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Figli assenti e nonni… paganti

marzo 27, 2001 12:00 pm

Per la Cassazione, se mamma o papà non possono, il mantenimento dei bambini spetta ai parenti prossimi Mamma o papà non provvedono ad assicurare l’adeguato sostentamento alimentare ai figli? Ci pensano nonno o nonna. Ecco un altro caso in cui una sentenza della Corte di Cassazione fa legge in tema di rapporti familiari. Intervenendo in…

Per la Cassazione, se mamma o papà non possono, il mantenimento dei bambini spetta ai parenti prossimi

Mamma o papà non provvedono ad assicurare l’adeguato sostentamento alimentare ai figli? Ci pensano nonno o nonna. Ecco un altro caso in cui una sentenza della Corte di Cassazione fa legge in tema di rapporti familiari. Intervenendo in una causa di separazione tra due coniugi di Brindisi, la Sesta sezione penale ha infatti dichiarato che “…se il genitore chiamato a pagare gli alimenti ai bambini non è in grado di farlo, il compito tocca ai parenti prossimi”. In parole povere, saranno i nonni, nella maggior parte dei casi, a sobbarcarsi le spese di mantenimento alimentare dei nipotini nel caso il figlio o la figlia non possano o, in alcuni casi, sfuggano all’obbligo di “nutrire” la prole. La sentenza ha evidenziato, in effetti, come l’obbligo alimentare nei confronti dei figli minori può essere sussidiariamente assolto dagli ascendenti prossimi, ovvero i nonni, nel caso in cui il genitore non vi possa adempiere per indigenza, in quanto anche essi sono espressamente obbligati dalla legge alla prestazione alimentare secondo quanto previsto dall’articolo 433 del Codice Civile.
Tuttavia la stessa sentenza ha ribadito che il genitore, se in grado di adempiere anche sporadicamente o per una minima parte, non può ritenersi completamente esonerato dall’assolvimento dell’obbligo alimentare, pena la condanna penale per violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Tale pronuncia si basa, innanzitutto, sul principio sancito dalla Costituzione e dall’articolo 147 del Codice Civile che stabilisce quale dovere primario dei genitori quello di mantenere, istruire ed educare i figli.
Tale dovere resta inalterato anche in caso di separazione o divorzio dei genitori: in particolare, l’obbligo di mantenimento spetta ad entrambi i genitori indipendentemente dalle decisioni sull’affidamento, sostanziandosi per il genitore non affidatario nel versamento all’affidatario di una somma, l’assegno di mantenimento, stabilita dal giudice appunto a titolo di mantenimento dei figli, che tenderà a garantire loro un tenore di vita simile a quello avuto precedentemente alla separazione dei genitori.
L’assegno di mantenimento si distingue invece nettamente dall’assegno alimentare (i cosiddetti “alimenti”) ossia quella somma molto più limitata, determinata sempre in via giudiziale, che il genitore è tenuto a versare per garantire solamente quanto è necessario al sostentamento del figlio, nei casi in cui non sia possibile una prestazione pecuniaria più consistente.

L’obbligo di tale prestazione alimentare nei confronti dei figli rimane comunque fermo per il genitore, a prescindere dalle statuizioni del giudice sul mantenimento, come obbligo di assistenza materiale primaria, prescritto dalla legge in quanto conseguenza diretta del rapporto di filiazione.
La legge esclude, infatti, che un figlio possa essere lasciato privo dei mezzi essenziali per vivere e a questo fine obbliga in via principale il genitore e secondariamente, nel caso in cui questi non possa provvedere, anche gli ascendenti prossimi (ovvero i nonni) alla prestazione alimentare stessa.
Dunque, come stabilito nella sentenza, nel caso in cui un genitore risulti non abbiente e dunque non sia in grado non solo di sostenere l’onere di un assegno di mantenimento, ma anche l’onere degli alimenti, tale obbligazione alimentare spetterà agli ascendenti prossimi.
Rimane comunque in capo al genitore l’obbligo primario dell’adempimento e quindi nell’ipotesi in cui, come nel caso di specie, egli pur essendo in grado di versare anche sporadicamente gli alimenti tuttavia si sottragga agli obblighi stabiliti dalla legge, può essere configurabile a suo carico un’ipotesi di violazione degli obblighi di assistenza familiare.

 

Dott.ssa Maria Antonietta Zuccalà
Avvocato, esperto di diritto di famiglia

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