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Vaccini: dieci gli obbligatori e quattro consigliati

luglio 10, 2017 10:00 am

È stato approvato l’emendamento sui vaccini: ridotto il numero di quelli obbligatori da dodici a dieci, tolto il rischio di perdere la patria potestà e diminuite anche le sanzioni

Dodici vaccini obbligatori, multe salatissime per chi non li effettuava fino alla perdita della patria potestà. Il decreto sui vaccini in Italia era partito spedito, restrittivo e quasi minatorio. D’altra parte, la situazione era ed è sicuramente seria: a causa del calo dei vaccini molte malattie stanno tornando a far parlare di sé: alcuni bambini hanno perso la vita a causa del morbillo uno a Monza, una bambina a Roma e un bambino in Sardegna è stato ricoverato per tetano. In seguito ad attente consultazioni,  è stata adottata una linea più morbida, ma ugualmente efficace, per assicurare una copertura vaccinale corretta e, al tempo stesso, educare le famiglie all’utilità dei vaccini, senza costrizioni che potrebbero essere controproducenti.

 

Vaccini obbligatori e vaccini  consigliati

La Commissione Sanità del Senato ha approvato il testo 2 dell’emendamento della relatrice del PD Patrizia Manassero: porta a dieci le vaccinazioni obbligatorie:

  1. anti-poliomielitica,
  2. anti-difterica,
  3. anti-tetanica,
  4. anti-epatite B,
  5. anti-pertosse,
  6. anti-Haemophilus influenzae tipo b,
  7. anti-morbillo,
  8. anti-rosolia,
  9. anti-parotite,
  10. anti-varicella.

A queste si aggiungono quattro  le quattro consigliate

  1. anti-meningococco B,
  2. anti-meningococco C,
  3. anti-pneumococcica,
  4. anti-rotavirus.

Il fatto che siano solo consigliate non significa che la loro importanza possa essere sottovalutata: sono essenziali per la salute dei bambini e dei ragazzi. Il vaccino contro il rotavirus,   ha un senso soprattutto nei primi anni di vita, quando la dissenteria che provoca può causare seri disturbi. Già in età della scuola primaria, l’infezione da rotavirus è meno seria: insomma, l’opportunità di utilizzarla va decisa anche insieme al pediatra. Non sono previste sanzioni, ma le Asl sono tenute a promuovere attivamente le vaccinazioni, che sono offerte gratuitamente proprio come quelle obbligatorie.

 

Multe meno salate se non si vaccina

 

Trascorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge e successivamente ogni tre anni, il Ministero della Salute potrà disporre la cessazione dell’obbligatorietà per una o più delle vaccinazioni per morbillo, rosolia, parotite e varicella. Per quanto riguarda le sanzioni, ai genitori e tutori segnalati dalla Asl per non aver effettuato la vaccinazione ai figli sarà comminata una sanzione in denaro variabile da 500 euro a 3.500 euro, in base al numero dei vaccini non effettuati. Il decreto inoltre ha cancellato ogni riferimento alla possibilità di perdita della patria potestà per i genitori che non sottopongono a vaccino i figli. Ci sarà inoltre una commissione tecnico-scientifica incaricata di monitorare il sistema di farmacovigilanza e gli eventi avversi per i quali è stata confermata un’associazione con la vaccinazione. Oltre che in Asl e ambulatori, i  medici potranno avvalersi della collaborazione di infermieri o assistenti sanitari, con modalità stabilite dal Ministero della Salute, per somministrare i vaccini presso le farmacie, in spazi idonei sotto il profilo igienico-sanitario. A partire dal prossimo gennaio 2018, l’obbligo potrebbe entrare in vigore anche per gli operatori sanitari e scolastici.

 

Sahalima Giovannini

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