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Genitori sempre responsabili

aprile 6, 2007 12:00 pm

La Cassazione ribadisce il principio confermando il sequestro di un motorino “truccato” da un figlio minore Se un figlio minorenne modifica le caratteristiche del proprio motorino per ottenerne una maggiore velocità, la responsabilità è sempre del genitore. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, ripristinando la confisca di un motorino disposta dal Prefetto di Padova…

La Cassazione ribadisce il principio confermando il sequestro di un motorino “truccato” da un figlio minore

Se un figlio minorenne modifica le caratteristiche del proprio motorino per ottenerne una maggiore velocità, la responsabilità è sempre del genitore. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, ripristinando la confisca di un motorino disposta dal Prefetto di Padova a carico di un uomo, proprietario del ciclomotore e genitore “esercente la potestà del figlio minore”, che utilizzava questo mezzo “non più rispondente alle caratteristiche e prescrizioni indicate nell’art. 52 del Codice della Strada, in quanto sviluppante una velocità superiore al limite consentito”. L’uomo, dunque, aveva chiesto ed ottenuto dal Giudice di pace di Cittadella, l’annullamento dell’ordinanza del verbale del Prefetto, rilevando che non aveva mai usato il motorino e, quindi, non si era potuto accorgere delle modifiche apportate da suo figlio. Inoltre il ragazzo, aveva sottolineato il padre nel ricorso, risiedeva solo apparentemente con lui, quale genitore affidatario, dato che dopo lo scioglimento del matrimonio dei genitori, era andato a convivere con i nonni paterni.

Le tesi del genitore non sono state accettate dalla seconda sezione civile della Suprema Corte che, con la sentenza n. 6685, ha accolto il ricorso del Prefetto di Padova contro la decisione del giudice di pace: in relazione alla modifica delle caratteristiche tecniche di un ciclomotore, “qualora il fatto sia commesso da minorenne – osservano i giudici della Cassazione – questa Corte ha già avuto modo di affermare che la dimostrazione del genitore di non aver potuto impedire il fatto va fornita attraverso la prova di avere esercitato la massima vigilanza sul minore e di aver fatto il possibile per evitare che il medesimo circolasse su strada con un veicolo capace di sviluppare una velocità superiore a quella consentita e di aver controllato che il veicolo non venisse a tali fini modificato”. Peraltro, aggiungono i giudici di piazza Cavour, “il tipo di violazione in discorso non è inquadrabile in una condotta episodica che può sfuggire al controllo di un genitore, ma comporta una modifica stabile della meccanica del motoveicolo, che l’esercente la potestà avrebbe potuto e dovuto verificare, tenuto anche conto che trattasi di un’operazione non inusuale e la cui facile realizzabilità è notoria. Né può – conclude la Suprema Corte – il genitore esercente la potestà eludere i propri obblighi di vigilanza adducendo la non coabitazione con il minore, peraltro dimorante nella medesima città”. Per questi motivi, la Cassazione ha dunque annullato senza rinvio la sentenza del Giudice di Pace e, decidendo nel merito, ha rigettato l’opposizione del padre al verbale di confisca del Prefetto di Padova.

 

Beatrice Menis Dalla Chiesa

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