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Due cognomi è meglio di uno!

settembre 16, 2011 12:43 pm

Il 22 luglio 2011, il Consiglio dei Ministri ha approvato la semplificazione del regolamento per potersi fregiare anche del cognome materno in aggiunta a quello paterno. Chiunque intenda cambiare il proprio nome o aggiungerne un altro oppure voglia cambiare il cognome perché ridicolo o vergognoso o per un altri validi motivi, può farne domanda alla…

Due cognomi è meglio di uno!

Il 22 luglio 2011, il Consiglio dei Ministri ha approvato la semplificazione del regolamento per potersi fregiare anche del cognome materno in aggiunta a quello paterno.

Chiunque intenda cambiare il proprio nome o aggiungerne un altro oppure voglia cambiare il cognome perché ridicolo o vergognoso o per un altri validi motivi, può farne domanda alla Prefetture. Non è una novità: nel nostro paese da tempo esiste questa possibilità, che era però legata a un iter burocratico lungo e complesso, tale da scoraggiare qualunque iniziativa. Con il DPR del 3 novembre 2000, n. 396, sul “Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile”, la competenza in materia di cambiamento del cognome era stata già trasferita dal Ministero della Giustizia a quello dell’Interno, facilitando la pratica. L’intero procedimento era già stato snellito e la durata ridotta da tre anni a sedici-diciotto mesi, un lasso di tempo comunque lungo.

Cognome paterno e cognome materno
D’ora in poi, però, l’intero procedimento passa alle Prefetture, le quali dovranno rendere ancor più veloce l’iter del cambio e/o attribuzione del cognome, con evidenti vantaggi per i cittadini. Il Ministero dell’Interno continuerà ad emanare direttive e linee interpretative, per assicurare la necessaria coerenza normativa e l’omogeneità dell’applicazione. Su tale realtà molto ha contribuito l’evoluzione della giurisprudenza che, oggi cerca di interpretare e rispondere alle crescenti aspettative della società civile. L’attribuzione anche del cognome della madre, in aggiunta a quello del papà, risponde all’effettiva parificazione dei coniugi prevista dall’articolo 29 della Costituzione con l’obiettivo di adeguare la legislazione alle pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione. Proprio questi due Organi hanno ritenuto legittima la richiesta, sempre più frequente, di attribuire entrambi i cognomi ai figli. Di conseguenza, le giovani coppie che desiderano attribuire al bimbo entrambi i cognomi potranno farlo. Le richieste di attribuzione dei due cognomi sono in costante incremento e vengono solitamente accolte se presentate da persona maggiore di età. Oppure, nei minori le domande devono essere corredate dal consenso di entrambi i genitori.

Servono motivazioni serie
Più complessa la questione del cambio del cognome. Le richieste devono rivestire carattere eccezionale e sono ammesse esclusivamente in presenza di situazioni oggettivamente rilevanti, supportate da adeguata documentazione e da significative motivazioni. In nessun caso potrà essere richiesta l’attribuzione di cognome di importanza storica o comunque tali da indurre in errore circa l’appartenenza del richiedente a famiglie illustri o particolarmente note nel luogo in cui si trova l’atto di nascita del richiedente o nel luogo di sua residenza. Oltre al cognome ritenuto umiliante o provocatorio, ci sono però altre situazioni frequenti oggi. È il caso, per esempio, della donna divorziata o vedova risposata che chiede di aggiungere per i figli il cognome del nuovo marito a quello del primo marito. Anche in questo caso la modifica del cognome è normalmente concessa, mentre vengono respinte, tranne casi eccezionali, le domande volte a sostituire il cognome del nuovo marito a quello del primo. Per tutti i casi, i moduli necessari per presentare la richiesta alla Prefettura della propria città sono scaricabili dal sito del Governo “cambiare il cognome”.

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Giorgia Andretti

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