prev
  • Il Medico risponde
  • Quando nascerà?
  • SOS adolescenza
  • Famiglia, Leggi e Diritto
  • Iscrizione newsletter
  • Mamma sei una sòla
  • Test di Edinburgh
next

Sindrome sgombroide, tutti i rischi del pesce

ottobre 10, 2016 9:58 am

Mangiare pesce spesso fa benissimo ma deve arrivare sulla tavola solo se ha rispettato la catena del freddo: al contrario può produrre istamina, causa della sindrome sgombroide.

Mangiate più pesce: è lo slogan che gli esperti della nutrizione ripetono da tanti anni. Effettivamente i pesci sono ricchi di proteine nobili, di minerali, sono poveri di colesterolo e ricchi di acidi grassi omega 3, quelli buoni per il sano sviluppo neurologico dei bambini. Tuttavia il pesce è un alimento impegnativo, forse più di altri cibi. Deve essere non solo di alta qualità, quindi acquistato freschissimo da un rivenditore di assoluta fiducia o congelato ma, dobbiamo essere certi che il prodotto abbia rispettato la catena del freddo. Alcune semplici regole ci aiutano a verificare: le scaglie del pesce devono essere prive di quelle scaglie di ghiaccio simili a neve sulle confezioni, segnale di un avvenuto parziale scongelamento. Soprattutto è bene prestare attenzione al pesce che viene servito in alcuni ristoranti, sia crudo sia cotto e consumarlo solo in ristoranti ben conosciuti. Un discorso attuale, vista la sempre maggiore diffusione dei sushi restaurant anche nel nostro paese.

I rischi del pesce
Il discorso è di attualità, visto che nei giorni scorsi la Asl di Milano ha fatto sapere di avere ricevuto ben 45 segnalazioni di – sindrome sgombro ide – un evento acuto con sintomi simili a quelli di una allergia. La sindrome è causata dall’ingestione di pesce, sia crudo sia cotto, conservato male ed esposto a temperature eccessive, della famiglia degli sgombri, di cui fa parte anche il tonno. Un enzima chiamato istidina, esposto a temperatura ambiente, si trasforma rapidamente in istamina, la stessa sostanza irritante che l’organismo produce quando si scatena la reazione allergica: si verificano quindi arrossamento della pelle, rinite, difficoltà di respirazione, proprio come nelle allergie e, come nelle allergie, si affronta il disturbo con antistaminici. Questa sindrome non è causata solo da tonno e sgombro crudo, le qualità che vengono consumate nei ristoranti di sushi, ma anche dallo stesso tipo di pesce cotto o conservato in scatola, soprattutto se una volta aperta la confezione non la si ponga immediatamente in frigo. In generale il pesce è un alimento a rischio di contaminazione: tutte le varietà possono contenere germi come Salmonella o Listeria, responsabili di intossicazioni alimentari serie. Un altro parassita pericoloso è l’Anisakis, un verme che vive nell’intestino dei pesci e che può essere ucciso solo dal cosiddetto abbattimento, ossia dalla conservazione per diversi giorni in un particolare freezer a -40 gradi.

Mai pesce crudo ai bambini
Insomma il pesce tutto è un rischio, se non lo si consuma in ristoranti affidabili, a maggior ragione consumare il pesce crudo dove oltre all’abbattimento si rispettano i requisiti igienici di preparazione. Il pesce crudo o sushi non è un alimento da proporre ai bambini, almeno fino ai dieci-dodici anni o anche più avanti. Oltre al fatto che è difficile che venga percepito come gradevole, comporta davvero troppi rischi per la salute, tra la potenziale reazione allergica e il rischio di contaminazione batterica. Il pesce va proposto ai bambini sì, ma sempre cucinato, al vapore,bollito o al forno. E non basta che sia cotto: deve essere portato in tavola appena cotto e presentato in tavola ben caldo. Solo in questo modo è assolutamente sicuro e può essere considerato un alimento nutrizionalmente valido. Quando si va in un ristorante asiatico con i bambini è bene leggere attentamente il menu e chiedere di portate sicure e se pesce che sia appena cotto e servito bollente.

Lina Rossi

- -


ARTICOLI CORRELATI