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A Milano come in molte altre città è vietato fumare vicino alle scuole

giugno 6, 2014 9:30 am

Si moltiplicano in Italia i divieti di fumare nei luoghi dedicati ai bambini indipendentemente se sono all’aperto o al chiuso: in assenza di una efficace areazione, i gas nocivi non si dissolvono. E il danno da fumo passivo è identico.

I genitori dei bambini un po’ più grandicelli si ricorderanno le nuvole di fumo prodotte da mamme, papà e, sì, anche nonni che, in attesa dell’uscita del bimbo da scuola, ingannavano i momenti vuoti accendendo l’ennesima sigaretta. Tanto siamo all’aperto, non esageriamo! – sembravano voler dire le loro espressioni perplesse, quando qualcuno faceva notare che ci si trovava proprio davanti a un luogo gremito di bambini. La legge, oggi, dimostra che avevano torto: perché anche all’aperto le concentrazioni degli inquinanti sono tali da causare gli stessi identici danni del fumo passivo.

Anche all’aperto si respira fumo passivo
Sono molti gli studi che dimostrano che anche all’aperto si possono formare concentrazioni dannose di inquinanti da sigaretta: per esempio, un elevato numero di persone con la sigaretta accesa, in uno spazio ridotto e anche raccolto, come appunto davanti alle scuole o all’uscita dei locali, possono favorire alti livelli di nicotina e di PM2.5 – le particelle con diametro ridottissimo, molto dannose perché riescono a penetrare nelle vie aeree superiori. In particolare uno studio condotto in otto paesi diversi ha dimostrato che la concentrazione media all’aperto di questi inquinanti era più alta negli spazi esterni dei locali pubblici dove era vietato fumare all’interno rispetto a quelli interni riservati ai fumatori. Consapevoli di questo, le amministrazioni locali hanno preso in Italia diverse iniziative per limitare l’esposizione da fumo passivo, anche all’aperto. Soltanto la più recente è quella di Milano, dove l’assessore al Welfare del Comune, Pierfrancesco Majorino, ha dichiarato l’intenzione di chiedere a tutte le scuole della città di far rispettare il divieto di fumare anche nei cortili, nei giardinetti, negli ingressi, specialmente di nidi e scuole dell’Infanzia, come la legge prevede dallo scorso luglio. Il giro di vite contro i fumatori è stato annunciato giorni fa, alla presentazione della ricerca sul – Fumo a Milano – commissionata dalla Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, con il preciso intento di difendere il diritto dei più piccoli di non essere esposti al fumo passivo. L’iniziativa segue quella di due anni fa, quando è stato introdotto il divieto di fumare nelle aree gioco dei bambini nei parchi della città.

Qui non si fuma all’aperto
Nel nostro Paese è vietato fumare in tutti i luoghi chiusi pubblici, tranne nel caso dei locali dotati di apposite sale per i fumatori. Non si può fumare in ristoranti, bar, scuole, ospedali, uffici, sale d’attesa di stazioni e aeroporti, musei, cinema, treni e mezzi pubblici, bar, taxi, androni condominiali. Il divieto dovrebbe valere anche per le zone all’aperto: parchi, giardini pubblici, spiagge, piscine e tutti i luoghi deputati al divertimento dei bambini. L’onere di vietare il fumo in queste zone è stato assunto da alcune amministrazioni locali, che hanno emanato provvedimenti che estendono il divieto di fumare anche nei luoghi aperti, sia per difendere i non fumatori, sia per disincentivare, a poco a poco, dalla sigaretta. Per esempio, a Trento e provincia non si può fumare nei luoghi aperti adiacenti o vicini alle scuole di ogni ordine e grado, ovviamente comprese scuole materne e asili. Lo stesso divieto vige per tutte quelle strutture che ospitano minori di diciotto anni. Ad Alghero, in Sardegna, esiste il divieto di fumare nei parchi pubblici e sono state aree dedicate in cui si può fumare. A Napoli, Verona e Bolzano non si può fumare nei parchi pubblici, se nelle vicinanze vi sono bambini fino a 12 anni o donne in gravidanza. Non si fuma inoltre durante manifestazioni, concerti, cinema all’aperto che si tengono nei parchi. A Bibione, in Veneto, è vietato fumare in un largo tratto di litorale, per tutelare si la salute di bambini, anziani e non fumatori ma anche per mantenere pulito il litorale infestato di cicche. Presso le sedi dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il fumo di sigaretta è bandito già dal 2012 anche da tutte le aree all’aperto ed è stata avviata una campagna permanente di sensibilizzazione rivolta ai genitori.

Giorgia Andretti

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