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Mamme contro lo smog

febbraio 18, 2011 12:43 pm

Il livello di inquinamento nelle grandi città ha raggiunto livelli elevatissimi in questi giorni. Buone abitudini e week-end lontano dallo smog possono regalare benessere. Da Milano a Torino, da Napoli a Taranto, passando per Roma, la lotta allo smog nelle grandi città italiane sta diventando sempre più urgente. I pediatri hanno lanciato l’allarme sulle conseguenze…

Mamme contro lo smog

Il livello di inquinamento nelle grandi città ha raggiunto livelli elevatissimi in questi giorni. Buone abitudini e week-end lontano dallo smog possono regalare benessere.

Da Milano a Torino, da Napoli a Taranto, passando per Roma, la lotta allo smog nelle grandi città italiane sta diventando sempre più urgente. I pediatri hanno lanciato l’allarme sulle conseguenze che l’inquinamento può avere sulla salute dei bambini. Le centraline di rilevamento nelle nostre metropoli raggiungono il picco massimo quasi sempre in questo periodo dell’anno. In questo strano inverno, finora poco piovoso e con temperature superiori alla media, sono stati superati i livelli delle polveri sottili stabiliti per legge. Per quanto riguarda la capitale, Legambiente ha dichiarato che i valori dello smog a Roma sono fuorilegge in quasi tutte le zone e chiede una nuova politica contro le polveri sottili che limiti, tra l’altro, la circolazione dei pullman turistici all’interno della città. Chiede inoltre che venga potenziato il trasporto pubblico. L’emergenza smog a Milano è talmente impattante – la soglia stabilita dalla legge è stata superata per troppi giorni consecutivi – da rendere necessario il blocco della circolazione delle auto. Torino è al secondo posto nella lista nera delle città d’Italia più inquinate, ma è Napoli a detenere il triste primato, come capolista nel record negativo di superamento dei livelli di Pm10 (le polvere sottili) nell’aria. Taranto poi, a livello europeo, è la città più inquinata dalle emissioni industriali, soprattutto nell’area più vicina agli impianti dell’Ilva, la più grande acciaieria europea.

Le sostanze inquinanti
Le più pericolose sono le polveri sottili, che possono essere in forma di goccioline liquide o particelle solide che si diffondono nell’aria. Derivano dai residui degli scarichi delle auto, delle industrie, oppure dall’usura dell’asfalto o dei freni e delle frizioni dei pneumatici. Il monossido di carbonio è un prodotto dai processi di combustione dei veicoli a benzina e, anche se in minor quantità, dalle raffinerie di petrolio e dalle combustioni in impianti a carbone o legno. C’è poi l’ossido di azoto che si forma attraverso i processi di combustione ad alte temperature ed è causato da veicoli, industrie e riscaldamento domestico. Infine c’è l’ossido di zolfo emesso nell’aria dagli impianti di centrale termoelettriche, raffinerie, impianti di riscaldamento e, in parte, dal traffico degli autoveicoli.

Primi vittime i bambini
Gas di scarico, fumi industriali, condizioni climatiche sfavorevoli: questi fattori tutti insieme causano l’alto inquinamento atmosferico di cui, a pagarne il prezzo più alto, sono soprattutto i bambini, più vulnerabili degli adulti ai fattori inquinanti. L’organismo dei bambini respira maggiori volumi di aria rispetto agli adulti (circa il doppio per ogni chilo di peso) e quindi inala una maggiore concentrazione degli inquinanti presenti. Inoltre i bambini sono più bassi di statura, quindi respirano ad una altezza più vicina al suolo, dove le sostanze inquinanti prodotte dai veicoli stradali sono più concentrate.

I rischi
L’inquinamento atmosferico determina un grave pericolo per l’apparato respiratorio dei bambini. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (nel rapporto “Effects of pollution on children’s health and development”) calcola che il rischio di mortalità nei bambini per cause respiratorie legate all’inquinamento sia cresciuto dell’1%. Altri fattori di rischio evidenziati dal rapporto sono: infezioni (soprattutto virali), sostanze allergizzanti (acari, pollini, muffe, epiteli di animali), fumo di sigaretta. Gli studi di SIDRIA (Studi Italiani sui Disturbi Respiratori dell’Infanzia e dell’Ambiente) confermano questi dati rilevando come le patologie respiratorie siano più frequenti nelle città a maggiore tasso di inquinamento. Il reparto di Broncopneumologia del Bambino Gesù, punto di riferimento a livello nazionale per la salute dell’apparato respiratorio, con oltre 6.000 bambini e ragazzi assistiti ogni anno, concorda nel considerare i fattori inquinanti una concausa nelle manifestazioni di gran parte delle patologie respiratorie dei bambini italiani.

Come proteggerli?
Inutile affermare che, per arginare gli effetti degli agenti atmosferici inquinanti sulla salute dei piccoli (ma non solo), le istituzioni per prime dovrebbero intervenire incentivando giornate ecologiche senza utilizzo dell’auto, isole pedonali, targhe alterne e, soprattutto, migliorando la rete di trasporto pubblico. Nel loro piccolo, i genitori dei bambini che vivono in città dovrebbero seguire alcune norme ispirate al buon senso:

  • evitare di portare i bambini nelle zone di traffico più intenso e nelle ore di punta,;
  • non utilizzare il passeggino per evitare che i bambini siano a livello dei gas di scarico dei motori: le fasce o il marsupio rappresentano una soluzione;
  • non fare giocare i piccoli negli spazi circondati da strade ad alta concentrazione di traffico o più in generale all’aperto quando vengono segnalati pericolosi livelli di inquinamento atmosferico;
  • per tutelare la salute è bene abituare i bambini fin da piccoli a respirare con il naso nelle giornate in cui l’inquinamento è maggiore;
  • quando si è in auto, incolonnati nel traffico, è bene tenere i finestrini chiusi e ricordarsi di cambiare i filtri della macchina ogni sei mesi;
  • soprattutto, non sottovalutare i rischi del fumo passivo, che aumenta gli effetti negativo dell’inquinamento;
  • ogni volta che è possibile, andare in zona lontano dal traffico e lontano dalla città ogni volta che gli impegni di lavoro lo consentono.

Le mamme si organizzano
In attesa che le istituzioni preparino un serio piano di azione contro l’inquinamento atmosferico, sono le mamme ad organizzarsi. Mamme che vogliono far sentire la propria voce, che stanno dando vita a movimenti, comitati e associazioni che, anche con piccole azioni, puntano a raggiungere obiettivi importanti per la difesa della salute dei propri cuccioli. Per contattarle ci si può collegare a questi link o indirizzi e-mail:
(Torino) ; (Milano) ;(Roma) ; (Napoli)

 

Marina Zenobio

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