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Asia molestata a 16 anni. I genitori dove erano?

ottobre 17, 2017 1:00 pm
Asia  molestata a 16 anni. I genitori dove erano?

I genitori di Asia, entrambi professionisti cinematografici: attrice e regista, profondi conoscitori del mondo di celluloide, avevano il dovere morale oltre che per legge di proteggerla

Solo tre settimane fa avevo scritto a proposito di Noemi la ragazza di sedici anni uccisa dal fidanzato. La mia riflessione voleva ricordare a tutti i genitori che per legge – art. 84 del Codice Civile italiano – i figli sono protetti dalla responsabilità genitoriale fino al compimento del diciottesimo anno di età. Limite che può scendere a sedici anni, diventando così un minore emancipato, solo a seguito di una richiesta esplicita e sentenziata dal Tribunale dei Minori. Qualche giorno fa abbiamo assistito ad una diatriba se i ragazzi a 14 anni possono tornare da scuola soli, a  conferma che purtroppo la legge è chiara, i ragazzini non possono essere lasciati soli, i genitori ne sono i diretti responsabili.  E’ vero che è difficile far rispettare il punto di vista genitoriale ad una ragazza o ragazzo di sedici o diciassette anni, però la legge non prevede sconti, i genitori sono responsabili degli eventi che li riguardano.

 

Quella volta che un regista/attore italiano tirò fuori …

Fa decisamente male leggere il tweet di Asia in risposta ad un blog di tendenza – quellavoltache un regista/attore italiano tirò fuori il suo pene quando avevo 16 anni nella sua roulotte mentre parlavamo del personaggio. Una ragazza di soli sedici anni non dovrebbe mai essere esposta a personaggi simili, una ragazza di sedici anni deve essere protetta, ma chi dovrebbe supervisionare gli adolescenti se non i propri genitori? Ecco perché mi chiedo ma, un’attrice ed un regista, questo sono i genitori di Asia, che ben conoscono le dinamiche del mondo del cinema, perché non hanno utilizzato il loro ruolo che per legge lo legittima? Purtroppo gli episodi di violenza sessuale ai danni di Asia si sono ripetuti. La seconda violenza nella patria del cinema internazionale, a Los Angeles. Questa volta Asia era maggiorenne, ventidue anni, quindi in grado per legge di badare a se stessa, e purtroppo per lei, è arrivata anche la terza violenza, a ventisei anni, un grosso regista statunitense, questa volta con la complicità di sostanze che rendono incoscienti.  Asia è una vittima di orchi crudeli è verissimo, questi personaggi andrebbero messi fuori gioco con la castrazione chimica, però Asia è anche vittima di una genitorialità fisiologicamente alterata. Probabilmente l’essere troppo occupati sulla propria professionalità ha fatto perdere di vista il ruolo di genitori.

 

Essere genitori significa educare al rispetto di se stessi

Se i genitori di Asia, fossero stati più vigili non ci sarebbe stata una prima violenza, una seconda ed neanche una terza. Oggi Asia non continuerebbe ad avere il ricordo dell’orco tra le sue gambe. Una delle mie due ragazze ha studiato alla Link Campus University per lavorare nel cinema, direttore artistico era Alessandro Preziosi. La mia ragazza ha delle doti di comicità innate e forse, sarebbe potuta diventare famosa. Dopo aver frequentato teatri e set cinematografici, con molto tatto ho cercato di dissuaderla, l’ho quindi sostenuta nel trovare un’attività professionale più gratificate e senza rischi: oggi è una affermata wedding planner.  Ho insegnato alle mie ragazze il rispetto di loro stesse prima di ogni cosa, la stessa cosa lo hanno fatto di genitori di Carolina, la protagonista del libro Un amore oltre la vita. Carolina  racconta la sua vita reale, la sua prima esperienza di una violenza a quindici anni dalla quale è fuggita, di certo non poteva raccontare ai genitori la realtà ma aveva trovato il modo di farsi licenziare dal suo datore di lavoro. Quando le è capitata la seconda esperienza era già grande, trovò però il modo di trasformarla a proprio vantaggio.

Ecco il nostro compito di genitori è quello di educare le nostre ragazze a farsi rispettare sempre, fuggendo o denunciando, ognuno è poi libero di scegliere il modo meno indolore, oppure, una volta adulta può anche decidere di far diventarne la mancanza di rispetto un vantaggio personale. Ma questa è un’altra storia.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

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