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Pediatri, non tutti sono in grado di individuare il disagio psichico

aprile 16, 2018 10:00 am

Adolescenti, è importante riconoscere i primi segnali del disagio psichico, il pediatra è in prima linea, ma è capace di riconoscerli? La risposta in una ricerca tra guidagenitori.it e SIMA

Più volte ho scritto e parlato in convegni medici sull’importanza del riconoscere i primi segnali del disagio psichico nella pre-adolescenza e adolescenza, problematica purtroppo emergente e in aumento negli ultimi anni. I segni premonitori possono iniziare già nella preadolescenza: tra i dieci e i tredici anni. Ho quindi sentito il bisogno di indagare in modo più approfondito le reale conoscenze nel campo psichico dei pediatri, i primi medici ad entrare in contatto con i ragazzi, oltre alla famiglia ed alla scuola. Ho quindi portato avanti la mia idea all’interno della SIMA- Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza, società scientifica di cui sono associata e di comune accordo è stata portata avanti la ricerca.

 

La ricerca ha coinvolti pediatri a tutti i livelli

Hanno partecipato alla ricerca i pediatri aderenti alle seguenti istituzioni: SIMA, Fimp, CIPe, Sipps e pediatri aderenti al sito iDoctors. Le domande sono state scelte tra le più frequenti ricevute dal servizio: il medico risponde, il nostro servizio a cui i genitori si rivolgono per avere un secondo parere. Le tematiche prescelte sono state quelle statisticamente più ricorrenti, ovvero: informazioni a proposito del disturbo alimentare, i disturbi dello spettro psicotico e il disturbo depressivo oltre ai quesiti relativi all’ apprendimento e comportamento. È stato quindi elaborato un questionario dai nostri medici in collaborazione con la SIMA – dieci domande con quattro risposte: la risposta corretta, due con diagnosi differenziale dubbia ed una fuori dal contesto. Le domande sono state impostate per capire il grado di conoscenza da parte dei pediatri delle problematiche psichiatriche ancora in fase embrionale. In totale hanno compilato il questionario 627 pediatri su un totale di 7.700 medici specializzati in pediatria. La distribuzione territoriale ha coperto l’intero paese.

 

L’importanza della conoscenza dei sintomi iniziali del disagio psichico

Il momento della transizione dei ragazzi verso il medico di famiglia, al compimento dei quattordici anni, il pediatra è tenuto a predisporre una relazione con il bilancio di salute non solo fisico ma anche psichico. Da qui l’importanza di una corretta valutazione anche psichica da parte del pediatra, la presentazione del bilancio di salute deve contenere informazioni preziose da offrire al collega che prenderà in carico l’adolescente, se davvero si vuole garantire la salute complessiva del futuro individuo adulto.

 

Risultati della ricerca

Il dato più importante emerso dalla survey è che solo la metà dei pediatri partecipanti alla ricerca è in grado di riconoscere un disturbo della sfera psicotica, ovvero la forma di disagio più seria e che dovrebbe essere riconosciuto prima possibile.

  • Un adolescente con un disturbo specifico della psiche, se inviato immediatamente dallo psichiatra ha la possibilità di recuperare se non completamente, il suo disturbo, di limitare il più possibile il disagio che, purtroppo, lo accompagnerà per la vita.
  • Il disturbo DSA – Disturbo Specifico dell’Apprendimento è riconosciuto solo meno di due terzi dai sondaggisti, anche in questo caso, se il ragazzino con queste difficoltà è preso immediatamente in carico dagli specialisti competenti, di sicuro si evita di i lasciar sviluppare una pseudo insufficienza mentale dovuta alla mancanza di un supporto specifico a scuola che sappia far applicare le strategie corrette per l’apprendimento.
  • I disturbi del comportamento alimentare sono riconosciuti da tre quarti dei sondaggisti, anche in questo caso il ricorso immediato agli specialisti farebbe guadagnare tempo prezioso per aiutare le giovani anoressiche a rivedere il comportamento alimentare sbagliato.
  • Un terzo dei pediatri, infine, non è in grado di riconoscere un disturbo di personalità, un disturbo della sfera neuropsicologica e né di una depressione bipolare.

I commenti alle risposte fanno comprendere quanto sia importante un aggiornamento specifico per i pediatri nell’ambito delle patologie neuro-psichiatriche. Quanto prima si interviene sul disagio psichico tanto migliore sarà la prognosi, soprattutto per quelle patologie che possono rendere la vita dolorosa. Non possiamo dimenticare che la depressione è diventata endemica e che gli antidepressivi sono i farmaci più prescritti al mondo. Un intervento precoce:

  • Rende la vita del giovane paziente più facile;
  • Limita il disagio sociale per le famiglie;
  • riduce la spesa sanitaria per i farmaci;
  • Riduce la spesa sociale per le giornate di lavoro perse.

Purtroppo, oltre alla difficoltà di riconoscere o cogliere campanelli d’allarme, vi è anche la resistenza da parte della famiglia a tali problematiche considerandole ancora uno stigma sociale più che un problema da risolvere con i giusti strumenti. Comunque essendo il pediatra in prima linea deve essere il referente per i genitori ed essere in grado di gestire entrambe le problematiche: dei ragazzini e delle famiglie. Pertanto sicuramente necessaria una formazione più accurata e capillare dei medici che si confrontano con gli adolescenti, non solo per la parte diagnostica ma anche comunicativa.

 

Concludendo

I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista RIMA devono essere un utile spunto di riflessione circa la necessità di diffondere la cultura e conoscenza di tali problematiche al fine di riconoscere disturbi. E’ altrettanto opportuno imparare a gestire la resistenza da parte delle famiglie verso tali problematiche considerandole al pari di ogni altra patologia medica senza temere giudizio sociale e o morale.

 

dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico guidagenitori.it

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