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Il presepe da oltre mille anni è l’unica rappresentazione veritiera della natività

dicembre 7, 2012 9:30 am

Simbolo per eccellenza del Natale cristiano, rievoca il tempo dell’attesa e della nascita del Messia. Il primo presepe è nato sotto la regia di San Francesco a Greccio nel 1223, un paesino alle pendici del monte Terminillo.

Scopriamo insieme cosa si nasconde dietro la popolare e diffusissima tradizione del presepio. L’etimologia del termine deriva dal latino praesaepe: prae = innanzi e saepe = recinto, cioè un luogo che ha davanti un recinto, e rappresenta in maniera vivente o iconografica la nascita di Gesù di Nazareth in una mangiatoia, tra la Madonna e San Giuseppe, alla presenza di un bue e un piccolo asino, nell’umile paesino di pastori di Betlemme. Per scoprire le origini dell’amato presepe dobbiamo però andare a ritroso di moltissimi anni. La tradizione iconografica della natività risale infatti ai primi cristiani che usavano raffigurarla in affreschi o effigi parietali, nelle catacombe romane o nei cimiteri. Con la liberalizzazione del culto, l’Editto di Costantino del 313, inaugura le riproduzioni su bassorilievi di sarcofagi, in bellissimi affreschi realizzati dai più grandi pittori di tutti i tempi come Giotto, Piero della Francesca, il Perugino, Rembrandt, Poussin, Correggio, Rubens o su piastrelle appese nelle case.

Nel 1200, il primo presepe vivente
La prima rappresentazione vivente della natività è stata voluta da San Francesco, nella notte di Natale del 1223 a Greccio, nel reatino. Si narra che Francesco, di ritorno dalla Terra Santa, dopo aver costruito con le sue mani una mangiatoia, celebrò una liturgia eucaristica attorno ad essa, spiegando ad una moltitudine di persone il significato della nascita del Re povero. La leggenda narra che durante quella Messa l’immagine di Gesù posta sulla paglia sembrò animarsi tra le mani del Santo, come riprodotto, probabilmente da Giotto, in uno degli affreschi delle “Storie di San Francesco” nella Basilica superiore di Assisi. Greccio, considerato il paese del primo presepe al mondo è gemellato con Betlemme. La prima natività scolpita a tutto tondo documentata è, invece, opera di Arnolfo di Cambio, composta da statue ad altezza reale, l’opera venne posta nella Basilica romana di Santa Maria Maggiore ed oggi le statue restanti sono conservate nel museo Liberiano della stessa Basilica

Nel 1600, il presepe entra nelle case e in chiesa
Sulla scia del Concilio di Trento che incitava a vivere una religiosità più vicina al sentire comune e più intima, il presepe diviene mobile e barocco, con statuine di misura inferiore, in legno articolabile. Molte famiglie di nobili cominciano ad allestire nelle loro sfarzose residenze presepi in apposite cappelline o come veri e propri “soprammobili”. Il 1700 consacra, invece, la tradizione della scultura presepistica artigianale, in particolare quella napoletana, genovese e bolognese, rende ancor più comune l’esposizione dei presepi nelle chiese, molti resti dei quali possono essere ancora ammirati, ma diffonde sempre più la tradizione casalinga. Molti signori benestanti espongono realizzazioni di enormi presepi, addirittura con l’utilizzo di gioielli e tessuti pregiatissimi. Assolutamente mobile e presente nelle chiese e nelle case in uno specifico lasso temporale che va dal 6 o 8 dicembre all’Epifania o alla Candelora, nella notte del 24 si depone il bambinello nella mangiatoia, mentre il 6 gennaio il presepe viene completato con l’arrivo dei Magi.

L’origine pagana del presepe
Ancor più antica è la tradizione pagana, delle popolazioni etrusche e latine, che ruota intorno alla figura dei Lari, secondo cui, ai Lari, antenati dei defunti, era attribuito il potere di proteggere le famiglie e più in generale il focolare domestico. Per tale motivo, rappresentati in piccole statuine di cera o terracotta, questi erano collocati in nicchie della casa e adorati attraverso l’accensione di una candela, in specifiche occasioni dell’anno, come il 20 dicembre (festa della Sigillaria), quando i familiari si scambiavano gli oggetti dei parenti defunti nel corso di quell’anno. Nei giorni che precedevano la festa era compito dei bambini lucidare le statuine e posizionarle a loro piacimento all’interno di un recinto, in una ambientazione naturalistica, mentre la vigilia prevedeva la riunione della famiglia al completo dinanzi alla rappresentazione, per invocare la protezione degli avi, lasciando in dono cibi e vino. Il giorno seguente i piccoli trovavano ad aspettarli, in sostituzione dei piatti deposti la notte precedente, sorprese come dolci e giocattoli inviati loro dai parenti trapassati. Alcuni pensano che queste tradizioni e riti siano stati nei secoli adottati dai cristiani, per celebrare in modi molto simili le loro ricorrenze, conservando le forme e pressappoco le date di festa, ma mutando la sostanza, la divinità da onorare.

Il presepe oggi
Il significato del presepe è l’unica cosa rimasta invariata nei secoli. Che si allestisca nelle case, nelle scuole, nelle piazze o nelle chiese di tutto il mondo ha la funzione di riprodurre il momento della nascita del bambino Gesù. Le differenze che si possono evidenziare ammirando i diversi presepi stanno nelle tecniche di costruzione, ad esempio recentemente è molto diffusa quella delle statuine dal movimento sincronizzato, nei materiali utilizzati per realizzarli, statuine di cera e gesso in Spagna, corpo in legno e arti in terracotta o cera in Francia, pelle scura per il bambinello in Africa, tipici abiti colorati nei caldi paesi dell’America latina, e nel suo rispecchiare molto spesso la cultura del luogo. Il presepe napoletano, realizzato con statuine di terracotta, raffiguranti personaggi del mondo contemporaneo o grandi celebrità del passato, Totò o Eduardo de Filippo, ad esempio, in mostra nella caratteristica Via locale di San Gregorio Armeno. A Bologna vengono introdotti personaggi tipici come la Meraviglia, il Dormiglione e la Curiosa, mentre nel Trentino dominano le sculture di legno caratteristiche del Tirolo in originali e preziose manifatture tipiche. In Puglia la grotta contiene delle stalattiti. Molte città italiane allestiscono nel periodo natalizio vere e proprie mostre di presepi artistici, ad esempio a Roma in Piazza del Popolo, tra i castelli medioevali di Crotone si possono ammirare opere provenienti da ogni parte d’Italia. A Jesolo si organizza da una decina d’anni una manifestazione con realizzazioni di presepi in sabbia di vari artisti famosi la “Jesolo sand Nativity”. Molte località sono invece visitate per i loro presepi viventi, in primis, quello di Greccio, in cui si organizza ogni anno un evento unico e fortemente sentito da fedeli italiani e stranieri, la rievocazione storica del primo presepe, in sei scene viventi, nello spettacolare e suggestivo scenario naturalistico del luogo. Anche le rappresentazioni del presepe vivente di Assisi, Massa Lubrense, Pezze di Greco, Crispiano e Custonaci sono tra le più note e apprezzate.

Fabiana Angelucci

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