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Perdere la vita per insufficiente responsabilità genitoriale

settembre 25, 2017 10:00 am

Due ragazze minorenni, entrambe uccise da uomini, si aggiungono all’ormai infinita lista di femminicidi. Un fallimento per tutti, dai genitori alla società che non ha saputo proteggerle

Un breve riassunto: Noemi e Nicolina 16 e 15 anni, entrambe pugliesi, entrambe lunghi capelli castani e un viso sorridente nei selfie sui social. Entrambe uccise in un modo terribile: Noemi è stata picchiata e poi finita con una lama di coltello. Nicolina ha perso la vita con un colpo di pistola in pieno viso dall’ex fidanzato della madre.

 

Due fragilità a confronto

Stampa e televisione hanno scavato come avvoltoi nel privato delle due ragazze, non è il caso di ripetere quello che già tutti sanno. Noemi era una ragazza difficile e per questo era stato chiesto l’affidamento ai servizi sociali e Nicolina era già stata affidata ai nonni materni sempre dai servizi sociali. Per Noemi era già stato predisposto l’affido ai servizi sociali fino a Ottobre. Entrambe le ragazze erano destinate all’affidamento quindi estrapolate alla famiglia d’origine, mentre i genitori non erano riconosciuti idonei a crescerle. Eppure, esiste la dichiarazione dei diritti dei bambini e adolescenti in cui è ben detto: i bambini hanno il diritto di essere felici, di studiare, di essere protetti… In queste due situazioni non si è verificato nulla di tutto questo.

 

Genitori reali o virtuali

Osservando il sorriso sulle foto delle due ragazze era quasi impossibile supporre che in realtà nascondevano una storia famigliare carente di regole e valori. Entrambe cercavano un riscatto allo squallore della loro quotidianità, la scuola avrebbe dovuto sopperire, gli affidatari avrebbero dovuto garantire, i servizi sociali avrebbero dovuto vigilare. Purtroppo, l’intera catena affettiva ed educazionale, a partire dai genitori, ha fallito miseramente nell’adempiere al suo ruolo. Noemi a soli sedici anni viveva la sua vita in piena libertà, senza nessuno a farle presente che, a quell’età, si è ancora una giovane adolescente e che per essere considerata una minore emancipata, quindi in grado di compiere atti che eccedono l’ordinaria amministrazione, è necessario aver compiuto 16 anni e ottenuto un provvedimento emesso dal giudice tutelare in virtù dell’art. 84 del Codice Civile italiano. Se la legge tutela il minore con un articolo specifico, non si capisce perché un genitore non sia in grado di far rispettare regole e principi morali ai propri figli. Certo, in alcuni casi è necessario essere fermi nel far rispettare il proprio punto di vista ma il compito di un genitore prevedere anche la capacità di far rispettare le regole del buon vivere in famiglia prima e nella società una volta adulti.

 

I doveri di un genitore

La responsabilità genitoriale è stata introdotta dal D.L. 154\2013 sono stati riscritti gli articoli art. 315 e ss. del Codice Civile. Da un lato sono stati ben definiti i doveri dei genitori verso i figli e dall’altro, ha puntualizzato i doveri dei figli verso i loro genitori. La responsabilità genitoriale si esprime, in concreto, attraverso una serie di diritti e doveri che gravano sui genitori esercenti tale responsabilità e sono come di seguito riassunti:

 

  1. Mantenere, educare, istruire e assistere propri figli nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni;
  2. Crescere i figli in famiglia;
  3. Mantenere rapporti significativi con i parenti.

La responsabilità genitoriale è esercitata di comune accordo tra i genitori: affido condiviso, l’accordo però può venire meno. In tal caso l’art. 316 al secondo comma, dispone che in caso di contrasto sull’esercizio della responsabilità, ma solo su questioni di particolare importanza, ciascuno dei genitori può ricorrere senza formalità al giudice indicando i provvedimenti che ritiene più idonei. Ci sono poi i doveri dei figli verso i genitori:

  1. Rispettare i genitori;
  2. Contribuire, in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa;
  3. Obbligo di risiedere presso la casa dei genitori.

Nel caso in cui il figlio lasci la casa senza il permesso dei genitori, questi possono richiamarlo ricorrendo, se necessario, al giudice tutelare a meno che non sia stato emesso il disposto del minore emancipato.

 

Genitori, il rispetto della legge è garanzia per la vita

È lampante che i genitori separati di Noemi e di Nicolina non hanno rispettato l’art. 315, infatti, anche se separati, i rispettivi padri, pur avendo il diritto di intervenire nel richiedere un maggior controllo, non hanno fatto nulla al momento opportuno. La stessa cosa si può dire dei nonni che avevano in affido Nicolina: sarebbero dovuti intervenire quando la madre aveva annunciato di non far uscire la ragazza per una possibile ritorsione nei suoi confronti. Purtroppo, la situazione familiare delle due ragazze era sotto gli occhi di tutti e nessuno può dire oggi: non lo sapevo. Le morti di Noemi e di Nicolina sono un fallimento di chi ne aveva la responsabilità genitoriale oltre che di tutti noi.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Responsabile scientifico di Guidagenitori.it

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