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La leggenda della Befana

gennaio 4, 2017 10:00 am

Una stravagante vecchietta a cavalcioni di una scopa porta doni ai bambini buoni e gentili e, come ogni anno, la notte del 6 gennaio si rinnova la magia della notte della Befana.

L’Epifania chiude tutte le feste del Christmas Time: la notte tra il 5 e il 6 gennaio è l’ultima occasione di festa, si chiudono così una lunga serie di incontri, cenoni, scambio di regali e di auguri, iniziati  il 24 dicembre. L’Epifania è una ricorrenza importante,  in alcune culture è considerata il vero Natale: è il giorno in cui i Magi, arrivando dall’Oriente seguendo la cometa di cui parlavano i libri sacri, giunsero al cospetto del Bambino Gesù. L’Epifania simboleggia la rivelazione in cui Cristo si presentò ufficialmente a tutto il mondo.

 

La magica vecchietta

Cosa c’entrano i sacerdoti orientali  con la bisbetica vecchina pronta a lasciare dolciumi oppure carbone? Secondo una leggenda, i tre Magi, prima di arrivare da Gesù, si fermarono per riposare in un piccolo villaggio e invitarono la popolazione ad unirsi al loro viaggio, per rendere omaggio al piccolo. Tutti li seguirono, tranne una anziana donna che, sdegnosa, preferì restare a casa per occuparsi delle faccende domestiche. In seguito si pentì, prese un sacco con giochi e dolci e cercò di raggiungere i Magi, ma non vi riuscì. Da allora, gira per tutte le case del mondo, trascinandosi dietro la scopa con la quale stava pulendo la casa e distribuendo ai bambini i doni che avrebbero dovuto essere di Gesù Bambino. Dalla festa, la vecchina prese anche il nome: venne chiamata inizialmente la strega della Beffanìa, quindi semplicemente Befanìa  e infine, spostando l’accento, diventò semplicemente Befana.

 

Una tradizione molto sentita

La figura della vecchina, in realtà, trae origine da una tradizione più complessa. Sembra infatti che si ispiri a certe divinità del tardo paganesimo italico, figure femminili che volavano sui campi nelle notti di inverno, per favorire fertilità del terreno e prosperità alla popolazione. Queste divinità femminili erano Satia sazietà, Abundantia abbondanza e secondo alcune versioni rappresentavano la stessa Diana, dea della natura e della luna. In seguito, quando il Cristianesimo divenne religione ufficiale dell’Impero, queste tradizioni furono rigettate come pagane e le dee della fertilità vennero rappresentate in modo brutto e pauroso, come vecchie streghe. La Befana come viene festeggiata oggi risale al diciannovesimo secolo e la sua tradizione è ancora molto avvertita un po’ in tutta Italia: è una vecchina un po’  troppo stravagante  e molto buona, che a cavallo della scopa distribuisce ai bambini doni semplici, diversi dai ricchi regali di Babbo Natale. Se un bambino è stato buono, nella calza appesa alla cappa del camino troverò dolci, cioccolatini, qualche gioco, un libro; se invece è stato un po’ troppo monello, troverà  il dolce carbone.

 

Giorgia Andretti

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