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Figli legittimi e naturali

maggio 31, 2011 1:05 am

E’ stato approvato un disegno di legge per eliminare le differenze fra figli naturali e legittimi. Uguali diritti in materia di successione e di parentela ma anche stessi doveri. I figli – che siano nati all’interno o fuori dal matrimonio – sono tutti uguali. Finalmente, con l’equiparazione tra figli legittimi e figli naturali (questi ultimi…

Figli legittimi e naturali

E’ stato approvato un disegno di legge per eliminare le differenze fra figli naturali e legittimi. Uguali diritti in materia di successione e di parentela ma anche stessi doveri.

I figli – che siano nati all’interno o fuori dal matrimonio – sono tutti uguali. Finalmente, con l’equiparazione tra figli legittimi e figli naturali (questi ultimi il 20% delle nascite, secondo l’Istat), lo scorso ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge delega in materia di filiazione (necessità dettata anche dalla Carta di Nizza che pone il divieto categorico di discriminazioni fondate sulla nascita) e cancellato un’intollerabile e anacronistica discriminazione che penalizzava l’anello più debole di ogni famiglia: i bambini procreati da genitori non uniti tra loro dal vincolo matrimoniale. Una distinzione che spesso veniva utilizzata anche in odiose dispute per l’eredità. Il disegno di legge è stato predisposto da una commissione per lo studio e l’approfondimento di questioni giuridiche che riguardano la famiglia, istituita presso il dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei ministri e presieduta dal professor Cesare Massimo Bianca, con la partecipazione di rappresentanti della Giustizia, dell’Interno e delle Pari opportunità.
Uguali per legge

Tra gli articoli che compongono il disegno di legge, il primo introduce modifiche al codice civile spostando l’attenzione dal concetto di “potestà dei genitori” al più generale concetto delle relazioni che intercorrono tra genitori e figli. Accanto ai doveri dei genitori – mantenimento, educazione e istruzione (già previsti dalla Costituzione) – viene introdotto il diritto del figlio ad essere assistito moralmente, oltre che a crescere con la propria famiglia, ad avere rapporti con i parenti e ad essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano. Tra i criteri del Ddl c’è la modifica della disciplina relativa al riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio, affermando così il principio che il figlio riconosciuto è parente dei parenti del suo genitore. Ai fini del riconoscimento è previsto l’abbassamento da 16 a 14 anni dell’età richiesta per esprimere il consenso. Si afferma anche l’esigenza di un adeguamento della disciplina relativa all’inserimento del figlio nella famiglia del genitore che lo ha riconosciuto con quella dettata in materia di affidamento condiviso. In questo caso è previsto comunque il consenso dell’altro coniuge convivente e l’ascolto degli altri figli conviventi.
Mai più figli e figliastri
Il Ddl prevede anche l’adeguamento della disciplina sulle successioni e sulle donazioni con l’obiettivo di eliminare ogni discriminazione tra figli, i quali avranno tutti lo stesso status giuridico, siano essi nati dentro o al di fuori del matrimonio. Innovativo il principio che prevede il diritto del figlio ad essere ascoltato sulle scelte che riguarderanno il suo futuro: i genitori dovranno prendere in considerazione le aspirazioni del figlio riguardo la scelta della scuola o delle attività sportive che vorrà seguire. Ascoltare le opinioni dei figli avrà quindi rilevanza giuridica.L’approvazione del Ddl annunciato dal sottosegretario con delega alle politiche della famiglia, Carlo Giovanardi, riguarda anche la dichiarazione di stato di abbandono: non basterà più il fatto che una famiglia sia in serie difficoltà economiche; la sola indigenza non sarà più sufficiente per dichiarare un figlio in stato di abbandono e, quindi, adottabile da altre coppie. Il Ddl dovrà comunque essere approvato dal Parlamento ma sicuramente, come ha tenuto a precisare il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, si tratta di un cambiamento importante che, dal codice civile, si estenderà anche a quello lessicale perché “non si parlerà più di fratelli e fratellastri, figli e figliastri, come nelle favole”.

 

Sahalima Giovannini

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