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Andrea va a scuola

agosto 16, 2000 12:00 pm

Gli incontri promossi dall’Associazione Genitori Italiani per affrontare con serenità i timori della malattia Come noto nel nostro Paese gli ospedali sono organizzati sui bisogni assistenziali degli adulti. Solo le patologie che richiedono lunghe degenze o ricoveri ripetuti (ad esempio le malattie oncoematologiche) ricevono la dovuta attenzione. Invece il ricovero per patologie acute non trova,…

Gli incontri promossi dall’Associazione Genitori Italiani per affrontare con serenità i timori della malattia

Come noto nel nostro Paese gli ospedali sono organizzati sui bisogni assistenziali degli adulti. Solo le patologie che richiedono lunghe degenze o ricoveri ripetuti (ad esempio le malattie oncoematologiche) ricevono la dovuta attenzione.
Invece il ricovero per patologie acute non trova, in genere , risposte adeguate, nonostante la letteratura internazionale ne segnali le conseguenze traumatiche per il bambino e la sua famiglia.
La malattia non è solo un problema fisico , ma rappresenta anche un momento di rottura tra sé e il mondo. Da questi presupposti, sulla base di un patto di solidarietà tra aziende sanitarie , il mondo della scuola ,i bambini ricoverati e i loro genitori , l’A.Ge.- Associazione Italiana Genitori ,lancia in Italia nel 1995 il Progetto Andrea ,un programma di umanizzazione e qualità del ricovero pediatrico breve. Attualmente ospedali di diverse regioni italiane ( Lazio, Molise, Abruzzo, Puglia, Veneto , Calabria , Sicilia, Sardegna, Campania, Marche), l’Eiss (Ente Italiano Studi Sociali),IRSEF (Istituto Ricerche Studi Educazione Famiglia) , l’ospedale generale di Yaoundè (Cameroun) hanno aderito al Network “Gli ospedali di Andrea”. Gli obiettivi generali del progetto sono:

1.Eliminare o ridurre la paura della malattia e delle cure mediche nel bambino;
2.Promuovere la crescita culturale e, nei ragazzi più grandi, la consapevolezza dei propri diritti per il pieno esercizio di una cittadinanza attiva.

Il progetto prevede interventi nelle scuole del territorio rivolti agli alunni delle scuole materne, elementari e medie. Il programma delle scuole materne e per il primo ciclo delle scuole elementari ( classi 1° e 2°) mira a ridurre l’angoscia legata alla malattia e alle cure mediche. Agendo sul piano emotivo ed affettivo si aiuta il bambino a prendere contatto con le risorse ( fisiche e psichiche ) che sono a disposizione per fronteggiare attivamente le proprie paure.
Il programma si attua in un modulo di tre incontri( due in classe ed uno nell’ospedale), che prevedono la collaborazione tra gli operatori del progetto e gli insegnanti.
Nel primo incontro, in classe, l’insegnante e/o la psicologa raccontano una favola grazie alla quale si rende possibile la riduzione delle difese psicologiche iniziali e l’instaurarsi di una discussione guidata , finalizzata a stimolare nei bambini ricordi legati ad esperienze dirette o indirette di malattia La seconda parte dell’incontro è dedicata alla drammatizzazione della storia narrata.
Attraverso la trasformazione mimica e dialogica dei comportamenti, dei sentimenti e dei messaggi orali dei protagonisti, i bambini sono invitati a vivere un’esperienza gioiosa ed eccitante e, nello stesso tempo , sperimentano uno strumento didattico di organizzazione e produzione culturale.
Alla fine dell’incontro ai bambini viene assegnato il compito di disegnare come immaginano l’ospedale. Il materiale raccolto è poi utilizzato e commentato nell’incontro successivo. Il secondo incontro si svolge presso l’ospedale dove i bambini possono osservare direttamente la realtà materiale e umana del reparto di pediatria (visita guidata).L’accoglienza è curata dal personale medico ed infermieristico che si rende disponibile per rispondere alle eventuali domande e curiosità dei bambini, che incontrano anche gli altri bambini ricoverati. E’ molto bello vedere un’intera classe entrare in reparto. L’ospedale davvero si apre ai normali ritmi di vita.
Il terzo incontro a scuola prevede l’invenzione delle favole da parte dei bambini attraverso l’uso di un’opportuna metodologia narrativa, che ha la funzione di calibrare il potere creativo del bambino quale momento fondamentale di adattamento alla realtà.

 

Dott. Lino Claudio Pantano

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