prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Semplicità e ordine sono le parole chiave per vestire i ragazzi a scuola

agosto 27, 2013 9:45 am

La scuola non è una passerella, ma un luogo dedicato all’apprendimento e all’educazione. Per questo è importante far capire ai ragazzi come deve essere l’abbigliamento: giusto, semplice, ordinato e soprattutto poco ostentato.

Un tempo, quando negli istituti scolastici era obbligatorio indossare la divisa, il problema dell’abbigliamento non esisteva: le bambine in bianco, i maschi in nero, erano tutti uguali tra di loro e agli occhi dell’insegnante. Lo ammettiamo: noi di GuidaGenitori.it abbiamo sempre simpatizzato con il caro, vecchio grembiule, l’unico vero strumento di uguaglianza con la finalità di ignorare le diversità sociali e conseguentemente il conto in banca. In quel tempo i bambini erano giudicati per le loro capacità e non per quello che esibivano. Senza contare che le scuole di migliore tradizione rendono ancora obbligatoria la divisa: basta pensare all’Inghilterra, al Giappone ed ai college statunitensi. I tempi però sono cambiati: in moltissimi istituti i bambini possono andare vestiti come desiderano. Questo modo di esprimere la creatività attraverso l’abbigliamento ha però creato un problema non da poco: la moda nelle scuole. E si, già a tre-quattro anni, quando difficilmente un bambino sa scegliere cosa indossare e sicuramente non bada alle tendenze, sono molte le mamme ha lasciar volare la fantasia su abitini, felpe e salopette tanto da far invidia ai piccoli Beckham o alla trendissima Suri Cruise.

Educare attraverso gli indumenti
Certo, nei negozi ci sono indumenti per bambini davvero deliziosi ai quali è difficile resistere. Senza contare che mandare a scuola il proprio bimbo abbigliato in modo ordinato è anche una forma di rispetto verso la scuola stessa e le insegnanti. C’è però una bella differenza tra un bambino vestito bene e un piccolo che sfoggia già a tre anni le scarpe costose e di marca che tra un mese non andranno più bene, i jeans firmati e la felpa elegantissima. La scuola non può essere trasformata in una passerella dove esibire indumenti chic e costosissimi. La disparita economica viene immediatamente percepita e purtroppo, con il tempo questo può creare forme di umiliazione e può perfino favorire forme di bullismo. Non solo. Esibire troppo stimola negli altri l’emulazione e questo ingenera un circolo perverso in cui i bambini sono inconsapevoli protagonisti delle ambizioni delle mamme. Questi bambini sono destinati, con il tempo, a dare troppa importanza all’esteriorità ed alla forma, perdendo di vista ciò che conta nella scuola: l’impegno, la curiosità e la voglia di emergere per le proprie doti intellettuali.

Praticità prima di tutto
Si deve avere allora il coraggio di rompere questo circolo vizioso: il compagno di banco di mio figlio è firmato dalla testa ai piedi? Pazienza: il mio bambino sarà solo ben vestito e ordinato. Anche i piccoli ne saranno felici. A loro, infatti, interessa soprattutto la praticità, la comodità di svestirsi facilmente e velocemente per andare in bagno, la libertà di correre nel giardino della scuola, di sporcare la tuta o di strappare la felpa, senza il timore di essere rimproverati. Scegliamo quindi vestiti carini ma a loro misura: tute e felpe comode, pantaloni senza cerniere e bottoni, scarpe con il velcro, indumenti insomma per facilitare il loro vivere quotidiano favorendo la voglia di autogestione e indipendenza. Certo, una camicia un po’ più bella e un paio di scarpe sono concesse, magari come regalo, anche da indossare per la festicciola del compagno o il compleanno della nonna. Ma deve solo essere quel qualcosa in un contesto di abbigliamento semplice e comodo. Il preferito dai bambini.

Giorgia Andretti

- -



Advertising