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Lo Ius soli spiegato ai bambini

ottobre 9, 2017 10:00 am

Lo Ius soli, ovvero, il diritto di suolo per la cittadinanza italiana. In questi giorni Ius soli è al centro di discussioni. È il segnale di un mondo che cambia, spieghiamolo ai bambini

Da qualche giorno in Italia si sta tornando a parlare dello Ius soli, il termine latino tradotto indica: il diritto di suolo, in altre parole,  il diritto di acquisire la cittadinanza in una nazione – con tutti i diritti e i doveri connessi –  non per il fatto di avere un genitore di quella stessa nazione, ma per il fatto di esservi nato o di appartenere culturalmente, psicologicamente ed emotivamente ad essa.

 

La legge come è adesso

L’ultima legge sulla cittadinanza è stata varata 25 anni fa, in base a questa legge, l’unico modo per acquisire la nazionalità è attraverso lo Ius sanguinis, cioè il diritto di sangue. In altre parole, un bambino è italiano se è italiano almeno uno dei due genitori. Un bambino, nato in territorio italiano da genitori stranieri, ha regolare documento alla nascita ma una volta compiti i 18 anni può fare domanda di cittadinanza se è stato residente ininterrottamente nel nostro paese e se ha frequentato le scuole – primaria e media inferiore legalmente. Questa legge è però anacronistica per molti aspetti. Infatti, priva per troppi anni un bambino nato in Italia di godere della cittadinanza e dei suoi diritti, fino ai 18 anni, senza contare che è troppo legata alle condizioni della famiglia. Se i genitori, per qualsiasi motivo -per esempio, perché è scaduto il permesso di soggiorno – devono lasciare l’Italia per qualche tempo, il bambino perde la possibilità di richiedere la cittadinanza, anche se parla italiano, mangia italiano, ha frequentato quasi tutte le scuole in Italia e si sente, culturalmente ed emotivamente, un italiano.

 

Cosa potrebbe cambiare

La legge  in discussione tra i politici in Parlamento, intende tutelare soprattutto i bambini nati in Italia da genitori stranieri o arrivati in Italia quando erano molto piccoli. Per fare questo, si introdurrebbero due nuovi concetti al momento in vigore in altri stati. Uno è lo Ius soli puro, questa opportunità è in vigore negli Stati Uniti, nascere in territorio statunitense significa automaticamente acquisire la cittadinanza, tale diritto non esiste nei paesi europei. L’altro è lo Ius culturae, ovvero, il diritto legato all’istruzione. Con la nuova legge, lo Ius soli sarebbe temperato: in altre parole, un bambino nato in Italia diventerebbe automaticamente italiano se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni. Se il genitore in possesso di permesso di soggiorno è extracomunitario, per poter garantire la cittadinanza al figlio deve godere di un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale; disporre di un alloggio che risponda ai requisiti di idoneità previsti dalla legge e superare un test di conoscenza della lingua italiana. Oppure, la cittadinanza si potrebbe ottenere con lo Ius culturae: potranno avere la cittadinanza i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni, a patto che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico: le scuole elementari oppure le medie inferiori. I ragazzi nati all’estero giunti in Italia fra i 12 e i 18 anni, se passa la legge avranno la cittadinanza dopo aver abitato in Italia per almeno 6 anni e avere superato un ciclo scolastico.

 

Lina Rossi

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