prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Separazioni con figli minori tra bi-nazionali, tutte le cose da sapere

ottobre 9, 2014 9:30 am

In caso di separazione conflittuale tra due cittadini di nazionalità e residenze diverse interviene il Mediatore Europeo, il garante per pianificare e programmare gli incontri tra i minori ed il genitore non affidatario.

In ogni separazione il bene dei minori deve essere il fulcro di tutti gli accordi. Purtroppo, non è sempre così, anzi a far la parte dominante in genere è la mamma – 60,5% – che torna nel suo paese portando con sé i minori senza garantire l’opportunità al figlio di incontrare il padre. In alcuni casi padre e figli sono riusciti ad incontrarsi solo dopo il raggiungimento della maggiore età dei ragazzi. Inutile dire che un bambino a cui è stato inflitto un simile trattamento è un figlio a cui è stata rubata la metà della sua affettività primaria: il rapporto con il padre o la madre. Le rispettive leggi a tutela dei minori, non sempre vengono rispettate, per questo motivo è stata istituita la figura del Mediatore Europeo, proprio per permettere ai genitori, di differente nazionalità, in aperto conflitto di trovare una soluzione a protezione del figlio minore.

Il mediatore del parlamento europeo
Quando si decide di sposare una persona di nazionalità diversa, la prima cosa da fare è informarsi su cosa si va incontro in caso di incompatibilità culturale e conseguente separazione se ci sono figli minori. Per rispondere a questa esigenza il parlamento europeo ha disposto un vademecum informativo a disposizione di tutti i cittadini europei. Di seguito i passi più importati che è bene conoscere in caso di sottrazione del minore, ovvero quando la mamma o il papà abbandona la casa coniugale per tornare nel proprio paese di origine portando con se i figli minori.

1. Il Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori, si prefigge di contribuire a trovare soluzioni condivise nell’esclusivo interesse del minore quando, in seguito alla separazione di una coppia di diversa nazionalità o nei casi in cui i coniugi sono residenti in Paesi diversi, un figlio viene sottratto all’altro genitore;

2. Negli ultimi anni si è registrato un drammatico aumento dei casi di sottrazione internazionale di minori da parte di chi ne ha la custodia. Ciò avviene nonostante la Convenzione dell’Aja del 1980 sulla sottrazione di minori sia stata ratificata dalla maggior parte degli Stati firmatari. Tale Convenzione che costituisce uno dei più importanti accordi multilaterali per la protezione dei bambini, partendo dal presupposto che una decisione sul rientro possa essere pronunciata dal giudice dello Stato in cui il minore è stato condotto. Nel caso in cui uno dei genitori trasferisca illecitamente il figlio in un altro Paese aderente alla Convenzione dell’Aja, il bambino deve essere ricondotto al più presto nel precedente luogo di residenza. Questo non esclude, tuttavia, che in casi particolari sia possibile non ordinare il rientro del minore (art. 13 Conv. 4). La regolamentazione dell’Unione Europea, poi, ha contribuito a rafforzare la tutela offerta dalla Convenzione dell’Aja;

3. Il regolamento n. 2201/2003 prevede criteri uniformi per individuare il giudice competente a pronunciare una decisione in materia matrimoniale e di responsabilità genitoriale, comprese le ipotesi di sottrazione internazionale di minori. In linea generale, si nota come il regolamento accordi preferenza al criterio personale della residenza abituale piuttosto che a quello della cittadinanza – tradizionalmente utilizzato dai Paesi di civil law o a quello oggettivo della lex fori, prediletto nei Paesi di common law. Nello specifico, in materia di “separazione, divorzio e annullamento del matrimonio, il regolamento stabilisce una serie di criteri basati sulla residenza dell’uno o dell’altro coniuge, o sulla comune cittadinanza (art. 3). In materia di responsabilità genitoriale su un minore il regolamento individua una competenza generale in capo al giudice del luogo in cui il minore ha la residenza al momento in cui viene adita l’autorità giurisdizionale (art. 8). Infine, con specifico riferimento all’ipotesi di sottrazione di minori esso fissa un titolo di giurisdizione speciale, identificando il giudice competente in quello della residenza abituale che il minore aveva immediatamente prima del trasferimento o del mancato rientro (art. 10);

4. La mediazione è una forma alternativa di risoluzione delle controversie volta alla gestione positiva dei conflitti. Essa ha lo scopo di supportare le parti nel raggiungimento
di una soluzione accettabile e soddisfacente per entrambe, grazie all’assistenza di un
terzo soggetto: il Mediatore. Nei casi di sottrazione internazionale di minori, l’obiettivo della mediazione è quello di raggiungere un accordo negoziato tra i genitori nell’interesse esclusivo dei minori coinvolti. In questi casi, compito principale del Mediatore e’ quello di assicurare, attraverso un metodo stragiudiziale, l’interesse superiore del minore sottratto, risparmiando ai bambini e ai genitori la tensione emotiva e psicologica derivante da un procedimento giudiziario, talvolta lungo ed oneroso.

I cittadini possono rivolgersi al Mediatore, tramite fax, posta, e-mail e telefono.
I contatti sono pubblicati sul sito del Parlamento europeo, in una sezione dedicata
al Mediatore in cui sono descritti i servizi dell´Ufficio:

www.europarl.europa.eu/parliament/public/staticDisplay.do?language=IT&id=154

Email: MediationChildAbduct@europarl.europa.eu Tel : +32 (0)2 28 43 613
Fax : +32 (0)2 28 46 952

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Direttore Scientifico di Guidagenitori.it
CTU del Tribunale di Roma

- -


ARTICOLI CORRELATI