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I soldi, questi sconosciuti

luglio 18, 2002 12:00 pm

Da una indagine condotta in Italia, Francia, Spagna e Inghilterra, i bambini non hanno idea del valore reale Una recente indagine condotta dalla società McCann-Erickson in Italia, Francia, Spagna ed Inghilterra sulla fascia di età tra i sei ed i tredici anni ha messo in evidenza una frattura fra l’immaginazione dei bambini ed il reale…

Da una indagine condotta in Italia, Francia, Spagna e Inghilterra, i bambini non hanno idea del valore reale

Una recente indagine condotta dalla società McCann-Erickson in Italia, Francia, Spagna ed Inghilterra sulla fascia di età tra i sei ed i tredici anni ha messo in evidenza una frattura fra l’immaginazione dei bambini ed il reale valore dei soldi. In particolare i bambini italiani (ne sono stati monitorati 200 fra Milano e Roma nel corso di un anno) pensano che, avendo a disposizione una cifra di 50 Euro, possano nell’ordine fare tutte queste cose: andare al cinema, comprare videogiochi, telefonini ed articoli sportivi ed infine passare all’acquisto di qualche giocattolo tradizionale. La stessa ricerca ci dice anche che, nella vita di tutti i giorni ai primi posti nella classifica degli acquisti compiuti dai giovanissimi ci sono nell’ordine: i gelati, le figurine, le patatine, le caramelle e a sorpresa i fumetti che superano anche se di pochissimo i giocattoli.

Assegni e bancomat misteriosi
Anche riguardo alle modalità con cui vengono effettuati i pagamenti le sorprese non mancano. Per i bambini, ad esempio. l’assegno è “un pezzo di carta su cui scrivi il tuo nome, la cifra e ti danno i soldi”, oppure “il bancomat è una carta di plastica: ti danno una calcolatrice ed hai i soldi con questa”, o ancora “la carta di credito è come il bancomat ma per gente più ricca”. A tal proposito aggiungiamo che, mentre i bambini di altri paesi europei hanno una buona dimestichezza con la questione risparmio, in quanto sono consapevoli di avere, ad esempio, un libretto di risparmio del quale conoscono anche se per sommi capi, il significato, in Italia i nostri bambini, pur avendo dei soldi da parte, non ne sanno nulla né sono informati sull’argomento.

Educhiamoli all’economia
I motivi di tanta confusione? Secondo i ricercatori il problema risiede in una scarsa attenzione delle famiglie italiane “all’educazione economica” dei bambini: i discorsi legati alle spese ed al denaro in genere vengono fatti sempre quando i figli non sono presenti, quasi si trattasse di un argomento vietato ai minori. Inoltre l’unico rapporto diretto con i soldi per i bambini italiani è quando lo ricevono dai grandi in occasione, ad esempio: di compleanni, quale premio per i bei voti a scuola o per aver fatto i compiti, per lo svolgimento di piccole faccende casalinghe. Secondo gli esperti, invece, il denaro non deve essere visto come un premio al merito o come un regalo, ma bisogna abituare i bambini ad avere con esso un rapporto di responsabilità in modo che imparino ad autogestirsi nel tempo, capendo mano a mano il legame che sussiste fra i soldi ed il valore delle merci che con essi si possono comprare. Dal punto di vista educativo, quindi, bisogna evitare di usare il denaro come mezzo per gestire i propri figli, semmai come elemento di responsabilizzazione.

 

Luciano Chicarella

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