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Pensione casalinghe: cosa fare per ottenerla

gennaio 24, 2018 1:00 pm

Le persone che per scelta si occupano dolo della famiglia, le casalinghe, hanno l’obbligo di versare un contributo pensionistico. Come fare, quanto versare e quale cifra si potrà ottenere

La pensione per le casalinghe è coperta da un Fondo di previdenza istituito nel 1997, a tutela delle persone che si dedicano alla cura della casa e della famiglia a tempo pieno. Per poterla ottenere è necessario versare ogni anno al Fondo di previdenza dell’INPS Inail, un contributo mensile, per ottenere una pensione di vecchiaia o di inabilità, garanzia di un’entrata mensile fissa.

 

Chi ha diritto alla pensione casalinghe

Al Fondo di previdenza INPS Inail possono iscriversi donne e uomini di età compresa tra i 16 ed i 65 anni che svolgono attività di assistenza e cura della casa e della famiglia senza essere retribuiti e senza vincoli di subordinazione. Ovviamente non bisogna essere titolari di pensione diretta, non svolgere un’attività lavorativa dipendente o autonoma con l’obbligo di iscrizione ad una cassa previdenziale o specifico ente. E possibile invece avere un lavoro part time. La domanda va presentata per via telematica all’INPS, direttamente, se si possiede il PIN INPS dispositivo, accendendo ai servizi telematici INPS. Oppure si può contattare il numero verde INPS 803.164 dal fisso, 06.164164 da cellulare. In alternativa ci si può recare presso un Patronato o altri intermediari autorizzati, provvederanno gratuitamente a trasmettere, per conto del cittadino, la domanda d’iscrizione al Fondo Casalinghe online. Una volta avvenuta l’iscrizione, questa conserva la sua validità anche se non vengono effettuati i versamenti.

 

Contributi, quanto e come

L’importo da versare per le persone iscritte al Fondo, è libero a partire da una cifra minima mensile pari a 25,82 euro, grazie alla quale l’INPS può accreditare un mese di contribuzione. In un anno, l’Istituto accredita i mesi che risultano dividendo l’importo totale versato per 25,82 euro. Se, per esempio, nel corso del 2018 si sono versate 110 euro in totale, vengono riconosciuti 4 mesi di contributi. Per effettuare il pagamento dei contributi l’INPS fornisce specifici bollettini postali, consegnati all’iscritto, in sede di accoglimento della domanda di iscrizione. I versamenti possono avvenire in qualsiasi momento, non necessariamente a fine mese. I bollettini si possono scaricare e stampare anche dal sito dell’INPS. Se un iscritto è assolutamente e permanente impossibilitato a svolgere qualsiasi attività lavorativa, viene riconosciuta la pensione di invalidità se sono stati versati almeno 5 anni di contributi versati al Fondo. La pensione di vecchiaia, dal 57° anno di età, può essere richiesta a patto però che siano stati versati almeno 60 mesi di contributi, ossia, almeno 5 anni di contribuzione. La pensione è erogata solo se l’importo maturato è ameno pari all’ammontare dell’assegno sociale maggiorato del 20% – 1,2 volte l’assegno sociale. Per il 2016, ad esempio l’importo è di circa 537 euro. Dopo i 65 anni di età, la pensione di vecchiaia spetta a prescindere dall’importo versato. Che fatica essere donne!

 

Lina Rossi

 

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