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Regione Lazio: fatto un vaccino? Escluso da scuola per sei settimane

luglio 30, 2018 10:00 am

La proposta di legge per superare la vaccinazione obbligatoria presentata alla Regione Lazio prevede la quarantena da scuola. Gli esclusi dalle lezioni saranno i bambini appena vaccinati

Incredibile ma vero, si passerà, se la proposta di legge verrà approvata, dall’esclusione alla frequenza scolastica dei bambini non vaccinati all’applicazione della quarantena, da quattro a sei settimane, per i bambini appena vaccinati. E, non è tutto qua! Parliamo della proposta di legge presentata alla Regione Lazio, una serie di 18 articoli che se approvati, ribalteranno non solo una legge governativa, quella dell’obbligo vaccinale per l’ammissione ai nidi ed alle scuole primarie, ma tutta una serie di assunti che vanno contro l’atteggiamento scientifico a fatica raggiunto. Inoltre, non si comprende il perché, per modulare una legge così importante non si sia ricorso alle società scientifiche, prima fra tutte: la Società Italiana di Pediatria – SIP, la Federazione Italiana Medici Pediatri – FIMP, la Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche – SICuP e altre.

 

Un colpo di spugna per azzerare la salute conquistata

A dispetto di quello che asseriscono gli studiosi della proposta di legge, proprio oggi la Cassazione si è pronunciata su una causa di risarcimento da parte di un padre: non si ravvisa l’istituto del risarcimento in quanto non esiste una plausibilità biologica tra l’evento vaccinazione e malattia autistica. La ricerca ha ormai raggiunto delle conoscenze tali da screditare totalmente il popolo dei no-vax. Nonostante tutto, i coordinatori della proposta di legge hanno chiesto, per essere supportati a riscrivere la legge sull’obbligatorietà delle vaccinazioni, solo ed unicamente realtà del calibro di: Auret, l’associazione che sostiene il legame tra vaccini e autismo; Comilva, Coordinamento Movimento Italiano per la libertà delle Vaccinazioni; Corvelva, Coordinamento Regionale Veneto per la Libertà delle Vaccinazioni.

 

18 articoli per sconfessare la legge sull’obbligo vaccinale

Art. 1 – tutela e promuove il principio di precauzione anche nella pratica vaccinale, nonché la democratizzazione della medicina, la libertà di scelta terapeutica, o la collaborazione del paziente con il medico per la co-definizione del percorso terapeutico;

Art. 2 – La Regione Lazio costruisce tutte le condizioni necessarie al superamento di una pratica vaccinale coercitiva, poiché crede che, le mutate condizioni socio-sanitarie, la maggiore consapevolezza, responsabilità e maturità, siano il terreno fertile sul quale le attuali e future generazioni potranno crescere come individui e collettività;

Art. 3 – principio della – personalizzazione della pratica vaccinale – In particolare si dispone, in applicazione del principio di precauzione, che ogni eventuale trattamento sanitario sia effettuato “in un quadro di attenta anamnesi individuale e di una valutazione clinica preventiva sulle condizioni immunologiche del soggetto, in particolare le tendenze familiari all’ autoimmunità, immunodeficienza e immunodepressione nonché familiarità per danni da vaccino riconosciuti o anche solo significative reazioni avverse correlate temporalmente con le vaccinazioni eseguite:

Art. 4 – al momento della vaccinazione, – l’individuo deve essere in condizioni ottimali, sia fisiche sia psichiche, oltre ad essere in possesso del certificato di nulla osta rilasciato nelle 24/48 ore precedenti;

Art. 5 – diritto del cittadino a ricevere ogni informazione utile al consenso informato. Il soggetto dovrà dunque essere informato dal pediatra o dal MMG e da parte della ASL, sulla  – reale necessità e sul rapporto rischi/benefici di ciascun vaccino;

Art. 6 – le Asl dovranno fornire ai Centri Vaccinali – tutta la documentazione relativa: ai casi aggiornati di segnalazione di reazioni avverse e quelle accertate, di una selezione esauriente di letteratura scientifica che dimostra la correlazione causale tra vaccini e patologie e le eventuali disposizioni di ritiri recenti dei lotti vaccinali;

Art. 7 – la Regione – promuove ed incentiva il ruolo dell’alimentazione nel modulare le funzioni del sistema immunitario. Per questo motivo sviluppa specifiche e capillari campagne di educazione nutrizionale volte ad educare verso un ottimale regime alimentare fondato sul consumo di alimenti sani ed equilibrati, privi di pesticidi e diserbanti tossici e quindi coltivazione biologica certificata, unita ad un corretto stile di vita e ad un’attività fisica costante.

Art. 8 e 9 – I medici e il personale a supporto del counseling, e la loro formazionenon deve avere alcun conflitto di interesse, diretto o indiretto, con le case farmaceutiche. Le strutture Asl a cui la Regione affida la formazione del personale e dei medici devono garantire che non ci sia alcun conflitto d’interesse del personale impiegato nella formazione; che tale personale non dovrà aver lavorato in passato per società che producano o commercializzino farmaci, o per fondazioni e associazioni ad esse riconducibili.

Art. 10 – doveri informativi del Medico vaccinatore:

Art. 11 – rapporto tra le scuole e certificazione, – la scuola garantisce che sia rispettato il periodo di quarantena di 4-6 settimane per il soggetto appena vaccinato con virus attenuato al fine di evitare contagi indotti dalle stesse secondo il principio di precauzione;

Art. 12 e 13 – L’istituzione dell’Osservatorio Regionale sulle Vaccinazioni ed i compiti dell’Anagrafe vaccinale regionale,

Art. 14 – Rendere disponibili ai cittadini i dati relativi alle segnalazioni di sospette reazioni avverse a medicinali (compresi i vaccini) registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza.

Art. 15 – Promuovere l’acquisto di vaccini solo in formato monodose e non più tetravalente o esavalente.

Art. 16 – .17 e 18 –  sono articoli prettamente ammnistrativi.

 

Dott.ssa Rosalba Trabalzini 

Responsabile scientifico guidagenitori.it

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