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La famiglia di fatto

febbraio 7, 2001 12:00 pm

La legge non si occupa della disciplina di questa unione, ma i diritti dei figli sono ugualmente garantiti Per “famiglia di fatto” si intende la convivenza tra due persone al di fuori del matrimonio, in altre parole quell’atto che genera il vincolo coniugale.La legge non si occupa della disciplina di questa unione proprio perché in…

La legge non si occupa della disciplina di questa unione, ma i diritti dei figli sono ugualmente garantiti

Per “famiglia di fatto” si intende la convivenza tra due persone al di fuori del matrimonio, in altre parole quell’atto che genera il vincolo coniugale.
La legge non si occupa della disciplina di questa unione proprio perché in essa manca l’atto matrimoniale che dà vita alla famiglia legittima, riconosciuta dall’ordinamento italiano.
Sarebbe un controsenso, infatti, voler estendere i principi che regolano il matrimonio e tutte le vicende ad esso legate proprio a quelle unioni che hanno preferito essere libere da qualsiasi principio e vincolo dettato dalla legge.
Chi, infatti, preferisce un rapporto di mera convivenza dimostra di non voler assumere i diritti e i doveri nascenti dal matrimonio: applicare le stesse norme previste per la disciplina del matrimonio significherebbe violare la libertà di scelta dei singoli.
La disciplina della “famiglia di fatto” non deve però essere confusa con la tutela prevista dall’ordinamento per la filiazione naturale, ovvero per i figli nati da tali unioni, al di fuori di un vincolo matrimoniale.
L’art. 30 della Costituzione, infatti, sancisce che “la legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti della famiglia legittima”.
La disciplina del codice civile, infatti, assicura pari tutela ai figli naturali e a quelli legittimi, ovvero nati all’interno di un matrimonio, secondo un principio di responsabilità genitoriale che dunque prescinde dal vincolo matrimoniale.
L’art. 317 bis del codice civile, si occupa del rapporto tra genitori e figli naturali e prevede innanzitutto che la potestà spetta al genitore che ha riconosciuto il figlio.
Inoltre, se il riconoscimento è fatto da entrambi i genitori, l’esercizio spetta ad entrambi se conviventi o altrimenti al genitore con cui il figlio convive; se non convive con nessuno dei due, spetta a chi per primo ha effettuato il riconoscimento.
Tuttavia il Tribunale per i Minorenni, nell’esclusivo interesse del figlio, può disporre diversamente, anche escludendo dall’esercizio della potestà uno o entrambi i genitori.
Il Tribunale per i Minorenni è inoltre competente a decidere in merito all’affidamento del figlio e quindi a determinare non solo l’esercizio della potestà ma anche la regolamentazione del diritto di visita; tuttavia non spetta allo stesso Tribunale per i Minorenni, ma al Tribunale ordinario, il potere di condannare il genitore naturale non affidatario al pagamento del mantenimento del figlio minore.
Vi è dunque una notevole differenza di trattamento tra la filiazione legittima e quella naturale: nel caso di filiazione legittima il Tribunale della separazione o divorzio può disporre sia in merito all’affidamento sia in merito all’assegno periodico destinato al mantenimento del figlio; quando invece il conflitto sorge all’interno della famiglia di fatto, o comunque tra genitori naturali, diversi sono gli organi giudiziari competenti a decidere. Il Tribunale per i Minorenni per l’affidamento del minore e il tribunale ordinario per la condanna al mantenimento.
Anche in ipotesi di famiglia non fondata sul matrimonio il Tribunale per i Minorenni può disporre l’affidamento congiunto dei figli minori, quando vi sia accordo tra i genitori e, soprattutto quando questo corrisponda all’interesse del minore
La Corte Costituzionale ha inoltre sancito la tutela del diritto dei figli all’abitazione, affermando che la casa coniugale, in caso di cessazione del rapporto di convivenza, può essere assegnata al genitore affidatario secondo il principio di responsabilità genitoriale già dettato in ambito di separazione e divorzio.

In Rete:
La Costituzione italiana
Codice civile – Libro I “Delle persone e della famiglia”

 

Dott.ssa Maria Antonietta Zuccalà
Avvocato, esperto di diritto di famiglia

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