prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Funghi e cicorie selvatiche, il veleno si nasconde tra le spore

ottobre 17, 2017 10:00 am

Se non si è più che esperti, è bene evitare di raccogliere cicorie selvatiche e funghi, oppure, mostrarli per la validazione nel centro alimenti ASL locale, infatti, possono essere velenosi

Nei giorni scorsi, una famiglia di Milano è finita all’ospedale dopo aver consumato una minestra di verdura a base di ortaggi misti. Tutti, genitori e figli, accusavano forti dolori addominali, vertigini, erano soggetti ad aritmie e allucinazioni. In seguito alle analisi effettuate, si è scoperto che i quattro avevano inconsapevolmente ingerito foglie di mandragora. Si tratta di una pianta spontanea, cresce nelle zone mediterranee. Ha foglie verdi allungate, ricoperte da una leggera peluria e la specie autunnale produce fiori violetti. Secondo gli esperti, la mandragora somiglia molto alla borragine, altra pianta spontanea che viene utilizzata ampiamente in cucina per la preparazione di frittate, sformati di verdure e paste ripiene.

 

Funghi e cicorie selvatiche

A differenza della innocua borragine, la mandragora contiene alcaloidi velenosi: così tanto che in passato veniva definita l’erba delle streghe e non era utilizzata se non ad altissime diluizioni. Può infatti indurre tachicardia, allucinazioni, dolori addominali e se è stata ingerita una grande quantità può portare al decesso. Per fortuna, la famiglia di Milano ha potuto essere curata perché la quantità di erba ingerita non era molta. Non è stato così per una coppia di coniugi di Monza, che ha raccolto in campagna esemplari di Amanita phalloides, un fungo molto velenoso ma assai somigliante al porcino: il marito è deceduto, mentre la moglie è ancora ricoverata in gravi condizioni. Sono notizie che, purtroppo, si leggono ogni anno, in autunno, quando sono in tanti ad andare nei boschi a cercare funghi o erbe aromatiche e, senza saperlo, raccolgono specie tossiche. E’ invece necessaria la massima prudenza: ancora oggi troppe persone rimangono intossicate per aver ingerito funghi velenosi, confondendoli con esemplari innocui. I funghi tossici o le erbe velenose possono provocare nausea, vomito, aumento della sudorazione, allucinazioni: alcuni esemplari mettono in serio pericolo la vita.

 

Come intervenire in caso di intossicazione

Per essere sicuri dei prodotti raccolti nei boschi è necessario richiedere la consulenza degli esperti che lavorano presso le strutture delle ASL con competenze per distinguere le specie commestibili da quelle tossiche.  I funghi e le erbe di campo, inoltre, non andrebbero mai offerti ai bambini, non c’è ragione che facciano parte della loro alimentazione: sono difficilmente digeribili. Non esiste alcun farmaco in grado di combattere l’azione intossicante dei funghi velenosi: l’unico rimedio possibile è cercare di eliminare le tossine dall’organismo. E’ quindi necessario, in caso di sospetto avvelenamento recarsi immediatamente al Pronto Soccorso più vicino. Una volta in ospedale, il medico sarà in grado di stabilire, osservando i sintomi, se si tratti di intossicazione da alimenti ingeriti nelle ore precedenti. In caso di intossicazione si ricorre al parere di uno specialista tossicologo per la conferma e procedere con gli interventi di urgenza, mirati ad eliminare dall’organismo le sostanze tossiche. Se il medico lo ritiene opportuno, si esegue una lavanda gastrica: eliminando i residui alimentari presenti nello stomaco, si riduce l’assorbimento delle tossine da parte dell’organismo stesso. Si somministra poi carbone vegetale, una sostanza ad azione assorbente delle sostanze nocive, che vengono quindi eliminate dall’organismo con le feci. Se l’intossicazione ha procurato vomito e dissenteria, la persona può essere sottoposta a cicli di fleboclisi, necessari per ripristinare la perdita di liquidi subita.

 

Giorgia Andretti

- -


ARTICOLI CORRELATI