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Farmaci biosimilari, bisogna saperne di più

ottobre 24, 2018 1:00 pm

I farmaci biosimilari hanno molti vantaggi ma sono ancora poco utilizzati nel nostro paese. Economicamente sono convenienti, i dubbi sorgono quando bisogna somministrarli ai bambini

I farmaci equivalenti a partire dal 2020 saranno definiti – biosimilari-  farmaci biotech che assicurano il trattamento di malattie importanti come i tumori e le patologie reumatiche, ma a costi sostenibili per la sanità pubblica. Sono pochi, però, gli italiani che ne sanno qualcosa davvero: secondo una indagine presentata al corso – Il valore dell’informazione sui farmaci biosimilari tra innovazione e sostenibilità –  condotta da Astra Ricerche su mille persone solo un intervistato su cinque, il 20,5% pensa di conoscerli. La scarsa conoscenza è molto diffusa e molti pensano ancora che si tratti di medicine alternative, forse a base di erbe. Non è così: sono farmaci biologici identici a quelli griffati, come per esempio il trastuzumab: stessa efficacia ma costi inferiori per il sistema sanitario quindi più accessibili ai malati. Gli esperti assicurano che i biosimilari generici si sono mostrati efficaci e sicuri come le molecole originali. Cerchiamo di conoscerli meglio.

 

Cosa sono i farmaci biosimilari

Per definire un farmaco biosimilare è necessario partire da cosa è un farmaco biologico. I medicinali biologici non sono elaborati su base di sostanze chimiche ma su base di organismi viventi come può essere una cellula modificata appunto. Per dare concretezza alla definizione, gli anticorpi, le interleuchine e i vaccini, sono rimedi biologici.  Un biosimilare è un farmaco biologico simile per caratteristiche ad un farmaco già brevettato e in commercio da almeno venti anni. Trascorso questo tempo, necessario perché l’azienda farmaceutica possa ammortizzare gli investimenti, le conoscenze relative al farmaco diventano pubbliche ed è possibile che altre aziende, basandosi su di esse, producano farmaci simili biosimilari, appunto a un costo inferiore e mettendoli sul mercato quindi a prezzi inferiori. Esistono farmaci biologici per le malattie reumatiche, come l’artrite reumatoide, per le malattie infiammatorie croniche intestinali, per alcuni tipi di tumori. Patologie complesse, che richiedono trattamenti complessi e farmaci di assoluta efficacia e sicurezza.

 

Il farmaco biosimilare non è un generico

I farmaci generici vengono chiamati anche equivalenti perché sono praticamente identici, a parte la differenza fino al 20% in meno di principio attivo. Un biosimilare e il suo originale, invece, sono ottenuti dopo processi produttivi differenti, non sono identici, ma sono simili come qualità, efficacia e sicurezza. I farmaci biologici e le metodiche di produzione diverse possono determinare alcune differenze tra un biosimilare e il suo farmaco di riferimento. Differenze lievi, che possono però causare variazioni in termini di efficacia, immunogenicità, sicurezza, e indicazioni. Per questo i test preliminari e le procedure di autorizzazione previste per i biosimilari sono più lunghe e più approfondite rispetto a quelle relative ai farmaci generici. Ed è per questo che, al momento, i biosimilari non sono ancora autorizzati per i bambini: del resto, in età pediatrica vengono sconsigliati anche i farmaci generici o equivalenti, perché in età della crescita sono necessari dosaggi precisi.

 

https://www.federfarma.it/Documenti/Consigli-del-farmacista/QA-biosimilari.aspx

 

Sahalima Giovannini

 

 

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