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La storia di Babbo Natale o Santa Claus che dir si voglia: perché porta doni ai bambini?

dicembre 4, 2012 9:31 am

Grassottello, barba bianca e tunica rossa: questo è il simbolo di Babbo Natale oggi. In realtà questa figura ha origini molti antiche, affondando le radici nella tradizione cristiana e nel folklore nordico. Andiamo a scoprirlo insieme.

Ancora pochi giorni ed anche quest’anno arriverà Natale. Chissà se riusciremo a sorprendere il caro Babbo Natale mentre lascia i doni sotto l’albero? Sì, proprio lui, quel tenero uomo anziano, con la lunga barba bianca e vestito di rosso, che ogni anno, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre gira il mondo per lasciare i regali a tutti i bambini. Non tutti sanno però che quel simpatico signore, alla guida della sua slitta, trainata da magiche renne volanti, non è sempre stato così. All’inizio della sua carriera, tanti ma proprio tanti anni fa, Babbo Natale era conosciuto come San Nicola, il vescovo di Myra, antica città dell’odierna Turchia.

La Storia di San Nicola
Le origini di Babbo Natale risalgono al 300 d.C.: in quell’epoca viveva a Myra Nicola, un ragazzo rimasto orfano della mamma quando era ancora giovanissimo. La sua famiglia, molto ricca, lo fece crescere per acculturarsi in un monastero, diventando dapprima sacerdote a soli 17 anni ed in seguito sacerdote. San Nicola divenne così arcivescovo, la sua immagine era quella di un uomo con una lunga barba bianca e la mitra, il copricapo liturgico di colore rosso sulla testa. Della sua vita si ricorda la grandissima generosità. Si narra infatti che donò poco a poco tutta la sua ricchezza ai bambini poveri del paese in cui era nato. Per far sì che il cristianesimo venisse diffuso anche tra quei bambini che per vari motivi non potevano recarsi in chiesa, esortò i parroci a lui vicini, affinché portassero nelle case un dono per i piccoli e, con l’occasione, spiegassero la storia di Gesù. Si dice che il santo regalasse alle persone bisognose sacchi pieni d’oro. Uno dei racconti più caratteristici che lo riguarda parla di un povero padre disperato perché non aveva nulla per comporre la dote delle sue tre figlie. San Nicola, ascoltati i lamenti del povero uomo, decise di lanciare nella finestra della casa della sfortunata famiglia per tre notti consecutive un sacco di monete. La terza notte trovando chiusa la finestra decise di arrampicarsi fin sopra al tetto per calare le monete giù dal camino. Le monete caddero così nelle calze appese ad asciugare sul camino stesso. In onore della grande generosità che contraddistingueva il santo, prese vita la tradizione dello scambio dei doni che originariamente avveniva il 6 Dicembre, festa di San Nicola. Con il passare del tempo si finì per posticipare sempre di più la data della distribuzione dei regali fino ad arrivare al 24 dicembre.

Un Babbo Natale per ogni paese
Nicola arcivescovo venne proclamato santo in seguito alla sua morte, divenendo così San Nicola, figura molto legata alla tradizione cristiana. Quando i protestanti si scissero dalla chiesa cattolica non accettarono più l’immagine di San Nicola quale simbolo di cristianità. Tuttavia, non volendo rinunciare a questa importante figura, la reinventarono, collegandola anche ad altre figure, nate dalla tradizione tra il folklore e il mito. Babbo Natale odierno assomiglia anche alla figura di Odino l’Errante, una divinità della mitologia germanica che, secondo la leggenda, la notte del 21 dicembre teneva una battuta di caccia nei boschi, seguito da folletti, su una slitta trainata da cervi. I bambini lasciavano fieno, carote e acqua per i cervi, ricevendo in cambio da Odino dolciumi e frutta. Il racconto non è nemmeno troppo lontano dalla tradizione di Nonno Gelo, un anziano signore con la barba che, nelle notti d’inverno, regala ai bambini russi piccoli doni. Dalla commistione di queste tradizioni ogni nazione europea creò il suo San Nicola e gli attribuì il nome che più riteneva adeguato. Si arrivò con il tempo al Father Christmas inglese, che i francesi chiamarono Pere Noel, l’equivalente del nostro Babbo Natale o Papà Natale. I tedeschi, che inizialmente sostituirono la figura del santo con Gesù Bambino, in seguito inventarono il loro Weihnachtsmann, ossia l’Uomo del Natale. In Olanda San Nicola era Sint Klaas. Quando gli olandesi emigrarono verso gli Stati Uniti e si stabilitrono a New York, in quell’epoca chiamata Nuova Amsterdam, conservarono la tradizione dell’amata festività, fu qui che Sint Klaas divenne Sankt Nicolaus, abbreviato in Santa Claus.

Perché Babbo Natale è vestito di rosso
In molti ritengono che la tradizionale divisa rossa di Babbo Natale gli sia stata attribuita da una nota marca di bevanda gasata. In realtà non è così, anche se le pubblicità del marchio hanno contribuito ad uniformare in tutti i paesi l’immagine del generoso signore barbuto. Diverse sono le teorie che vedono per la prima volta Babbo Natale vestito di rosso come lo conosciamo oggi. Tra le varie versioni emerge quella in cui fu raffigurato così nel 1885 in alcune cartoline disegnate da un tipografo di Boston. In molte tradizioni prima di indossare i vestiti rossi e assumere le sembianze che lo contraddistinguono, Babbo Natale era un uomo anziano e magro, con la barba bianca e vestito con un abito lungo verde scuro. Sembrerebbe che l’immagine attorniata che abbiamo del caro vecchino è nata nel 1860, ad opera di Thomas Nats, noto caricaturista americano il quale inventò molte delle credenze che abbiamo oggi su Babbo Natale. L’immagine che Nats attribuì a Santa Claus fu quella di un vecchino proveniente dal Polo Nord, cicciottello e con soffici guance rosse. Anche la storica slitta è in realtà opera di una caricatura. Nel 1800 invece gli scrittori dell’epoca sostituirono l’immagine dell’asinello, sul quale San Nicola caricava i doni da recapitare ai poveri, con le renne volanti.

Simona Marchionni

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