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Diritti e doveri dei genitori

gennaio 4, 2001 12:00 pm

Il bene e l’interesse dei figli al centro del diritto di famiglia, dettato da Costituzione e Codice Civile La potestà genitoriale, così definita dopo la riforma del diritto di famiglia del 1975 che abolì la “patria potestà” affidandone l’esercizio congiunto e paritetico ad entrambi i genitori, è il complesso di poteri e doveri dei genitori…

Il bene e l’interesse dei figli al centro del diritto di famiglia, dettato da Costituzione e Codice Civile

La potestà genitoriale, così definita dopo la riforma del diritto di famiglia del 1975 che abolì la “patria potestà” affidandone l’esercizio congiunto e paritetico ad entrambi i genitori, è il complesso di poteri e doveri dei genitori verso i figli, sancito innanzitutto dalla Costituzione agli artt. 29, 30 e 31, che definiscono lo “Statuto Costituzionale della Famiglia”, poi regolamentato dal Titolo IX del Primo Libro del Codice Civile

L’art. 29 della Costituzione riconosce i “diritti della famiglia” come “società naturale fondata sul matrimonio” e dunque sancisce l’assoluta autonomia del nucleo familiare (società nella società) nei confronti dello Stato in tutte le quotidiane scelte e determinazioni di vita.
Tuttavia, l’art. 30 al primo comma dichiara che “è dovere e diritto” dei genitori mantenere, istruire, educare i figli anche se nati fuori dal matrimonio” e al secondo comma aggiunge che “nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti”.

Dunque la Costituzione sancisce che i genitori hanno prima di tutto un dovere e poi un diritto, che non è diritto “su” ma “per” i figli, funzionale al loro benessere. A sua volta viene costituzionalmente riconosciuto al figlio un vero e proprio diritto affinché la funzione genitoriale sia svolta con tutti gli elementi necessari per la sua crescita e lo sviluppo della sua personalità.

Di conseguenza, l’autonomia e l’indipendenza del nucleo familiare possono essere infrante, in caso di carenza genitoriale, non solo con interventi di integrazione ma, nei casi più gravi, anche con interventi radicali per la protezione dei figli minorenni: in tali situazioni lo Stato entrerà “di forza” nella famiglia attraverso i suoi organi giudiziari (nello specifico, il Tribunale per i Minorenni del luogo in cui il minore ha la sua residenza) e, con provvedimenti di decadenza o affievolimento della potestà, assolverà i compiti inerenti alle funzioni genitoriali allontanando i minori dall’ambito familiare.

In Rete:
La Costituzione italiana
Codice civile – Libro I “Delle persone e della famiglia”

 

Dott.ssa Maria Antonietta Zuccalà
Avvocato, esperto di diritto di famiglia

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