze della neurofisiologia umana con il conseguente sviluppo dei processi cognitivi, ovvero le convinzioni e modi di essere propri di ogni singola persona forse viene più facile trovare la risposta al quesito iniziale.

Il sistema limbico è l’area specifica del cervello dove vengono  prodotte le emozioni. E’ attraverso lo sviluppo degli stati emotivi che si rende possibile il contatto sociale e come ogni singola parte del cervello, lo sviluppo del sistema limbico è soggetto all’influenza sia della genetica che dell’educazione. L’educazione è frutto di un rapporto continuo con i genitori, con i fratelli e con chiunque altro si adoperi nell’accudimento del bambino in modo specifico nei primi tre anni di vita. Inoltre, se a tutto ciò si aggiungono storie individuali  permeate di tenerezza o di abusi, di abbracci o di critiche, di attenzione o di negazione,  di disciplina o di  disordine, si possono  intrecciare ulteriormente plasmando un sistema interattivo tra il bambino e gli altri intorno a lui, venendo così a dar corpo all’intera sua personalità.  I geni e l’esperienza vissuta, mixati all’interno del sistema libico, danno origine ad un’unica,  specifica e irripetibile  personalità e modi di pensiero.

E’ quindi abbastanza chiaro che il primo stadio dell’educazione è sicuramente di tipo conoscitivo al punto da  diventare la traccia portante per tutta la vita, l’educazione correttiva apportata per modificare, difficilmente raggiunge l’obiettivo se non a costo di enormi sforzi.

Questo concetto dovrebbe essere ben compreso da tutte quelle persone che hanno votato NO  al sondaggio – Omofobia, siete d’accordo con Rosalba: lasciare le fiabe e utilizzare le materie scientifiche per informare – nell’ambito dell’ultimo editoriale – Omofobia, quale strategia per combatterla.  Se veramente  vogliamo combattere la piaga dell’omofobia così come qualsiasi altra convinzione di tipo sociale non adattiva, dobbiamo intervenire attraverso l’educazione conoscitiva, è la prima ed unica forma valida ed indelebile della conoscenza in grado di sviluppare un sistema di convinzioni inserite in una società moderna.

 

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