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Finisce l’ora legale, si torna un’ora indietro

ottobre 27, 2017 10:00 am

La fine di ottobre, e precisamente l’ultimo week-end del mese, quest’anno il 28 – 29, tutti i paesi che adottano l’ora legale, dovranno portare indietro le lancette dell’orologio di un’ora

L’autunno è proprio arrivato: nella notte tra sabato 28 e domenica 29, l’orologio dovrà essere portato indietro di un’ora. Questo vuol dire che, nelle prime mattine, si avrà l’impressione di poter dormire un’ora in più, a tutto vantaggio di chi fatica ad alzarsi presto al mattino. Lo scotto da pagare sarà il fatto che, nel pomeriggio, il buio arriverà un’ora prima, alle sei. Questo significa che i bambini avranno meno occasione di giocare all’aperto, considerando che escono da scuola intorno alle quattro, se l’orario del nido e della materna è prolungato anche oltre. Si tratta insomma di un passaggio non semplicissimo da affrontare, soprattutto per i bambini più piccoli i più sensibili alle variazioni repentine luce-buio, incidendo sulla regolazione dei ritmo circadiano.

 

L’esigenza di utilizzare più luce nel mondo industrializzato

Perché è necessario cambiare l’ora? L’inizio dell’ora legale è fissato universalmente in primavera per sfruttare almeno un’ora al giorno in più la luce naturale e quindi consumare meno energia elettrica, con una riduzione di emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera e un risparmio energetico. Quando le giornate si accorciano, quindi si inizia ad accendere la luce elettrica a metà pomeriggio. Di conseguenza, si torna all’ora solare. È una consuetudine entrata in vigore solo con l’introduzione della luce elettrica e con la civiltà industriale, con la necessità di lavorare anche al buio e di fissare degli orari. Si stabilì così l’opportunità di obbligare la popolazione ad alzarsi prima nel periodo estivo, quando il sole sorge presto ed è meno oneroso lasciare il letto, per sfruttare maggiormente la luce del sole. L’idea, nata in Inghilterra, si diffuse presto in tutta Europa e continua ad essere in vigore. Il problema è che questo cambiamento repentino ha delle ripercussioni sul ritmo circadiano, ossia su quell’orologio interno che ciascuno di noi ha e che, indipendentemente dall’orario e dalla luce esterna, regola il tono dell’umore, l’alternanza tra sonno e veglia, la sensazione di appetito e così via.

 

Come affrontare il nuovo orario

I bambini, in fase di crescita, non hanno ancora un ritmo circadiano ben definito: sono i più sensibili ai repentini mutamenti esterni, sia in fatto di clima, sia in fatto di orario definito da luce e buio. Lo sposamento dell’ora può quindi indurre nei piccoli un lieve stato di spossatezza, con sonnolenza e demotivazione, ripercuotendosi sul benessere generale e spesso sul rendimento a scuola. Succede perché la mancanza di luce provoca un calo di endorfine e di serotonina, i neuro-ormoni che tengono alto il tono dell’umore. Non è impossibile però sostenere il benessere dei bambini, aiutandoli a condurre una vita sana. Si deve cercare di tenerli il più possibile all’aperto, almeno nei fine settimana quando hanno più tempo libero: la poca luce naturale e l’attività fisica tengono alte le endorfine. È essenziale osservare un orario di riposo regolare durante la notte: a letto presto, possibilmente entro le 21 con una cena leggera consumata attorno alle 19.30, con ortaggi e cereali attivatori dell’aminoacido triptofano, precursore della serotonina. E poi, bisognerebbe proporre loro attività che piacciano, alternative ai compiti: non solo attività sportive ma anche un corso di musica, di pittura, di cucina, insomma qualcosa che stimoli il loro interesse e dia loro una progettualità motivante. Nel fine settimana sono benvenute gite fuori porta, anche solo in piccole città d’arte tutte la scoprire. L’Italia ne è piena.

 

Lina Rossi

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