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Poca frutta in tavola a causa delle forti nevicate

marzo 15, 2012 10:51 am

Secondo la Coldiretti, questa estate avremo una carenza di frutta a causa delle temperature siberiane seguite alle intense nevicate abbattutesi nella provincia di Cesena, culla delle coltivazioni di pesche, albicocche e prugne

La pesante ondata di gelo che a febbraio si è abbattuta sulla nostra penisola e che per molti giorni ha occupato le prime pagine dei giornali sembra destinata ad avere lunghi strascichi. E non tanto per le polemiche che, come sempre in questi casi, si sollevano intorno a quanti avrebbero potuto o dovuto agire diversamente per evitare i disagi e, peggio ancora, le vittime di un inverno iniziato in sordina e all’improvviso divenuto uno dei più rigidi degli ultimi decenni, ma piuttosto per qualcosa con cui ciascuno si troverà a dover fare i conti quando ormai freddo e neve saranno solo un ricordo. Il riferimento è agli ingenti danni che ancora una volta il maltempo ha provocato alle campagne italiane, in particolare alle coltivazioni ortofrutticole con inevitabili conseguenze per le nostre tasche oltre che per la salute.

Per la Coldiretti avremo poca frutta
Rischi di lungo periodo si temono soprattutto per le fruttifere. Il perdurare della permanenza sui rami della neve e del gelo non solo potrebbe aver provocato seri problemi alle gemme, ma addirittura alle stesse piante che, a causa del congelamento dell’acqua nelle cellule nei tessuti, potrebbero aver subito un arresto della circolazione della linfa tanto da non riuscire a sopravvivere. Le piante da frutto, infatti, mal sopportano il freddo. Secondo la Coldiretti la temperatura limite sopportata dalle varie piante al freddo è da ritenersi: per gli agrumi da -3° a -5°, per gli ulivi da -10° a -12°, per le viti da -16° a -18°, per i ciliegi e gli albicocchi da -18° a -22° e per i meli e peri da -22° a -25°. E quel che è peggio è che il danno subito dalle piante, a causa delle basse temperature raggiunte, non solo andrà a compromettere la produzione della frutta primaverile ed estiva dell’anno corrente ma, con ogni probabilità, avrà effetti a lungo termine poiché, come precisa la Coldiretti, sono necessari anni prima che le piante vengano sostituite e che inizino a produrre a regime.

Il danno non è solo nutrizionale ma anche ambientale
A distanza di giorni dal grande freddo, l’attenzione degli esperti è rivolta soprattutto all’eventualità di un possibile rapido disgelo. Se ciò si verificasse l’equilibrio idrogeologico del territorio rischierebbe di essere modificato e di dar vita a nuove emergenze ambientali. Non possiamo dimenticare che l’imputato numero uno alla recente ondata di gelo è il progressivo surriscaldamento del Pianeta al quale contribuisce pesantemente il maltrattamento ambientale da parte dell’uomo. E’ sufficiente pensare all’uso sconsiderato di combustibile, degli aerosol e della deforestazione messa in atto negli ultimi decenni. Il surriscaldamento globale genera eventi climatici di sproporzionate dimensioni divenuti sempre più frequenti e destinati ad avere effetti sempre più devastanti. Ed è proprio con l’obiettivo di ridurre quanto più possibile la produzione dei gas serra prodotti dall’uomo che ben 187 paesi a livello mondiale hanno sottoscritto il famoso protocollo di Kyoto nel 2007.

Come sopperire alla carenza dei nutrienti della frutta
Per assicurarci nei prossimi mesi la giusta quantità di frutta necessaria a favorire la salute dei nostri figli, anziché incappare in facili quanto mai inutili allarmismi circa la mancanza o i possibili rincari dei prodotti frutticoli, impariamo a sostituire i nutrienti contenuti nella frutta con altri vegetali. Un semplice promemoria può aiutarci a tenere sotto controllo la borsa della spesa pur offrendo ai nostri figli tutto l’apporto vitaminico di cui hanno bisogno per crescere in salute.

1. Prima di effettuare un acquisto compariamo fra loro le merci disponibili. Ampliare il ventaglio delle nostre scelte ci consente di spendere in maniera più attenta e consapevole;
2. evitiamo il più possibile le intermediazioni, rivolgendoci ai produttori diretti presenti nelle aziende agricole o ai gruppi d’acquisto;
3. ricordiamoci che possiamo contare su un patrimonio agricolo di notevoli dimensioni e varietà in grado di offrirci sempre delle valide alternative per preservare la nostra salute e il nostro fabbisogno nutrizionale e soddisfare nel contempo il nostro palato;
4. in condizioni di poca disponibilità di frutta estiva non facciamoci mancare l’apporto vitaminico prediligendo alimenti sostitutivi:

  • la Vit. A la troviamo oltre che nelle albicocche, prugne, amarene, melone e nespole anche nei peperoni, basilico, pomodori, spinaci, agretti;
  • la Vit. C la ritroviamo oltre che nell’uva, albicocche, pere, prugne, fragole, kiwi, arance e mandaranci anche nei peperoni, cavolfiori, broccoli, broccoletti, spinaci, lattuga.

A questo punto non ci resta che attendere l’arrivo della primavera, con la fiducia che anche se ciliegie, pesche, albicocche e susine forse non saranno abbondanti sulla nostra tavola, potremo però contare sui vegetali in arrivo dalle serre del nostro Sud baciate per gran parte dell’anno dal tiepido sole primaverile.

Sara Blesio
Consulenza della dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile Scientifico di Guidagenitori.it

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