prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Tetano, in calo in Europa ma un terzo dei casi in Italia

settembre 12, 2018 1:00 pm

Il tetano è una malattia pericolosa, è in calo tra tutti i casi manifestatesi nell’Unione europea, purtroppo, un terzo del totale dei casi in Europa è stato registrato nel nostro paese

Sono state 89 le infezioni di tetano segnalate nel 2016 in Europa: un numero relativamente basso considerato il numero della popolazione, ma non rassicurante se si pensa che oltre un terzo dei casi è stato registrato nel nostro paese. Ben 30 persone in Italia, infatti, sono state colpite dal tetano, secondo quanto segnala il rapporto del Centro Europeo per il Controllo delle Malattie – ECDC. Il numero totale, anche in Italia è sceso rispetto al 2015, anno in cui si sono verificati 117 casi a livello europeo di cui 48 nel nostro paese. Quello che fa pensare, però, è che il nostro paese sia quello più a rischio e l’obiettivo dovrebbe essere diminuire ulteriormente il numero.

 

Tetano, conosciamolo meglio

Il tetano è una malattia infettiva acuta non contagiosa causata dal batterio Clostridium tetani o meglio dalle sue spore che possono mantenersi attive anche in condizioni termiche ostili, ma che si attivano quando penetrano nell’organismo. Queste spore sono diffuse un po’ ovunque, soprattutto nei terreni in cui siano presenti, per concimazione o contaminazione, escrementi umani e animali che le contengono. Il batterio è inoltre normalmente presente nell’intestino degli animali: bovini, equini, ovini ed eliminato con le loro feci, riesce a sopravvivere a lungo nell’ambiente sotto forma di spore. Il bacillo penetra nella pelle attraverso una ferita. A questo punto produce una tossina che agisce sul sistema nervoso, procurando spasmi muscolari caratteristici della malattia. Il tempo di incubazione varia tra i cinque e i dieci giorni, ma i sintomi possono presentarsi dopo appena due giorni o addirittura due mesi dopo l’attacco del bacillo. Oltre sette casi su dieci si verificano in persone oltre i 65 anni e in questa fascia d’età le donne colpite sono il doppio degli uomini. La maggior parte delle infezioni si verifica nei mesi estivi, con un picco a settembre.

 

La diagnosi e la cura

La diagnosi della malattia è relativamente semplice. Oltre ai tipici spasmi muscolari, soprattutto è caratteristica la rigidità della mandibola, per accertarsi del problema è possibile effettuare un prelievo del pus che si è formato attorno alla ferita infetta, facendolo poi analizzare in laboratorio. La cura si effettua con la somministrazione di immunoglobuline umane antitetaniche – TIG – e l’accurata pulizia della ferita infetta, con rimozione dell’eventuale tessuto necrotico, l’uso di disinfettanti ad azione ossidante come l’acqua ossigenata e la somministrazione di antibiotici del tipo penicillina. Queste procedure terapeutiche sono importanti per prevenire la fissazione alle cellule nervose della tossina eventualmente ancora presente in circolo e per impedire che ne venga prodotta di nuova. La prevenzione della malattia si basa sulla vaccinazione, prevista in Italia per tutti i nuovi nati: la somministrazione di tre dosi di vaccinazione antitetanica conferisce una protezione molto elevata, con un’efficacia superiore al 95%. La durata della protezione nel tempo è di almeno dieci anni ed è ulteriormente garantita dall’esecuzione dei richiami. La cura raggiunge ottimi risultati soprattutto se viene effettuata in modo tempestivo: in circa dieci giorni si nota un certo miglioramento.  La prevenzione come al solito è di fondamentale importanza.  La vaccinazione è obbligatoria per le categorie a rischio: lavoratori agricoli, allevatori, pastori, e tutti coloro che possono entrare a contatto con i luoghi di diffusione del bacillo oltre ovviamente ai bambini, ai quali il vaccino viene somministrato assieme alla vaccinazione antidifterica.

 

Lina Rossi

- -


ARTICOLI CORRELATI